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MAURIZIO SOLIERI – Intervista al chitarrista di Concordia

MAURIZIO SOLIERI – Intervista al chitarrista di Concordia

Maurizio Solieri 1
Decenni di carriera luminosa, tra i palchi con Vasco Rossi davanti a decine di migliaia di fans, ad una carriera solista con gruppi eccellenti, dalla Steve Rogers Band all’attuale Solierigang, a collaborazioni con artisti di primo piano in Italia ed internazionali.
Unanimemente considerato a giusta ragione uno dei primi chitarristi italiani per la tecnica virtuosa e l’espressività musicale che l’accompagna, approfittiamo della Festa della birra a Guastalla, dove dopo si esibirà sul palco, per intervistare il mitico Maurizio Solieri.Qual è stata la tua prima chitarra?
Me la comprarono i miei, fu una X27 della EKO, non so neanche più dove sia andata a finire.

Adesso quali marche preferisci usare?
Gibson, Fender, Gretsch, chitarre di liuteria, adesso a fare serate piccole me ne porto 2. In generalei piace un poco spaziare, anche usare chitarre di tipi diversi a seconda dei suoni che voglio ottenere. Cerco di usare in studio, a seconda delle sonorità che voglio ottenere, gli strumenti adatti.

Cosa ci puoi dire della tua carriera da solista?
Io scrivo tante canzoni, mi piace scrivere, anche se in Italia oggi non c’è soddisfazione perché i dischi non si vendono. Quindi non è per ottenere ritorni economici, appunto per i motivi che ti ho detto di un mercato che non consuma musica, ma per il pubblico di nicchia che so che mi segue.

Di questa crisi del mercato musicale mondiale che ne pensi?
Gli introiti della Siae, anche solo rispetto a 5-6 anni fa, si sono dimezzati, questo vale anche per i gruppi mondiali. La gente spende in aperitivi, nei weekend, si fanno prestare i soldi dalla banca per andare in vacanza e li rimborsano a rate, ma non spendono 15 euro in un cd.

Quando hai aperto i concerti dei Deep Purple hai avuto maniera di conoscerli dal vivo?
No perché loro arrivano sul palco 3 minuti prima di salire sul palco, mi piacevano molto negli anni ’70 poi no. Io sono molto amico di Claudio Trotta della Barley Arts, loro vennero in studio mentre mixavo Volume 1 e si interessarono molto al mio progetto. Gli piacque tanto che mi chiesero di aprire i loro concerti e in fretta e furia, con la mia etichetta discografica, vedemmo di mettere assieme dei pezzi da proporre sul palco.

E il famoso palco con Skin come è andato?
Abbiamo fatto un duetto a Montecarlo per il concerto di Natale nel 2007, mi pare, mi telefonò u n mio amico e mi disse: “Verresti a fare un duetto con Skin, a cantare Summertime di Janis Joplin?”.  E io cacchio certo, da appassionato di musica quale sono, le esperienze musicali mi piacciono eccome. Poi mi manda giù gli spartiti, ma io che ci faccio con gli spartiti? Ci ho studiato sopra una settimana, poi sono andato ed è stato bellissimo.

E dell’incontro con il grande Tommy Emmanuel cosa mi puoi raccontare?
Lui è un fenomeno, io non sono a quell’altezza, anche il mio carissimo amico Dodi Battaglia ha fatto fatica a duettarci, Emanuel è un folletto, è vero che a Tommy una volta gli ho portato una chitarra.

Altri progetti cui stai lavorando?
Se si fosse realizzato il progetto acustico Chitarre d’Italia con Franco Mussida e Dodi, sarebbe stato molto bello. Ci trovavamo a casa mia o di Franco a Milano, mettevamo su cose e ci lavoravamo sopra, era partito come un progetto strumentale acustico e pian piano venivano fuori frasi scritte. Ricordiamoci che Franco ha collaborato molto anche con De Andrè, non volevamo fare le strofe classiche, ma magari 2 minuti di musica strumentale poi una frase, una cosa molto interessante, poi un poco per gli impegni di tutti quanti non siamo più riusciti a metterci sopra ed è stato un peccato.

Il singolo che hai fatto con le Custodie Cautelari, Fine Dicembre, è stato masterizzato agli Abbey Road, ti ci sei recato di persona?
Io no, la musica è mia Ettore ha fatto il pezzo, lui lavora con una etichetta di Milano ed esaudiscono i desideri di chi vuole fare dischi, con la chicca finale di masterizzare ad Abbey Road. Adesso anche i grandi studi costano molto meno proprio per la crisi mondiale, è anche vero che al giorno d’oggi fanno tutto in un paio d’ore.

Dopo Volume 1 seguirà un Volume 2 ?
Adesso ho questo disco con la Solierigang, il Volume 1 l’ho pagato io di tasca mia, perché i dischi qui non si vendono. Lo feci per dimostrare che anche in Italia si possono fare certi album. Appena il cantante Lollo mi fa il testo faremo un altro singolo.

Cosa ti piace ascoltare adesso?
Io amo molto il blues, il rock , il country , ascolto molta musica straniera e sono molto attento a quello che esce, Rival Sons, Joe Bonamassa, Slash, Chrissie Hynde, Johnny Winter, vado su Amazon UK e vedo cosa trovo. Sicuramente non mi piace molto l’alternative. 

Di Spotify e simili sistemi di distribuzione musicale che ne pensi?
Se sei in spiaggia e vuoi ascoltare musica va bene, ma io sono un musicista e amo comprare i dischi

E del crowfunding? Lo ritieni utile?
Io vado alla vecchia maniera, vado in studio a Bologna dove vogliono 150 euro al giorno e con 1000 euro sai quanti pezzi fai?

Un’intervista che ha spaziato per tutta la carriera solistica dell’artista, dobbiamo doverosamente aggiungere che malgrado la fame e le zanzare, in che percentuali lo lasciamo decidere all’amicoMaurizio, si è messo a sedere con totale disponibilità. A questa chiacchierata è seguito un concerto di altissimo livello di cui potete leggere il resoconto, anche le in questi casi le parole, per quanto ben scritte, non possono rendere l’emozione di vedere questo gruppo di corsari musicali sul palco dal vivo.

MAURIZIO DONINI
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