fbpx
Now Reading
OCEANS- Intervista al cantante e chitarrista Timo Rotten

OCEANS- Intervista al cantante e chitarrista Timo Rotten

Oceans The Sun And The Cold Artwork

Ho avuto il piacere di intervistare Timo Rotten, chitarrista e cantante della band Oceans, di base a Vienna, che, il 10 gennaio prossimo, pubblicherà sotto etichetta Nuclear Blast l’album di debutto “The Sun And The Cold”.

Ciao Timo, benvenuto sulle pagine di Tuttorock, congratulazioni per il vostro album di debutto, l’ho trovato un grande LP! La vostra è una storia recente, prima di tutto, come vi siete incontrati e quando avete deciso di formare una band e come è nato il nome “Oceans”?
Ehi Marco, è bello sentire ciò. Sono contento che ti piaccia l’album, grazie mille. Gli Oceans nel loro insieme hanno un concetto di base. Puoi vederlo in tutto ciò che facciamo, che si tratti di musica, testi, immagini, video… tutto. Parliamo di depressione, salute mentale e in generale cose piuttosto oscure che possono accadere nella tua testa. L’oceano simboleggia molte di quelle emozioni per noi. La tempesta che crea onde alte come montagne che ti divorano e ti portano nell’abisso profondo e oscuro del nulla. Ma anche la calma prima della tempesta stessa e la luce argentea che si intravede all’orizzonte. È un’immagine potente e descrive perfettamente chi siamo e cosa facciamo. Alla fine vogliamo sempre trasmettere un messaggio positivo! Non importa quanto sembri disperato, c’è sempre una luce all’orizzonte quando la tempesta è finita. Non sei solo laggiù al buio, siamo in molti e possiamo combatterlo insieme. Thomas (basso), Patrick (chitarra) e io ci conosciamo da quasi tutta la nostra vita. Abbiamo suonato in diverse band insieme negli ultimi 15 anni e abbiamo girato molto in Europa e Nord America. Nel 2017 tutti abbiamo sentito il bisogno di fare qualcosa di nuovo, qualcosa di nostro. Questo è nato quando tutti hanno iniziato a scrivere il proprio materiale. Quando ho saputo che avrei sicuramente creato una nuova band, ho cercato un batterista qui a Vienna e ho trovato Grill attraverso un amico comune. È un batterista e un ragazzo davvero eccezionale. È così che noi quattro abbiamo finito per fondare gli Oceans, anche se non avevamo ancora un nome nel 2017.

E cosa mi dici del titolo dell’album?
Il titolo dell’album esprime il contrasto tra luce e buio che è incorporato in tutti gli oceani. Il calore del sole e il freddo della disperazione e del dolore. Questo contrasto può essere visto in tutto ciò che facciamo. Prendi la musica per esempio: bellissime melodie pulite e poi all’improvviso c’è un brutale death metal. 

Prima di questo album avete pubblicato due EP, come sono stati accolti dal pubblico?
Soprattutto il nostro primo EP “Into The Void” è stato molto ben accolto dalla gente finora. Le canzoni erano originariamente pensate per essere poi presenti sull’album, quindi danno una visione perfetta di come suonerà lo stesso intero LP. Le reazioni sono state bellissime! Ci sono tantissime persone che ci scrivono su Instagram e Facebook su come possono relazionarsi con il nostro messaggio e la nostra musica e su come li abbiamo aiutati a superare un momento oscuro della loro vita. È semplicemente meraviglioso e ne sono davvero grato.

Ci sono riferimenti a vari sottogeneri del metal nelle vostre tracce, in particolare death metal melodico e nu metal, quali band vi hanno ispirato di più?
Dipende… A chi di noi lo stai chiedendo? ahah. Tutti abbiamo gusti musicali molto diversi. Per me sono sicuramente le band Nu Metal degli anni ’90 e dei primi anni 2000. I KoRn mi sono molto cari e Jonathan Davis ha sicuramente influenzato fortemente la mia voce. L’ultimo album dei KoRn è uno dei migliori da molto tempo, se non tra i migliori. Ma ovviamente potresti anche prendere altre band come influenze per gli Oceans, come i primi Slipknot, Marilyn Manson, Katatonia o i più moderni Fit For An Autopsy per esempio. Ma a parte questo, tutti noi non ci limitiamo alla sola musica metal. Ascoltiamo musica elettronica, rap, praticamente qualunque cosa catturi le nostre orecchie e il nostro cuore. 

