Now Reading
MISTERISEPARLI – Intervista al duo pescarese

MISTERISEPARLI – Intervista al duo pescarese

In occasione dell’uscita dell’EP “Speedbeforedeath”, debut album dei Misteriseparli, pubblicato da Vina Records e distribuito da Believe, ho avuto il piacere di intervistare il duo di Pescara che nasce dopo svariati giri in longboard, party in spiaggia, viaggi in macchina e jam in studio. Pepi e Andrew, componenti dei Misteriseparli, si incontrano in Andalusia una decina di anni fa e nel 2016 iniziano a suonare insieme. Tra le prime registrazioni c’è una jam di cinquanta minuti dalla quale nascono diversi dei brani contenuti in questo lavoro che si compone di 6 tracce inedite. Difficile catalogare questo album dentro generi precisi infatti le influenze che affiorano dall’ascolto dei brani sono diverse: dall’elettronica al funk, dalla house all’exotica, dall’ambient al surf passando per la psichedelica. I pezzi nascono senza uno schema fisso e alcuni sono il risultato di collaborazioni esterne al duo.

Ciao, benvenuti su Tuttorock, come sta andando il vostro album di debutto “Speedbeforedeath”, uscito circa un mese fa?

Ciao Marco. L’album sta andando bene. Ascolti e follower sui nostri profili sono in crescita, le recensioni ed i pareri raccolti finora sono positivi. Tutto ciò, ovviamente, ci fa molto piacere.

6 brani nati in che modo?

Un parto pluri-gemellare, un cesareo e per il resto tutto in casa come si faceva una volta. Scherzi a parte, i nostri pezzi, inclusi quelli dell’album, nascono tutti da jam in studio e le jam partono sempre da qualche nostra idea. Tra il primo vagito e la versione finale di un brano c’è sempre un percorso imprevedibile durante il quale tutto può succedere. “Houstoned” è un chiaro esempio di questo processo: pezzo che nasce con determinate caratteristiche e si ritrova i connotati totalmente cambiati a seguito di una gita nell’iperspazio.

La curiosa copertina dell’album è stata creata partendo da una vostra idea?

La copertina è un’idea del fotografo ed artista Marco Tinari. Mentre cercavamo un’immagine che oltre a piacerci rappresentasse lo spirito del progetto, Marco è entrato a gamba tesa dicendo “Ho quello che fa per voi!”, interrompendo bruscamente la ricerca. Di fatto, aveva quest’artwork già pronto che ci è piaciuto da subito. È una copertina in parte ilare che dall’altro verso rappresenta una scena grave. Un contrasto in linea anche con il testo della title track in bilico tra il demenziale e sarcastico.

Come e quando vi siete conosciuti?

Pescara è una città dov’è facile incontrarsi a suonare da qualche parte, sia che si tratti di DJ set, live on stage o semplicemente di una jam casuale. Tuttavia, pur avendo diversi amici in comune e frequentando gli stessi ambienti abbiamo stretto amicizia sul lavoro circa 12 anni fa. Misteriseparli, invece, nasce qualche anno più tardi, poco prima della pandemia.

Il nome del duo com’è nato?

Il nome è nato un po’ così… misteriosamente… parlando…

Si sentono numerose influenze ascoltando i vostri brani, c’è però un elemento ricorrente, il funk, è quello il maggior collante tra voi due?

Il collante credo sia quello di voler suonare senza per forza seguire un genere. Per noi suonare è una necessità: semplicemente non riusciamo a smettere di farlo. Le influenze ed i generi di riferimento vanno e vengono di volta in volta ed in modo totalmente spontaneo.

Fatemi qualche nome di artisti o band del passato e del presente che più ammirate.

Nihiloxica, Orchestra Mendoza, Huw Marc Bennett, Mentrix, Tree60, Michael Kiwanuka, Juanita Euka, Sonido Gallo Negro, Surfer Joe, Tremolo Beer Gut… questi sono solo alcuni nomi di artisti del presente che ci piacciono. In quanto al passato, è sempre molto difficile elencare dei nomi senza fare torto a nessuno e senza dare luogo a scontri polemici e dunque, pensandoci attentamente direi Cocciante, Viola Valentino e Talkin Heads. A seguire tutto il resto.

Il vostro è un progetto che porterete su qualche palco?

Sì, su qualsiasi struttura capace di sorreggere il nostro peso più quello di qualche strumento. In più stiamo adattando il live anche direttamente sul pavimento, questa operazione ci sta creando qualche grattacapo al momento, ma guarda a quello che crediamo sarà il futuro dei live nel mondo.

Grazie mille per il vostro tempo, volete aggiungere qualcosa per chiudere l’intervista?

Sì, vorremmo chiederti se pensi sia il caso di fare uscire una versione in vinile dell’album. Che ne dici, vuoi preordinare una copia?

MARCO PRITONI