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MARTA SUI TUBI – Intervista a Giovanni Gulino e Mattia Boschi

MARTA SUI TUBI – Intervista a Giovanni Gulino e Mattia Boschi

Marta Sui Tubi
Un gruppo che definire emergente è sicuramente riduttivo, i Marta Sui Tubi sono una delle più fulgide realtà musicali del panorama artistico italiano. Dopo la recensione del loro ultimo album, Salva gente, siamo al Bolognetti Rocks prima del concerto il cui report trovate sempre su Roba da Rocker.  Seduti con noi il frontman e fondatore, il cantante con la voce più veloce del continente, Giovanni Gulino ed il bravissimo Mattia Boschi.
Diciamo subito che la prima domanda l’ha fatto il presunto intervistato, è proprio Giovanni a chiedermi se conosco Musicraiser (la sua creatura di crowfunding), non sapendo ancora che sarà uno degli argomenti della chiacchierata assieme. “Come non conoscerla?”, gli rispondo, “abbiamo intervistato Alteria, proprio grazie a Musicraiser abbiamo avuto la fortuna di un album eccezionale come EnCORE”. Passato l’esame a, speriamo, pieni voti, iniziamo noi a porre le domande:nel video di Salva Gente si vedono molte fiamme, animali in fiamme e pesci che vagano. Che significato hanno? Gli animali che bruciano sono forse la natura che stiamo distruggendo?
GG: ci piace pensarli molto bene i video, ci vengono idee che sono poi i registi a mettere giù, spesso vengono direttamente a loro. Ci sembrava molto attinente alla canzone. Un mondo sottosopra con pesci che volano e pecore che prendono fuoco. Un video bizzarro dove ci siamo divertiti a fare gli stupidini. 

come è stato l’incontro nel backstage con il maestro Battiato?
GG: è stato molto bello, conoscevamo già il maestro dal punto di vista artistico, è altrettanto eccezionale come persona. Molto disponibile, con un modo di fare un poco da zio, una persona veramente rara da trovare.

Malika Ayane è una fortuna conoscenza sanremese?
GG: più che altro è una vecchia conoscenza di Mattia.
MB: con Malika abbiamo condiviso molti anni di Conservatorio a Milano, siamo molto amici, fratelli e sorelle, ci conosciamo da 15 anni. Il contatto è stato molto facile come primo step, le abbiamo fatto sentire la canzone, le è piaciuta e da lì è nato il resto.

non vi fate mancare niente, passate da musica colta come Battiato, a quella più popolare di Dalla, dalla raffinata Ayane per finire al demenziale swing dei Bandakadabra, non avete remora alcuna sui generi?
MB: più che un disco voleva essere una raccolta che avvicinasse anche chi non ci conosceva, anche ci non conosce la storia del gruppo si approccia. Quindi anche proporre brani, arrangiamenti e rivisitazioni di brani oltre che alcuni inediti ed altri non inediti, ma rivisitati. Anche perché sono cose che poi adesso suoniamo sul palco.

vi siete formati nel 2003 e nel 2004 eravate già premiati come miglior gruppo indipendente italiano, eppure il mainstream lo avete toccato con Sanremo pur avendo qualità altissima da sempre. E’ una vetrina indispensabile o perlomeno così utile? Che rapporto avete con la discussa rassegna sanremese?
GG: nel bene e nel male Sanremo è la cosa più grossa che puoi fare in Italia dal punto di vista mediatico per una band, un artista. E’ sicuramente un palcoscenico utile, dire che lo abbiamo sempre seguito non lo possiamo dire, dire che siamo dei fans di Sanremo neanche, ma sicuramente è un posto dove puoi metterti in mostra e farti conoscere da gente che malgrado i 10 anni di carriera non sanno chi sei. 
MB: negli anni ’60 e ’70, quando si vendevano dischi, un artista che partecipava a Sanremo aveva l’occasione di poter suonare molto di più e di vendere molti più dischi. Oggi uno che partecipa ha l’occasione per portare al proprio mulino quello che serve per emergere.

già nel 2006 L’Abbandono è stato premiato come miglior video, poi Cinestetica nel 2008, avete un rapporto privilegiato con il piccolo schermo? 
GG: ci piace molto fare arte visiva, cerchiamo di scegliere i partner giusti per fare dei bei lavori, ci sono anche dei video che non ci hanno convinto particolarmente. Questi due che hai citato sicuramente sì.
Ci diverte molto.
MB: l’ultimo video è stato firmato da Bruno D’Elia, lo stesso regista che ha firmato Cromatica.

come è nata l’idea di suonare a Senales, che ben conosco, sottozero con strumenti di ghiaccio? Avevate esagerato con la grappa?
MB: quello di bere troppo forse lo facciamo sempre (risate)
GG: ci hanno chiamato e siamo andati, è stata un’esperienza molto bella questo festival, c’era questo scultore liutaio che ha costruito questi strumenti, la cornice era eccezionale e malgrado si facesse fatica a respirare a quell’altezza, gli strumenti incredibilmente suonavano.

