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MANUEL AGNELLI – Intervista Conferenza Stampa su “An evening with Manuel Agnelli” ft. Rodrig …

MANUEL AGNELLI – Intervista Conferenza Stampa su “An evening with Manuel Agnelli” ft. Rodrig …

Manuel come è nata l’idea di partire con questo tour solista, con il solo Rodrigo a fianco?
La partecipazione a X-Factor mi ha dato tanti visibilità, ritengo di avere raggiunto i risultati che mi ero prefissato, che erano soprattutto di matrice artistica. Volevo far crescere queste band che portavo avanti, restavo in sala prove con loro anche cinque volte più di tutti gli altri. Anche con gli Afterhours abbiamo raggiunto eccellenti risultati con l’ultimo tour, Folfiri o Folfox era un disco difficile, duro, ma che il pubblico ha capito ed ha premiato con un grande successo. A questo punto è venuta la voglia di mettersi in gioco, fare cose nuove.
 
Come sarà lo spettacolo che porterai sul palco con Rodrigo?
Questa è una bella domanda! Non lo sappiamo perché ancora non l’abbiamo deciso, è in fase di studio. E’ uno spettacolo che potrà essere diverso ogni sera, e proprio questo è il tipo di libertà che volevo ritrovare, inventare di sana pianta. Non avere un progetto già bello e pronto ci permette di inventare, di decidere la scaletta anche al momento, di portare sul palco un ospite piuttosto che scendere a suonare tra il pubblico. Dopo avere partecipato a grandi produzioni in questi anni, sia come Afterhours che in televisione, ho bisogno di recuperare un tipo di rapporto diverso, più diretto.
Rodrigo: lo spettacolo sarà una sorta di incubatore, fare succedere cose, creare interscambio con il pubblico, come diceva Manuela vogliamo superare il già fatto, cambiare in corsa e rimanere anche stupiti da noi stessi. Stiamo ancora ragionando su come occupare lo spazio.
 
Che cosa intendi esattamente per essere più liberi?
Essere solo in due significa una grande leggerezza anche di movimento, il fatto di fare tutto senza la pesantezza di un tour con una band e quindi dover muovere, mettere assieme, coordinare, decine di persone, dove anche solo il dove andare a cena presuppone un certo tipo di organizzazione, ci lascia ampio margine di manovra. In un evento classico devi preoccuparti del visual, del suono, delle luci, mettere assieme tante esigenze diverse, quando porti sul palco solo chitarra e voce hai tutto un altro tipo di libertà. Pensate che io non sopporto il fumo sul palco, sia fisicamente che come gusto, ma è qualcosa che al tecnico luci magari serve, tutto questo porta a dover mediare sempre. In questo tour solista, voglio rimettermi in gioco.
 
Quando parli di storytelling cosa intendi esattamente riferendoti a passato, presente e futuro?
Parliamo innanzitutto di pubblico, le prevendite stanno andando benissimo malgrado gli acquirenti non sappiano ancora cosa andranno a vedere, di questo diamo merito a Stefano Pieroni di Vertigo, nostro agente, booking, amico, collaboratore, che ha anche la colpa ed il merito di averci fatto realizzare la serata finale memorabile al Forum con 12.000 spettatori, io non ci credevo, ma lui sì. Noi abbiamo una base solidissima, cosa che non posso accreditare a molti altri artisti che oggi vanno per la maggiore, molti si fondano su una immagine televisiva che può sparire da un momento all’altro. Noi per fortuna abbiamo messo assieme una base solida e variegata, che ci segue da oramai tre decenni.
 
Il 25 gennaio uscirà questo box dvd “Noi siamo Afterhours”, registrato proprio in occasione della serata celebrativa al Forum cui hai proprio accennato.
Ci sono molti progetti per il 2019, uno di questi è proprio questo dvd, non ci credevamo più di tanto, quando sai che ti registrano tendi a snaturarti, a stare troppo a pensare ad essere perfetto, magari perdendo l’anima. Invece è venuto fuori un ottimo concerto e le registrazioni sono venute fuori eccellenti, questo progetto ci rappresenta tantissimo dal punto di vista musicale.
 
