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“MADRE TERRA” – IL RAPPORTO CON LA NATURA DI FABIO CURTO

“MADRE TERRA” – IL RAPPORTO CON LA NATURA DI FABIO CURTO

Abbiamo raggiunto Fabio Curto, musicista, cantautore, autore, vincitore in assoluto di Musicultura 2020 e nel 2015 di The Voice of Italy. Performer di grandissimo talento e raffinatezza, ha al suo attivo un EP, un album di inediti e concerti in tutto il mondo, premi e riconoscimenti. Etichetta e Management, Fonoprint e Distribuzione: Just Entertainment.
L’occasione è pregiata: parlare del suo ultimo lavoro, il singolo “Madre Terra”, accompagnato da un intenso videoclip. Madre Terra apre al nuovo anno musicale del cantautore, in un periodo e in un anno molto difficile a causa dell’emergenza sanitaria e delle relative restrizioni che tra le tante categorie hanno colpito in maniera particolare la musica, le arti, la cultura. Il disco anticipa anche il prossimo album di inediti. In meravigliosa e perfetta armonia e continuità con il singolo “Domenica” e con i singoli “L’altopiano” e “La terra dei miei figli” feat Cisco & Fry, con il brano “Madre Terra” l’artista continua a parlare del rapporto con la natura – come ci ha raccontato durante l’intervista – e di viverla nel modo più pieno e completo possibile, realizzando anche nel videoclip che accompagna il brano una intensa e coinvolgente ballata.
La natura non è un posto da visitare ma è davvero casa nostra: musica nel suo boato e gioia nei boschi inesplorati o nei mari profondi: l’artista ci ha raccontato di come è nato il brano, del bisogno e necessità di continuare a parlare della natura, del suo rapporto intimo e personale con lei, di sensazioni meravigliose provate fin da bambino davanti a tramonti, albe, alla natura stessa e alla sua intima contemplazione; quello sguardo, fin dall’infanzia, oltre le colline dove si ha l’impressione, soprattutto al tramonto, che ci siamo un posto altrove che ci attenda per sempre. Una visione molto poetica e malinconica, a tratti struggente, della vita che fugge via e dell’intensità e maestosità davanti al miracolo della natura, appunto la nostra “Madre Terra”, luogo dal quale veniamo e al quale tutti torniamo.
Nella natura riceviamo molto più di ciò che cerchiamo:
Questa canzone – come ci ha raccontato Fabio Curto – è un invito piuttosto un augurio a non disperdere il fanciullino che è in noi. Un augurio appunto, affinchè quel bambino che è insito dentro ognuno di noi non vada perduto. La scelta del video che accompagna la canzone è molto originale: un’attrice che incarna la vita stessa, saggia ma anche concreta , non estranea del tutto ai dispiaceri della vita e alla malinconia.

Come è nato questo meraviglioso videoclip? Decisamente valore aggiunto al brano:
E’ nato ragionando e chiacchierando con Ana Ortega Moral con cui ho realizzato la regia, dopo l’ascolto del brano pre-prodotto. Immaginavo questo personaggio che potesse incarnare quel legame indissolubile tra la natura e l’uomo ma anche il suo stupore fanciullesco davanti alle manifestazioni che la natura ogni giorno della nostra vita ci offre. La scelta di Andrea Smith è voluta, è caduta su un’attrice che grazie alla sua sensibilità e versatilità appare come una sorta di medium pagana che ascolta le voci del vento, della terra e dell’acqua.

Resilienza o resistenza, nella musica? Considerando il difficilissimo periodo che la musica e tutto lo spettacolo, la cultura, stanno vivendo.

Dipende dai momenti della giornata in cui mi viene chiesto credo, ma la convinzione che ho è che la musica sia un motore fortissimo cosi come un’ amore troppo grande per poter essere distrutto davanti a una difficoltà. In certi momenti si ha la sensazione di star resistendo inutilmente a una situazione davvero grave per il nostro settore in quanto aggravata da una assenza del benché minimo accenno di politiche serie per regolamentare gli operatori dello spettacolo e di questo ne sono profondamente dispiaciuto. Ma poi mi rendo conto che davvero tutti stiamo affrontando un momento inedito e spero che nel futuro prossimo si possa ricominciare un passo avanti da dove abbiamo lasciato.

Dicevamo del bellissimo videoclip che accompagna “Madre Terra”, intenso e malinconico. Il concetto di malinconia è il motore e l’esigenza creativa di ciò che stiamo perdendo – secondo la tua opinione – ma anche delle tue radici? Quanto sono importanti le tue radici?
La malinconia in me è da sempre una sensazione avvolta da una certa dolcezza, mi aiuta a vedere le situazioni più tristi con un occhio diverso per cui è una costante anche nelle mie canzoni sebbene accompagnata da una forte luce. Questa luce è sicuramente la luce della mia terra, i cieli della mia terra che riemergono attraverso i ricordi di un bambino dalla grande immaginazione. Senza quei ricordi non sarei nessuno, insieme a loro mi sento unico e lieto di poter condividere ciò che mi ispirano. Le mie radici parlano come le radici di ogni albero.

Chi è MADRE TERRA, cosa rappresenta per te?
Madre Terra è inevitabilmente la natura nella sua figura materna, un luogo pieno di manifestazioni incredibili quanto semplici come un tramonto o come l’ “odore dei campi e dell’erba bruciata a dicembre”. La sfida è mantenere la capacità di sorprendersi sempre viva a prescindere da quello che la vita ci riserva, a prescindere dai dolori, dalle sofferenze e dalle mancanze.

Alessandra Paparelli