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KETTY PASSA – Intervista alla poliedrica artista, veejay, deejay, ora cantante solista

KETTY PASSA – Intervista alla poliedrica artista, veejay, deejay, ora cantante solista

Ciao Ketty, mettiamo che qualcuno ancora non ti conosca, se dovessi raccontare come nasce la tua passione artistica come ti descriveresti? Mi pare che la tua prima passione sia stata Cristina D’Avena….
La passione per la musica ce l’ho da sempre, fin da piccola, dalla Cristina D’Avena negli anni ’90, una icona di quando ero piccola. Poi mio padre suonava e cantava, quindi sono cresciuta con una buona base culturale musicale, i classici del rock e del pop, anni ’70 e ’80. Lì ho iniziato a coltivare questa mia passione, a studiare pianoforte fin da piccolina, ho fatto canto, lezioni di danza, di teatro. Ho sempre avuto questo metodo di farmi piacere tante cose. Circa una decina di anni fa ho iniziato a scrivere e cantare, poi collaborando nel contempo con Rock’n’roll radio, Rock TV, Radio Popolare per 7-8 anni, in televisione.  Conseguita la laurea in sociologia, ho iniziato con questa mia band, i Toxic Tuna, e siamo andati avanti fino al 2014, e da due anni, nel momento in cui le contingenze mi hanno portato a dover scrivere e cantare da sola, ho deciso di provare a fare quello che sognavo da tutta la vita, cioè portare nel nostro paese un sound di oltre oceano, internazionale, anche punk che è stata sempre la mia passione dell’essere cantante.  
 
Ed arriviamo al nuovo disco, che è poi il motivo per cui siamo qui.
Sì, ho iniziato a scrivere e comporre questo mio disco, con Max Zanotti che fa parte anche lui dei Rezophonic, quindi con lui che ci ha creduto vorrei riuscire a creare questo genere che definisco ‘urban music’, che mette insieme tante influenze e contaminazioni, tipo il sound di Pink che mi piace moltissimo insomma. Dal 2014 abbiamo iniziato a lavorarci e siamo arrivati ora al 2016 per mettere fuori il singolo. Ed ora sto facendo una campagna di crowdfunding per produrre il disco nel 2017.
Il crowdfunding con Musicraiser di Giovanni Gulino dei Marta Sui Tubi e di Tania Baroni.
Esatto, sono i due fondatori, i primi in italia hanno creduto in questo metodo, che all’estero andava già per la maggiore, e con questa campagna chi mi sostiene ha la possibilità di avere pacchetti particolari che normalmente non sono disponibili.
 
Tornando alle tue radici, un’altra delle tue passioni sono state i Rolling Stones.
Sì certo, hanno questa grande forza compositiva, questa potenza live che gli dava anche una marcia in più rispetto, ad esempio, ai Beatles, per quanto anche i Fab Four abbiano avuto una forte influenza sulla mia matrice pop. Un genere che loro facevano molto bene rivestendola anche di particolarità, i Beatles erano molto eleganti, patinati.
 
Ed ancora la passione per i manga.
Sì, molto forte, da piccola ero molto attratta da questi fumetti giapponesi, poi crescendo ho scoperto che dietro i manga c’era tutta una cultura, una storia, prima in televisione poi cartaceo, ho iniziato a leggerli ed in seguito i fumetti cyber-punk, la mia preferita era Tank Girl che mi sono tatuata poi sul braccio sinistro.
 
Nella presentazione del tuo nuovo disco, dichiari da veejay a cantante, ma in realtà ti ho sempre sentito cantare.
Prima cantavo in un gruppo ed ora da sola, è molto differente lo scrivere in queste due realtà. Credo che lo switch sia stato proprio questo, dall’essere circondata da persone, condividere con altre persone la fase creativa, a fare tutto da sola. Quindi comunque vada, la colpa o il merito sarà solo mio. Finora ho sperimentato, ora che sono sola ho la piena maturità e consapevolezza, anche perché il pop americano è molto difficile, ritmi serrati contro l’italiano che è melodico, anche la lingua italiana si adatta poco al pop inglese, per cui è una bella sfida.
 
Ai testi dai molta importanza?
Gli attribuisco moltissima importanza, mi rendo conto che a volte bisogna essere freschi e leggeri, altri si deve essere più forti. Ho fatto una scelta artistica e scrivo quello che mi passa per la testa, ad esempio nel video di Sogna, mi capita persone che mi dicono ‘bello il ritmo, le strofe faccio un poco fatica a capirle’. Cosa ci vuole a capire quello che dico mi chiedo? Poi mi rendo conto che sono i ritmi ad essere diversi, le persone fanno fatica a seguirli. E’ proprio che bisogna abituare la gente ad ascoltarli, è un genere che in Italia non esiste, a parte i rapper ovviamente, ma quello è proprio un altro modo di cantare.
 
