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GHERI – Intervista al cantautore

GHERI – Intervista al cantautore

E’ uscito venerdì 22 maggio 2016 “GENERAZIONE 0” il nuovo album di GHERI anticipato dal singolo “Cuori Randagi”. Gheri, nome d’arte di Gabriele Cancogni, è un cantautore Italiano. All’età di 12 anni durante le escursioni sulle sue Alpi Apuane, impara a suonare la chitarra con i brani di Fabrizio de Andrè e capisce il suo amore per la musica che lo porterà a scrivere i suoi primi brani all’età di 18 anni. Il sogno di trasformare la passione anche in un lavoro lo spinge a fare una prima esperienza a New York, dove soggiorna per un anno. In seguito si sposta a Dublino dove si guadagna da vivere esibendosi come artista di strada e dove conosce Paul Mooran che lo avvicina al genere Folk. Dopo un anno in Irlanda, Gheri si trasferisce in Colorado seguendo il richiamo del mid west e del Southern Rock. Rientrato in Italia, viene chiamato da Zucchero per la realizzazione dell’album Fly risultando coautore di alcuni brani. Nel frattempo si trasferisce a Roma dove frequenta per 3 anni l’Actor’s Studio e inizia le collaborazioni con Guido Elmi, produttore di Vasco, Fio Zanotti e Saverio Grandi. Attualmente collabora con Luciano Luisi, produttore artistico di Luciano Ligabue. L’album è prodotto da Luciano Luisi, già produttore di Luciano Ligabue e distribuito da Believe Digital.
 
Ciao Gheri! il 22 aprile è stato pubblicato il tuo album d’esordio “Generazione 0”. Raccontaci di questo tuo lavoro.
Generazione 0 è un album di immagini in bilico tra i sogni e i tormenti di una generazione figlia della crisi, “Una generazione alla quale è stata tolta la possibilità di scrivere la propria storia e che viaggia a luci spente. Ma siamo pronti a lottare per riprendercela.
 
Vanti collaborazioni con Zucchero, Fio Zanotti e non in ultimo Luciano Luisi che produce questo tuo album ed è il produttore di Ligabue. Com’è stato lavorare con loro?
E’ stato un onore ed un grande piacere  ….sono state  esperienze straordinarie che mi hanno cresciuto molto.
 
Come ti sei avvicinato alla musica e dove affondano le tue radici musicali?
Ma il mio incontro con la musica è nato per caso..un giorno ho preso una chitarra in mano per suonare una canzone di Fabrizio De Andrè “Fiume Sand Creek” e da quel momento non l’ho più mollata…
 
Hai viaggiato molto e ti sei avvicinato al genere folk grazie anche a Paul Mooron. Di questa esperienza cosa conservi?
Un bellissimo ricordo che porto tutt’ora nel cuore.
 
Parlaci dei primi due singoli estratti dall’album “Generazione 0”: “Cuori randagi” e “Borderline”.
“Cuori Randagi”  racconta del  ricordo del primo amore,quell’amore pieno di coraggio,dove tutto era possibile,spregiudicato, intenso ,sognante,dove nel viverlo ad ogni costo si rischiava il tutto per tutto,liberi come randagi nella pioggia. E’ un brano che ci ricorda  che per amare serve coraggio…
Con “Borderline” invece ho cercato di esprimere attraverso l’ironia, il disagio che viviamo tutti i giorni in questa società ,piena di contraddizioni ,schizofrenica,compulsiva e senza un punto fermo. Ed in tutto questo caos ti viene poi chiesto di rigare dritto. Allora chi è più  Borderline … noi?..o la società?
 
Ora farai un tour?
Inizieremo a breve un tour in giro per l’Italia,la prima data il 3 di giugno a Parma al Campus…
 
Grazie Gheri! Tuttorock ti rigrazia!
Grazie a voi!…An Hug!
 
MONICA ATZEI
 
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