Riguardo ad Ossigeno, il programma di Rai 3 cui hai partecipato lo scorso anno cosa ci puoi dire?
Mi hanno chiesto di rifarlo, è stata un’esperienza fantastica che mi ha stimolato tantissimo, una delle cose più belle che ho fatto in televisione. Ne stiamo parlando, ovviamente l’idea mi prende tanto, vedremo.
 
La gente ogni tanto dice “speriamo faccia un progetto solista” piuttosto che “speriamo non faccia mai un progetto solista”, tu che cosa dici?
I progetti solisti sono diversi da quelli propriamente musicali, X-Factor già è un progetto solista. Il fatto di essermi costruito un rapporto diretto con il pubblico mi aiuta, pensate che io non ho social, nemmeno Whatsapp, uso gli SMS, quando voglio staccare spengo il telefono e sono a posto. Anche Ossigeno è un progetto solista, che ha avuto uno share mostruoso oltretutto. D’altronde su Facebook e Twitter ci sono già tanti Manuel Agnelli, profili fake, che parlano di me, quindi non ho bisogno di cercare ulteriore visibilità (risate). Anche questa è una forma di libertà. Un disco solista? Non so, può darsi, io e Rodrigo al momento stiamo scrivendo tante cose, vedremo. Ora sto suonando tanto al pianoforte, che è poi il mio strumento, molto meglio della chitarra che non so suonare (risate).
 
Nello spettacolo che porterai in tour adesso ci sono ricerche e lavori particolari sul tipo di musica per reinterpretare le canzoni degli Afterhours?
Quello che io e Rodrigo non vogliamo è darci dei limiti, con la band possiamo fare i palazzetti, in questo caso chiaramente le suoneremo in maniera diversa essendo solo in due, ma non abbiamo un binario predefinito.
Rodrigo: quando si suona in gruppo ci crea un sound assieme, in questo caso può essere che Manuel decida di stare sul palco da solo, anche se ci sarò io il vestito sarà molto più leggero, ma è molto stimolante, anche se rischioso.
 
Una domanda che viaggia molto in rete è se il progetto Afterhours è arrivato a conclusione con la serata celebrativa al Forum o riprenderanno l’attività in futuro?
Gli Afterhours al momento sono in stand-by, siamo arrivati ad un punto di grande creatività, con l’ultimo disco, pur parlando di morte, è andato molto bene sia come vendite che in tour. Le nostre musiche rimangono molto ostiche per questo paese, ma con grande soddisfazione. Gli Afterhours non si sciolgono, è una mia esigenza di prendermi uno spazio, ma anche per gli altri componenti.
 
Hai parlato di possibili ospiti sul palco nel tour solista, hai già dei nomi? Potranno essere anche stranieri?
C’è questa possibilità, ma proprio perché si tratta di un tour in libertà è difficile, praticamente impossibile organizzare un guest predefinito. Potrebbe essere per esempio che capiti di dire “Stasera suono a Bologna, perché non vieni a trovarci sul palco?”.
 
La decisione di lasciare X-Factor è dovuta a cosa?
Il discorso è molto complesso, fondamentalmente ho fatto e detto quello che mi ero prefissato. Nel format ci sono due anime, quella del talent, televisiva, poi la seconda di avere un lato musicale e produrre talenti da inserire nel mondo musicale. Io ero inserito in questa seconda ottica, come musicista e produttore prestato alla televisione, ma con la mia visione che prescinde dal successo a tutti i costi e dal mercato. Il che non vuol dire che non ha interesse al risultato, ma che ha una concezione molto diversa dal resto del tavolo dei giudici ed anche dalla maggior parte del pubblico. Molti artisti che hanno fatto la storia dell’arte non hanno avuto successo in vita, spesso magari morendo in povertà. Ho avuto anche la fortuna di poter portare avanti band che erano congrue con questa mia visione artistica e musicale, portando suoni che non esistevano in questo talent. I Biagioni, Ros, Maneskin, Luna, sono ai primi posti nelle tendenze e faranno questo lavoro. Ho voluto fare in maniera che per loro questo spettacolo fosse un percorso di crescita. Continuare avrebbe significato diventare il cartonato di me stesso.
 