L’amico Max Zanotti, sempre di casa Rezophonic, che porta avanti con te il progetto, oltre che un bravissimo cantante, è un genio musicale, uno dei più bravi produttori italiani, ti è stato di aiuto?
Sì, lui mi ha preso in un momento in cui mentre pensavo di portare avanti questa mia idea, pensavo anche di abbandonarla, perché fare tutto da sola mi faceva venire mille dubbi sulla realizzazione. Ho tenuto fisso l’obiettivo e senza mollare mai, lui è stato un aiuto gigante, l’entusiasmo che aveva era uguale al mio e questo mi ha motivato fortemente.
 
I Rezophonic sono una realtà molto importante per te.
Assolutamente sì, i Rezophonic sono la mia culla musicale, incorporano quello che musicalmente bisognerebbe fare, andare in giro a suonare. Mario Riso è una persona eccezionale e mi sta aiutando tantissimo, voglio anzi approfittare di questa intervista per ringraziarlo una volta di più. Lui che avrebbe potuto avere il mio disco gratuitamente, nel mio crowdfunding ha messo il contributo economico più alto di tutti i raisers, al di là di quello che i maligni possono pensare Mario è una persona  stupenda e mi rispetta tantissimo come artista e gli voglio bene. Lunga vita a Mario Riso ed ai Rezophonic con cui spero di catnare ancora tantissimo.
 
Definisci il tuo genere musicale ‘urban music’, se dovessi definirlo agli ascoltatori come lo racconteresti?
Suoni di strada, anche con molto etnico, ad esempio ho utilizzato il suono del sitar come intro, in America artisti come Mia, che adoro, usano tantissimo questo sound.
 
In effetti l’intro cattura subito l’attenzione non essendo usuale un sitar iniziale come nel tuo pezzo.
Quando sono arrivata al punto dove dico ‘Sogni’ ho realizzato che in quel momento ci fosse anche questo aspetto un poco ipnotico, quindi il sitar in questo pezzo aveva un suo senso. Urban perché sono ritornelli musicali, anche più aperti, quello che è urban è cittadino, di casa, che si contamina da quello che arriva dalla strada. Mi ritrovo molto in questa tipologia.
 
Cosa ti piace ascoltare al momento?
Mi piace ascoltare di tutto, musicalmente anche cose tipo Emma Marrone, che non è proprio  il mio genere, ma stimo molto. Sicuramente anni ’90, quindi tutto quello che è grunge, pop, rock, anche l’hip-hop fa parte del mio background. Ho un orecchio molto attento, riesco a trovare la nota anche ad orecchio, chiaramente il mio gusto mi porta sugli anni ’90 e si rispecchia nell’urban che propongo.
 
Se dovessi obbligatoriamente scegliere solo un’attività da portare avanti tra veejay, deejay, presentatrice, cantante, quale terresti per te?
Sicuramente il cantare, andare in tour, ad esempio oggi sono stata scelta da MTV NEW GENERATION come video della settimana, cui semplicemente ho caricato il mio video e loro mi hanno selezionato, questa è stata una grandissima soddisfazione. Ma il cantare è il mio mantra, poi se lo fai solo per diventare famosa è un altro aspetto, quello dovrebbe essere il risultato.
Progetti futuri? Immagino finire il disco contando che il crowdfunding vada a buon fine, sarà un EP o un LP?
No sarà un LP vero e proprio, con 10 brani veri, forse 11, e spero piaccia, diciamo che Sogna è un poco la mosca bianca di questo progetto. Nel senso che le sonorità di Sogna non si troveranno nel resto del disco, è stato il singolo con più sperimentazione ed anche un titolo beneaugurante, ci saranno altre canzoni più americane, con più rock, poi vedrete e spero vi piaceranno.
 
Per concludere, chi ti vuole seguire dove ti può trovare?
Su Rai2 con il programma Nemo 2 come consulente musicale, portando sempre più musica nella puntata, una bellissima occasione per me anche se la tv è l’ultima delle cose che mi piace fare. Poi tutti i fine settimana al Goganga di Milano con i miei djset, il venerdì sera mi trovate sempre lì.
 
MAURIZIO DONINI