Come nascono le vostre canzoni?
Abbiamo lavorato su tutte le canzoni per circa tre anni a partire dal 2016 o 2017, non ricordo esattamente. Praticamente scriviamo sempre, quindi non ci sono stati processi o periodi definitivi. Il processo in sé è per lo più così: io che scrivo a casa e poi ci riuniamo tutti e mettiamo insieme le nostre idee per perfezionare il brano ancora e ancora finché non pensiamo che esso sia perfetto. Preferisco decisamente farlo insieme agli altri invece di fare tutto da solo senza alcun contributo dei ragazzi. Oceans è una band, non un one man show. E ciò che facciamo nasce solo perché noi quattro ci riuniamo per crearlo.

I vostri testi sono pieni di dolore, vedi davvero tutto oscuro o salvi qualcosa di questa attuale società malata?
Non c’è una storia continua dietro alle canzoni, quindi puoi considerarle separate. Ma come ho detto prima, abbiamo un concetto dietro all’intera band che è avvolto intorno alla salute mentale e fondamentalmente si occupa solo di emozioni e sentimenti negativi. Quindi la maggior parte delle canzoni riguarda questo, la lotta con i tuoi demoni interiori e la lotta contro i pensieri negativi. Ma come ho detto, non pensiamo negli album. Gli Oceans nella loro interezza per noi sono una sintesi delle arti. Funziona tutto insieme. Vogliamo incanalare il dolore e la sofferenza di un’intera generazione ed esprimerlo nella nostra arte. Ovviamente non pensiamo che tutto sia solo buio, al contrario: vogliamo mostrare alla gente che c’è sempre speranza e che c’è sempre qualcosa per cui vale la pena vivere. Mai perdere la speranza. Questa è la cosa più importante.

Qual è la tua formazione musicale?
A parte la normale formazione musicale che si ottiene nella scuola tedesca, ho preso per circa 8 anni lezioni di basso quando ero un adolescente. Ma questo è tutto. Suono strumenti, scrivo e registro da solo da quasi 20 anni. Nel corso degli anni puoi imparare una o due cose.

Cosa significa la musica per te?
La musica è la mia terapia, il mio sbocco. Se non fosse per la musica, probabilmente sarei morto da molto tempo. Intendo questo.

C’è un disco nella storia della musica, metal o no, che avresti voluto scrivere?
Ad essere sincero, no. Naturalmente ci sono tonnellate di altri dischi che ritengo assolutamente fantastici e importanti. Ma se avessi voluto fare il lavoro di qualcun altro, non ci sarebbe stato nulla che io stesso avrei potuto portare al tavolo. Sai cosa intendo? Ciò significherebbe che sarei in qualche modo superfluo. Non posso dire che abbiamo inventato la ruota con gli Oceans, ma penso che qualcosa di importante da dire lo abbiamo.

Venite dall’Austria, com’è la scena metal attuale lì?
Vivo a Vienna da circa 5 anni, ma a parte concerti occasionali non partecipo davvero alla scena metal per essere onesti. Ci sono diverse location interessanti per concerti, dai piccoli club alle grandi sale, ovviamente. Ma oltre a ciò, non c’è molto che io sappia.

State già programmando un tour per promuovere l’album? Verrete in Italia?
Ci stiamo unendo al Renegades tour nel 2020 ed insieme a Equilibrium, Lord of the Lost e Nailed to Obscurity avremo a gennaio e febbraio delle date in Germania e Svizzera. Purtroppo per ora non ci sono date confermate in Italia, ma stiamo già lavorando a un altro tour per l’autunno 2020.

MARCO PRITONI

Band:
Timo Rotten – voce, chitarra
Patrick Zarske – chitarra
Thomas Winkelmann – basso
J.F. Grill – batteria

More info:
www.oceansofficial.com
www.facebook.de/oceansofficialde
www.twitter.com/ocnsofficial
www.youtube.de/oceansofficial
www.nuclearblast.de/oceans

Oceansband

** ENGLISH VERSION **

I had the pleasure of interviewing Timo Rotten, guitarist and singer of the Vienna-based band Oceans who, on January 10th, will release under Nuclear Blast label, the debut album “The Sun And The Cold”.