Come è venuta l’eccellente idea di inserire Paolo Pischedda con l’hammond e Mattia Boschi col violoncello? Un suggerimento di Taketo Gohara?
MB: io non ho suonato in quel disco, sono entrato alla fine del tour, invece Paolo sì.
GG: non abbiamo aggiunto nuovi strumenti, abbiamo aggiunto nuove persone, abbiamo tirato dentro nuovi componenti nella band, non nuovi strumentisti, quindi i dischi venuti dopo hanno usufruito delle nuove suggestioni musicali, pianoforte, tastiere, hanno dato una marcia in più, e forse quell’album è uno dei migliori nostri.

Amo i Placebo, come è stato aprire il loro concerto? Avete fatto amicizia? E con gli Afterhours ne “Il paese è reale”? 
GG: non li abbiamo conosciuti personalmente, eravamo allo stadio di Livorno, era la prima volta che suonavamo in uno stadio ed ero molto emozionato. Inoltre quel giorno i miei genitori ebbero un incidente per cui io avevo l’adrenalina a mille. Eravamo incazzati neri e ricordo che facemmo un set alla velocità della luce. Tutto molto bello. Con gli Afterhours abbiamo fatto tante cose, anche un pezzo nell’ultimo disco. 

Carmelo Pipitone è stato eletto miglior chitarrista italiano nel 2009, sei ancora migliorato? A volte ho l’impressione che la vostra capacità tecnica elevatissima e forse un poco di snobismo esterofilo porti in secondo piano la bravura.
GG: è vero, confermo (risate). Avrebbero dovuto premiarlo anche nel 2010, 2011 e via dicendo. Se uno se lo merita ogni anno è giusto che lo vinca ogni anno.

avete collaborato con Enrico Ruggeri, con l’altro mitico Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, e con il grandissimo Lucio Dalla, di cui avete una sua perla in Salva Gente, vi ha definito “la miglior band italiana”, impegnativo non trovate?
GG: quello che disse Dalla vale più di qualunque premio, era un grandissimo artista e performer live, per cui pesava gli artisti con dovizia. Poi penso che con noi si sia divertito tantissimo. A noi piace confrontarci anche con artisti che sono magari lontani artisticamente da noi. 

con la tv avete avuto anche la partecipazione a Romanzo Criminale con Il Commissario.
GG: semplicemente abbiamo fatto una telefonata.

miglior chitarrista, migliori video, miglior band, avete già comprato la villa a Malibu e questa intervista un giorno varrà milioni?
GG: lo spero per te (risate)

Giovanni parlaci di Musicraiser, come hai conosciuto il crowfunding e come ti è venuta l’idea di importarlo in Italia e che successo straordinario che hai avuto. Ho intervistato Alteria poco tempo fa che si è proprio avvalsa dei raisers per fare il meraviglioso EnCore.
GG: io e la mia ragazza abbiamo osservato quello che stava succedendo all’estero, e vedendo che lì funzionava ed in Italia non c’era, ci siamo chiesti perché non farlo qui? Abbiamo finanziato più di 350 progetti e siamo molto contenti, gli artisti si sono trovati bene e probabilmente molti dischi che sono usciti ultimamente non ci sarebbero stati.

e di Spotify che mi dici?
MB: noi come Marta forse siamo stati i primi e facemmo una intervista a Sanremo proprio su questo. Una figata.

due brani splendidi a Sanremo, un duetto con Antonella Ruggiero, eppure una posizione in classifica ampiamente immeritata, cosa è mancato?
MB: non ha alcuna importanza, è un discorso lunghissimo quello di Sanremo.

l’exploit con XL di Repubblica, ora purtroppo chiuso, come è nato? 
GG: abbiamo fatto un cd live allegato, 
MB: l’abbiamo fatto in tanti

ho scoperto con piacere che in un paese che non conosce l’inglese in generale, voi parlate correntemente lo spagnolo…. DE VINO 
GG: un pochino. E’ stato bello andare in Spagna e parlare in spagnolo e sforzarsi di non fare come certi gruppi che vengono in Italia e non ci provano neanche. 
MB: in realtà avevamo preparato dei brani, Giovanni ha conosciuto questo ragazzo che l’ha aiutato a tradurre e poi in concomitanza con le date che abbiamo fatto in Spagna, abbiamo deciso di pubblicare un EP con le versioni in spagnolo.

MAURIZIO DONINI

BAND:
GIOVANNI GULINO – VOCE
CARMELO PIPITONE – CHITARRA E VOCE
PAOLO PISCHEDDA – PIANO E ORGANO HAMMOND
MATTIA BOSCHI –  VIOLONCELLO E BASSO 
IVAN PAOLINI – BATTERIA