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Ilaria D’Angelis (A TOys Orchestra)  L’intervista

Ilaria D’Angelis (A TOys Orchestra)  L’intervista

Per riuscire ad avere questa intervista con Ilaria D’Angelis, degli “A Toys Orchestra”, ho dovuto praticamente fare a botte con il  direttore di TuttoRock, Maurizio Donini, purtroppo gli è andata male perché troppo esile rispetto a me e quindi, per questo botto finale del 2015 l’intervista è andata a me…ahahah, scherzi a parte, questa intervista voglio dedicarla proprio a lui, per questo anno stupendo insieme, per la passione che ci mette tutti i giorni e con l’augurio di rimanere insieme ancora per molto tempo.
Torniamo un attimo seri perché in questa intervista non si parlerà solo di musica ma toccheremo anche un argomento molto serio ed importante. 

 Ciao Ilaria, la vostra band continua a raccogliere consensi, avete fatto tantissime date anche quest’anno. Come state vivendo questa notorietà ?

 – Ciao a te, in realtà non diversamente da come l’abbiamo vissuta per dischi e tour precedenti, non è un qualcosa piombato dal cielo all’improvviso, “…a Toys Orchestra” è un progetto cresciuto in maniera così costante da non averci fatto mai percepire sbalzi in avanti né indietro …una specie di piccolo cerchio che trovava il suo centro nelle nostre camerette di adolescenti e che si è andato lentamente allargando …ma siamo persone distratte, il perimetro non l’abbiamo mai tenuto d’occhio …noi stessi ad oggi non conosciamo le reali le dimensioni di questo cerchio.

  • Nel frattempo riuscite a scrivere pezzi nuovi ? Hai qualche novità da svelarci ?

 – Per noi la musica è in costante, lenta evoluzione …non so se si possa definire una novità che ci siano già pezzi nuovi …non siamo mai arrivati in studio a scremare tra meno di 40 pezzi in lizza per un nuovo disco.

  • Parliamo di cose molto serie adesso, il nuovo singolo, “Wake me up” …un video contro la violenza alle donne, parlacene.

 – Il regista ha trovato questa chiave interpretativa delle parole della canzone, del resto un testo resta sempre aperto a diverse interpretazioni e a diverse angolazioni da cui guardare ad un evento …anche dei più tragici. Nel profilo ambiguo descritto dal regista in questo video si riesce a percepire la tragicità del crimine che si è consumato addirittura attraverso il volto di chi è colpevole di quel crimine stesso, quello che vedo davvero io in queste immagini sono fragilità e instabilità umana.

  • E’ vero, a volte una sola espressione vale più di mille parole. Il vostro è un gesto bellissimo, molti si impegnano a parlarne ma troppi girano il viso dall’altra parte e fanno finta di non vedere…sembra sia più facile.

 – La violenza sulle donne purtroppo è un argomento estremamente difficile da trattare per chiunque …è un reato …tra i più gravi …ma se si consuma in strada, sul posto di lavoro, per mano estranea è naturale, istintivo riconoscere che si tratta di un reato …laddove si consuma invece in casa propria e per mano conosciuta e amata è spesso giustificato e nascosto a lungo, è davvero difficile prendere coscienza di poter essere vittima di un reato all’interno della propria “zona di sicurezza”.

  • Ti è mai capitato di avere a che fare in qualche modo con la discriminazione sessuale? In fondo è di quello che si tratta, è una sorta di: “Io sono maschio e comando e tu sei donna e subisci senza discutere”, finchè non si cade nella spirale e si perde totalmente il controllo.

 – Nel mio ambiente lavorativo non mi è quasi mai capitato di trovarmi di fronte in situazioni di discriminazione, il maschilismo non si adatta bene alla vita sul “pianeta Musica” …forse un po’ di machismo si può parlare …il rock è stato per molti decenni il mondo di una popolazione ad alta concentrazione maschile, non sono sicura risulti ancora oggi facilmente ridefinibile il suo profilo nell’immaginario delle persone. Per fare un esempio pratico …una domanda che mi viene fatta di frequente con sorpresa è “Ah ma tu suoni in una band ??? Vabbè canti vero ???” , come se non fosse “normale” imbracciare strumenti per una donna, è più facile che sappia cantare …inoltre, solo per rendere giustizia ai cantanti, cantare non è proprio cosa facile, la voce è uno strumento.

  • Purtroppo pare che le donne siano poco tutelate perché la legge lascia ampio spazio ai violenti. 

 – Non so se si può parlare davvero di poca tutela, le leggi dovrebbero sicuramente essere continuamente perfezionate, dovrebbero essere in continua evoluzione, di pari passo alle consapevolezze a cui l’umanità addiviene di giorno in giorno …ma credo si debba temere di più un’errata diffusa mentalità partorita dall’ignoranza e difficile da stanare e combattere …quella che nella testa di qualcuno crea la fittizia illusione di avere diritto di…

  • Tu da donna come ti trovi a lavorare in una band di soli maschi?

 – Mi trovo a casa …del resto ho passato più tempo con loro che con chiunque altro.
Non riesco neanche più a vedere differenze tra noi …mi viene da pensare che o io sono diventata un po’ più maschio o loro hanno sviluppato un lato femminile… 

  • All’estero sembra essere diversa la situazione, girando per l’Europa hai notato qualcosa di diverso?

 – Ogni popolo e nazione ha mentalità diverse, la violenza fisica su una donna è un reato abbastanza frequente in ogni regione del mondo …probabilmente perché di facile attuazione rispetto a quella su un uomo, ma come dicevo prima l’ambiente lavorativo della musica può vantare rispetto ad altri di evolversi abbastanza di pari passo con le conoscenze e le consapevolezze umane, forse nello stato Vaticano no ma nello “stato Musica” le suore possono diventare vescovi,arcivescovi e papi…

  • Quando sei in giro ti piace andare ad ascoltare altre band? 

 – Assistere ai live costituisce una delle attività principali della mia vita …che sia a casa o in tour non riesco a farne a meno …adoro soprattutto suonare ai festival …così riesco ad unire comodamente l’utile al dilettevole.

  • Quali sono i tuoi artisti preferiti? Quelli che ascolti più spesso.

 – Ho abbastanza una malattia per cantautori come Nick Cave, Tom Waits e bands come Black Rebel Motorcicle Club, Arcade Fire ma non credo esista genere, vecchio o nuovo che sia, che non vanti esponenti da me adorati… mi capita spesso poi di sentire qualche anima scontenta lamentare che non si fa più musica come negli anni ’70 …penso sempre “Se tu non la senti sturati le orecchie.”
   
Io e Tuttorock ti ringraziamo e auguriamo a te, a tutto il gruppo degli “A toys Orchestra” e a tutti i nostri lettori uno splendido 2016.

 – Grazie a voi e un bacio a tutti i lettori di Tuttorock dalla vostra Ilaria D’Angelis.

​Daniele “DiKi” Di Chiara

​a seguire il video degli A Toys Orchestra, Wake me up