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GLEN MATLOCK – Intervista al bassista ed autore dei Sex Pistols

GLEN MATLOCK – Intervista al bassista ed autore dei Sex Pistols

Glen Matlock
Se sentite nominare Anarchy In Uk, God Save The Queen, Pretty Vacant, sicuramente associate subito tali titoli storici ai Sex Pistols, il che è tecnicamente esatto. Quello che forse non tutti sanno è che l’autore di tutte queste immortali hits risponde al nome di Glen Matlock. Siamo qui seduti, nell’accogliente atmosfera, intima e raffinata, delBravo Caffè di Bologna di fronte a noi siede proprio lui.

Glen Matlock, una delle stelle del rock, non solo l’ex-bassista dei Sex Pistols, ma uno che chiusa l’esperienza della band è passato da un successo all’altro, creando una grande band come i The Philistines, poi i Rich Kids con Midge Ure, futuro deus ex-machina degli Ultravox e Mick Jones dei Clash. Salendo poi sul palco con altri miti dello star system come Iggy Pop e Damned. Fin dall’inizio dell’intervista Glen si dimostra persona di una disponibilità incredibile, accoppiata ad un’abbondante dose dell’immancabile humour inglese. Dopo aver sorbito un ottimo caffè italiano, ci scambiamo divertenti convenevoli sul mio pessimo english language che fa il paio con la sua pessima padronanza della lingua italiana, ma sul caffè e la cucina italiana non possiamo che trovarci d’accordo…. Per fortuna a mixare il tutto ho al mio fianco la splendida Arianna il cui inglese fa impallidire chiunque.

RdR: Uscisti dai Sex Pistols subito prima del successo planetario che li avvolse, la stessa cosa capitò a Stuart Sutcliffe , primo bassista dei Beatles, Stu fu allontanato perché non abbastanza bravo e tu perché troppo bravo?
GM: Beh, non voglio fare paragoni con i Beatles, quindi eviterò di rispondere, ma Sutcliffe non aveva scritto canzoni per i Beatles (ndr Glen Matlock è autore dei più grandi successi dei Sex Pistols come God save the Queen).

RdR: Eri un grande fan dei Faces, a parte la loro musica ne apprezzavi anche il look? Quanta importanza dai al look? Nei concerti appari sempre in maniera molto composta.

GM: Ero nei Faces. Mi piacciono molto e sono stato molto fortunato perché alcuni anni fa fecero un paio di shows e io ho suonato il basso per loro. Era la mia band preferita quando ero un teenager e ne ho pure fatto parte! Apprezzavo il loro look ma più di ogni altra cosa mi piaceva il loro atteggiamento.. invece a  Johnny Rotten loro non piacevano.. il loro atteggiamento era semplicemente del tipo “non me ne frega niente vogliamo solo divertirci”. Prima del punk loro erano una delle prime band ad avere quel tipo di comportamento. Beh tu cosa ne pensi del mio look di oggi? Di come sono vestito? (risata) No, in realtà è importante. Insomma, adesso sono appena sceso dall’aereo quindi.. penso che il cappotto riesca a coprire la moltitudine dei peccati.. 
RdR: Fece scalpore all’epoca la maglietta indossata da Johnny Rotten, “I hate Pink Floyd”, nel momento di assoluto primato del gruppo di Gilmour a Londra, fu una sua idea personale o, come da molte parti si sussurra, un colpo di genio di Malcolm McLaren? Tu cosa ne pensi dei Pink Floyd? Se ipoteticamente dovessi fare una maglietta simile, quale gruppo metteresti dopo “I hate”?

GM:  Penso che avesse indossato quella maglietta come un camouflage perché, secondo me, a lui piacevano molto i PinkFfoyd..La band che metterei su una maglietta.. direi Public Image Limited.. 

RdR: (risata) Non sei in buoni rapporti con John Lydon?

GM: No dai scherzo!! E’ che non mi piace la loro musica..  

RdR: Come è stato lavorare in Leti t Rock (poi divenuto Sex) alle dipendenze di Malcolm McLaren e Vivienne Westwood?
GM: Molto interessante.. ero giovane e lavoravo in quel negozio ed è così che ci siamo tutti conosciuti..  era il posto attorno al quale sembravano gravitare un po’ tutti.. era solo un negozio di vestiti ma quasi per caso è diventato come una specie di cultura..   

RdR: A parte Johnny Rotten con i capelli verdi, quali altri artisti hai conosciuto lavorando in quel negozio? Lavorare lì come commesso ha influenzato in qualche maniera la tua musica e la tua composizione dei testi?
GM: Johnny Rotten era così chiamato perché aveva i denti verdi.. aveva i capelli verdi ma il suo nome era dovuto al colore dei suoi denti. Ho incontrato molte persone grazie al negozio, ma non hanno influenzato particolarmente la mia musica e il mio stile.. per strada a volte mi capitava di veder passare Brian Ferry.. era una zona strana quella.. 

RdR: Prendesti lezioni per imparare a suonare il basso o sei autodidatta?
GM: ho imparato a suonare il basso da autodidatta.. ero solito mettere su un brano e dai miei genitori c’era un radiogrammofono.. e io lo usavo come amplificatore per la mia chitarra..    

