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MURDACA – Intervista su SABBIE MOBILI

MURDACA – Intervista su SABBIE MOBILI

In occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “SABBIE MOBILI” ho intervistato MURDACA.

In “Sabbie Mobili” com’è nato il contrasto tra una testualità che indica la stasi e una parte strumentale che di fatto è dinamicamente molto variegata?
Nella parte testuale ho voluto fotografare quella sensazione di oppressione dovuta al momento ed al sovraccarico di informazioni a cui i media ci sottopongono, mentre la parte musicale nasce dalla ricerca di un mondo sonoro che mi permettesse di evadere da quella sensazione descritta nel testo. I due elementi vanno a creare in qualche modo un ossimoro.

Una durata che supera di poco i due minuti è più una scelta artistica o di “marketing”, magari in vista dell’uscita di nuovi singoli?
Direi una scelta artistica, la durata così breve venuta istintivamente, sta proprio a rappresentare quel preciso momento, e quella precisa sensazione. Come in una fotografia, una volta scattata non c’è bisogno di altro. 

E’ passato un po’ di tempo dall’ultima volta che ci siamo ascoltati qui su tutto rock, Murdaca ha vissuto un evoluzione o un cambiamento dall’uscita di “Identikit” ad oggi?
Sicuramente c’è stato un cambiamento riguardante la consapevolezza, le idee stanno prendendo forma passo dopo passo e questo mi permette di aprire nuovi scenari visualizzando il percorso e le eventuali evoluzioni sonore del mio progetto. 

Tra l’altro, in “Sabbie mobili” assume totale centralità il tema della distorsione percettiva della realtà dovuto alle dilaganti derive della disinformazione. C’è un antidoto una fune a cui aggrapparsi per non sprofondare?
Purtroppo, nessuno è immune a questo, il primo grande passo per quanto mi riguarda è l’esserne almeno consapevoli, cercando di filtrare il più possibile quello che ci viene proposto. L’informazione è molto importante e penso che debba essere gestita con grande cautela se no è inevitabile che le persone di sentano sprofondare e non distinguano il vero dal falso.  

Quale jazzista virtuoso storico o contemporaneo vedresti bene nella tua live band e perchè?
Bellissima domanda, mi sbizzarrisco e creo la mia formazione:
Chitarra:  Mike Stern per le sue incredibili atmosfere.
Basso e Voce: Esperanza Spalding per la sua incredibile classe.
Batteria: Simon Philips semplicemente perché inarrivabile.
Piano Michel Camilo, non saprei trovare parole adatte per definirlo.
Sax: Bob Berg per le suo improvvisazioni contagiose.
Io mi ritiro e rimango volentieri a guardarli.

Nel bene e nel male, cosa dovremmo aspettarci da Murdaca (come progetto) per l’arrivo della calda estate?
Aspettatevi tutto tranne che un tormentone reggaeton, però non si sa mai, la vita è imprevedibile 😊

GIOELE AMMIRABILE 

Murdaca

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