A chi ti accusa di esserti imborghesito cosa rispondi?
Ho scelto di abbandonare il lavoro meglio pagato della mia vita, decine e decine di migliaia di euro, benefit, visibilità, indotto, se questo è imborghesirsi… Non so quanti altri avrebbero fatto la stessa scelta, essere lì ti fa avere la possibilità di fare altre cose fuori. Ma ho ritenuto di avere terminato il percorso che mi ero dato. Ci ho ragionato tantissimo sopra, per settimane, non ci sono ripicche o altro tanto per essere chiari su questo punto. In questi tre anni ho sempre detto alle mie squadre di impostare un certo tipo di lavoro che li potesse portare ad avere poi successo fuori. Chi si ricorda chi ha vinto l’anno scorso? E l’anno prima? Ma se fai un lavoro artistico, di un certo tipo, che possa indirizzarti in un percorso solido, poi i risultati arrivano quando non hai più la visibilità legata al momento televisivo.
 
Questo tipo di tour solista che vai ad intraprendere significa un percorso più cantautorale? Con un maggiore accento sulla parola?
Una parte cantautorale nel progetto Afterhours l’abbiamo sempre avuta. In questo caso lo spettacolo non sarà cantautorale, non pensate a canzoni da spiaggia, sarà molto più complesso anche dal punto di vista musicale.
 
Ci saranno prese di posizioni in ambito politico e sociale?
No, non con le canzoni, come individui certamente. Gli Afterhours hanno sempre fatto politica per le posizioni che hanno preso, ma non credo nella propaganda e aver lasciato X-Factor per andare nei teatri è già un gesto politico.
 
La partecipazione a X-Factor ha aumentato od eroso il tuo pubblico?
X-Factor ha portato un sacco di visibilità, di pubblico nuovo in realtà non tanto, un 10% di giovanissimi e non solo. Questo ha anche risvegliato un poco di vecchi fans che mi hanno rivisto in televisione, ha portato anche il fatto di dover fare continuamente selfies con i ragazzini, metterci un’ora a fare la stessa strada che normalmente percorrevo in 10 minuti. Quando ti rendi conto che vedono qualcosa in te, una sorta di energia, è piacevole, anche se non poter fare la spesa o una passeggiata in pace è uno stress (risate), per non parlare delle foto bruttissime che vengono sparse in rete (molte risate).
 
MAURIZIO DONINI
 
Credits: si ringrazia Fleisch Agency per il gentilissimo invito.
Le date di An Evening with Manuel Agnelli:
30.03 ASSISI (Pg), Teatro Lyrick             
02.04 FIRENZE, Obihall        
03.04 MESTRE, Teatro Toniolo                                 
05.04 PESCARA, Teatro Massimo                 
06.04 TARANTO, Teatro Fusco                                 
08.04 CATANIA, Teatro Land                       
09.04 PALERMO, Teatro Golden                  
11.04 SENIGALLIA (An), Teatro La Fenice   
12.04 BOLOGNA, Auditorium Manzoni
14.04 MILANO, Teatro Dal Verme      
15.04 MILANO, Teatro Dal Verme                
16.04 TORINO, Teatro Colosseo                 
18.04 ROMA, Auditorium Parco Della Musica / sala Sinopoli      
19.04 GENOVA, Teatro Della Tosse   
23.04 NAPOLI, Teatro Bellini
24.04 RENDE (CS), Teatro Auditorium Unical – Color Fest
27.04 TRIESTE, Politeama Rossetti
30.04 SASSARI, Teatro Comunale – Festival Abbadula
 
http://www.afterhours.it
https://www.instagram.com/afterhours_official
https://www.facebook.com/afterhours
 
Ufficio Stampa Afterhours: FLEISCH AGENCY – nora@fleisch-agency.com
Ufficio Stampa Vertigo – Rosario Leo – rosario.leo@vertico.co.it
Promotion Island Records – Giorgia Aldi – giorgia.aldi@umusic.com

Autore

Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee. https://www.mauriziodonini.it