RdR: quali marche preferisci come basso e chitarra?

GM: Fender per i bassi e Gibson per le chitarre.   

RdR: Sei un grande musicista con un sound che spazia molto da un genere all’altro, eppure al grande pubblico sei noto soprattutto in quanto il tuo nome viene associato a quello dei Sex Pistols. Molti non hanno seguito la tua evoluzione musicale nel corso dei decenni e credono che il tuo suono sia ancora quello del punk tribale degli esordi. Ritieni che in qualche maniera l’identificazione con quella band abbia messo in ombra la tua carriera?

GM: Essere stato uno dei Sex Pistols ha sicuramente oscurato la mia carriera solista.. Si, beh, questo anche se non mi lamento della situazione attuale riguardo la mia carriera. Ma essere stato parte del gruppo, anche se è stato qualcosa che ho fatto 30 anni fa, ha segnato in maniera indelebile la mia immagine ed è complicato voltare pagina e passare oltre…  

RdR: In riferimento alla precedente domanda, il tuo suono dai tempi della burnin’ London come si è evoluto?
GM: Semplicemente il mio sound non si è evoluto..  penso che il mio sound sia sempre lo stesso, ma è un buon sound.. Ciò che cambia sono le parole e i testi.. quando cresci cominci ad interessarti a cose diverse e io parlo di queste cose.. Un po’ di tempo fa ho visto un’intervista con John Lennon in cui gli chiedevano per chi scriveva e lui ha detto che non scriveva per i giovani di quel tempo, ma per le persone che erano giovani quando lui era giovane e agli inizi della sua carriera e che sono cresciuti con lui..  e io penso di fare la stessa cosa..   

RdR: Nella tua carriera sei stato uno dei fondatori dei The Rich Kids con Midge Ure e Mick Jones, poi hai suonato con Iggy Pop e altri. Quali differenze hai trovato nel lavorare con personaggi talmente diversi?
GM: Beh è stato bello lavorare con loro e secondo me abbiamo fatto delle belle registrazioni e dei bei pezzi..  Tutte le persone con cui ho lavorato erano diverse tra di loro, ma penso di essere sempre riuscito a suonare adattandomi alle loro diverse personalità.. 

RdR: Hai lavorato anche con Johnny Thunders, purtroppo deceduto per overdose, cosa puoi dirci riguardo questo sfortunato bassista? Qual è il tuo approccio al problema delle droghe?  
GM: Johnny non morì solo per problemi di droghe, tutti pensano di poter controllare le droghe, ma non ce la fanno.. a meno che tu non sia molto molto ricco..   

RdR: Come si pone rispetto ai moderni sistemi di distribuzione musicale come Spotify uno come te, che è nato e cresciuto con il vinile?
GM: Non mi piace spotify, perché l’artista viene pagato pochissimo, e questo influisce molto sui brani e le registrazioni. Ma il mondo oggi funziona così, non ho l’app di Spotify. Ho un iPhone e un Mac, ma non ascolto la musica attraverso mezzi come Spotify, e la qualità del suono non è buona come quella dei vinili.. Ma è un compromesso, con i cd e gli mp3 non hai tutte le sfumature del suono, ma un mp3 ti sta nella tasca.

RdR: Nel 1990 pubblicasti la tua autobiografia, I Was A Teenage Sex Pistols, è stato divertente? Pensi di farne una seconda aggiornata:
GM: ho scritto semplicemente del mio periodo con i sex pistols.. non era un autobiografia. Ho ancora molti segreti!!! forse un bel giorno scriverò un’altra biografia ma non lo so.

RdR: Cosa rimpiangi di più della stagione del punk e di quegli anni?
GM: Non rimpiango niente in particolare, ma quando ero nei Sex Pistols, noi non ci vedevamo come una band punk, ci vedevamo solamente come i Sex Pistols. Punk è solamente un nome che ci è stato affibbiato, ora il sound del punk è quasi tutto uguale e non mi interessa molto in realtà. 

RdR: Quindi al giorno d’oggi quali gruppi ti piacciono nel panorama musicale odierno?
GM: Di gruppi che mi piacciono al momento? mmmhhh.. ho visto una band molto brava l’anno scorso in Canada e il loro nome è Ringo Death Star.. hanno fatto un paio di album.. e poi c’è una band chiamata Dead! una giovane band inglese sono molto bravi, ma mio figlio è un componente! Hanno appena finito di registrare.

L’intervista è finita, veramente ci sarebbe ancora una curiosità, Glen ci consiglia il suo ristorante italiano preferito a Londra, il Red Pepper, ci si può andare a suo nome per chi capita da quelle parti….Poco dopo inizia il concerto, un’ora e mezzo di grande musica con tutti i suoi grandi successi ed un pubblico caldo e coinvolto in visibilio attorno al grande bassista. Un’ultima curiosità? A quanto pare è l’unico inglese, sicuramente l’unico rocker inglese, che invece che a birra funziona a semplice acqua…. 

MAURIZIO DONINI
con l’imprescindibile contributo di ARIANNA ZANOTTI