Hi Timo, welcome on the pages of Tuttorock, congratulations for your band Oceans full length debut album “The Sun And The Cold” that will be released on January 10th 2020 via Nuclear Blast, I found it a great LP! Yours is a young story so far, first of all, how did you meet, when did you decide to form a band and how did you decide the name “Oceans”?
Hey Marco, that’s nice to hear. Glad you like the album, thank you very much. Oceans as a whole has a concept behind it. You can see it in everything we do, be it the music, lyrics, visuals, videos.. just everything. We talk about depression, mental health and in general pretty dark things that can happen inside your head. The ocean symbolises a lot of those emotions to us. The storm that’s creating waves as high as mountains that devour you and take you down into the deep, dark abyss of nothingness. But also the calm before the storm and the silver lining at the horizon. It’s a powerful image and it perfectly describes who we are and what we do. In the end we always want to deliver a positive message! No matter how hopeless it seems, there’s always a silver lining at the horizon when the storm is over. You are not alone down there in the dark, we are many and we can fight this together. Thomas (Bass), Patrick (Guitar) and I know each other almost our entire life. We’ve been playing in several bands together for the last 15 years and have toured through Europe and North America a lot. In 2017 we all felt the need to do something new, something of our own. That’s when everyone started writing their own material. When I knew I would definitely start a new band I went on looking for a drummer here in Vienna and found Grill through a mutual friend. He is an awesome drummer and a really cool guy. That’s how the four of us ended up founding Oceans, even though we didn’t have the name back then in 2017.

And what about the album title?
The album title expresses the contrast of light and dark that is incorporated in all of Oceans. The warmth of the sun and the cold despair and pain. This contrast can be seen in everything we do. Take the music for example: beautiful clean melodies and then all of a sudden there is brutal death metal. 

Before this album you published two EPs, how were they considered by the audience?
Especially our first EP “Into The Void” was very well received by the people so far. The songs were originally meant to be on the album, so they give a perfect insight in how the whole album is going to sound like. The reactions were beautiful! We have so many people writing us on Instagram and Facebook how they can relate to our message and music or how we helped them overcome a dark time in their lives. It’s just wonderful and I am really grateful for that.

There are references to various subgenres of metal in your tracks, especially melodic death metal and nu metal, which bands inspired you the most?
This hardly depends on who in the band you are asking, haha. We all have very different tastes in music. For me it’s definitely the Nu Metal bands from the 90ies and early 2000s. KoRn are very dear to me and Jonathan Davis has strongly influenced my vocals for sure. The latest KoRn album is one of their best in a very long time, if not among their best albums at all. But of course you could also take other bands as influences for Oceans, like early Slipknot, Marilyn Manson, Katatonia or the more modern Fit For An Autopsy for example. But besides that all of us don’t limit ourselves to just metal music. We listen to electronic music, rap, basically whatever catches our ears and hearts. 

How are your songs born?
We worked on all those songs for about three years starting in 2016 or 2017, I don’t remember exactly. We pretty much write all the time, so there was no definitive process or time period. The process itself is mostly me writing at home and then we all come together and put our ideas together to refine it over and over again until we think it’s perfect. I definitely prefer doing this together instead of just doing it all on my own without any input from the others. Oceans is a band, not a one man show. And what we do only comes to live because the four of us come together to create it.

Your lyrics are full of pain, do you really see everything dark or do you save something of these current sick society?
There is no continuous story behind the songs, so they are separated if you will. But as I said before we have a concept behind the whole band that is wrapped around mental health and basically just dealing with negative emotions and feelings. So most of the songs are about that, the struggle with your inner demons and battling negative thoughts. But as I said, we don’t think in albums. Oceans in its entirety to us is a synthesis of the arts. It all works together. We want to channel the pain and suffering of a whole generation and express it in our art. Of course we don’t think that everything is just dark, on the contrary: we want to show people that there’s always hope and that there is always something worth living for. Never lose hope. That’s the most important thing.

What is your musical education?
Apart from the normal musical education you get in German school I had about 8 years of bass lessons when I was a teenager. But that’s about it. I’ve just been playing instruments, writing music and recording it on my own since almost 20 years now. Over the years you get to know a thing or two.

What does music mean to you?
Music is my therapy, my outlet. If it wasn’t for music I’d probably be long dead. I mean it.

Is there a record in the history of music, metal or not, that you wanted to write?
To be honest, no. Of course there are tons of other records that I think that are absolutely awesome and important. But if I wanted to have done someone else’s work, then there would be nothing that I myself could have brought to the table. Do you know what I mean? That would mean that I am somewhat unnecessary. I wouldn’t say that we have invented the wheel with Oceans, but I do think that we have something important to say.

You come from Austria, how is the current metal scene there?
I live in Vienna for about 5 years now but besides the occasional concert every now and then I don’t really participate in the metal scene to be honest. There are several cool locations for concerts from small clubs to big halls of course, that’s cool. But besides that, there’s not much that I know of, like any metal bars or something.

Are you already planning a tour to promote the album? Will you come to Italy?
We are joining the Renegades 2020 tour together with Equilibrium, Lord of the Lost and Nailed to Obscurity in Jan/Feb 2020 for selected dates in Germany and Switzerland. There are no Italian dates confirmed for now unfortunately, but we’re already working on another tour for fall 2020.

MARCO PRITONI