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GAUDIANO – “POLVERE DA SPARO” L’INTENSO BRANO AL FESTIVAL DI SANREMO

GAUDIANO – “POLVERE DA SPARO” L’INTENSO BRANO AL FESTIVAL DI SANREMO

Abbiamo raggiunto Gaudiano, il talentuoso cantautore pugliese dal linguaggio ricercato che ha incantato nella finalissima di AmaSanremo, pronto per il prestigioso palco del Festival di Sanremo 2021 – in diretta Rai Uno per cinque serate dal 2 al 6 marzo prossimo – in gara nella sezione giovani con il brano “Polvere da sparo”, dedicato al papà purtroppo scomparso.
Luca Gaudiano, in arte solo Gaudiano, 29 anni, fresco finalista di Sanremo Giovani, si racconta su Tuttorock: le emozioni e le sensazioni che lo hanno accompagnato nel percorso fino fino alla finalissima del 17 dicembre scorso di AmaSanremo e il “pass” verso il prestigioso palco dell’Ariston per un Festival particolare, in piena emergenza sanitaria. Al momento, Festival confermato come dice lo stesso Amadeus “se tutte le parti coinvolte concordano, se tutte le parti lo voglio davvero”. Mentre scriviamo, in vista del 71mo Festival di Sanremo, la Rai è alla ricerca con urgenza di coppie di figuranti conviventi, disponibili per le cinque serate in diretta dal Teatro Ariston, una notizia che confermerebbe l’intenzione già anticipata del direttore artistico nonché conduttore Amadeus – nei giorni scorsi – di procedere con il Festival dal 2 al 6 marzo, con un pubblico ridotto e composto, appunto, da figuranti, ricordando che “sarà un set televisivo e non un teatro”. Ne abbiamo parlato con Gaudiano stesso, nel corso dell’intervista.

“Polvere da Sparo”: il dolore della perdita, un brano struggente che arriva dritto dritto al cuore, intenso e davvero profondo, maturo, in grado di entrare in ogni angolo e piega dell’anima, frutto di un dolore personale enorme che inevitabilmente cambia la persona che resta. Il tempo ti aiuta, sì, ma intanto si sta male. Parole e musica che dipingono un trascorso dolce e difficile che resta nel cuore di chi lo ha vissuto, di chi ci è passato o semplicemente di chi empatizza con l’artista. Un cantautore fortemente empatico, talentuoso, originale e che ha tanto da dire e dare.

Nella finale del 17 dicembre ad AmaSanremo, Gaudiano ha portato la sua canzone “Polvere Da Sparo” che gli ha permesso di raggiungere la finale e partecipare quindi alla 71° edizione del Festival di Sanremo.  Artista pieno di passione e talento, pugliese nato a Foggia il 3 dicembre 1991, dopo il diploma, Luca ha approfondito lo studio della musica prima a Roma e poi a Milano e proprio nella città meneghina – capitale della musica e discografia – ha trovato ispirazione per la produzione dei suoi brani, registrati con il producer Francesco Cataldo. Il suo debutto, recente, risale al 25 settembre scorso con il suo primo 45 giri digitale contenente due belle canzoni: il singolo d’esordio Le cose inutili, scritta durante il primo lockdown e Acqua per occhi rossi.

Partiamo dal tuo percorso ad AmaSanremo fino al Festival prossimo, dove gareggerai nella sezione giovani. Raccontaci le emozioni e le sensazioni che ti hanno accompagnato:
Sono stati giorni dove tutto è successo molto velocemente, le emozioni sono state tante via via che si susseguivano le settimane. Siamo partiti alla fine di ottobre scorso 2020, la mia esibizione è avvenuta il 12 novembre e la finale il 17 dicembre scorso, periodo in cui la forcella è stata abbastanza larga ma le cose si sono susseguite in modo molto veloce. Quindi anche le emozioni, dovevano stare – di conseguenza – al passo della frenesia di quelle giornate. Emozioni, novità per una esperienza che per quanto mi riguarda è assolutamente la prima dal punto di vista visivo e discografico. L’emozione ha poi dovuto lasciare lo spazio all’organizzazione e alla concentrazione: sono una persona emotiva ma nello stesso tempo razionale, cerco infatti di arrivare sempre pronto e preparato agli appuntamenti quindi posso dire che sono stati giorni per me di forte concentrazione e lucidità, con testa e mente all’obiettivo: quello di portare il mio messaggio. Un periodo molto emozionante e ora, il passaggio immediatamente successivo, è il palco dell’Ariston.

Come ti stai preparando per il 71mo Festival di Sanremo, un Festival molto particolare quest’anno a causa dell’emergenza sanitaria?
Con attesa, emozione ma anche con concentrazione e lucidità. Sto lavorando alla mia produzione nuova, alle nuove canzoni dell’album che uscirà in autunno e che inizierò a produrre insieme a Francesco Cataldo, arrangiatore e produttore, appena avrò terminato le prime bozze. Esorcizzo l’attesa lavorando. Mi sto concentrando molto sull’aspetto creativo, sulla scrittura, perché secondo me è il modo migliore per non pensare e andare avanti tutti i giorni con la testa sul lavoro e sulla quotidianità. In modo tale da non subire il fascino dell’altra metà della “moneta”, l’ansia! Ho necessità di restare rilassato, stimolato da nuove ispirazioni.

Cosa significa emotivamente per te portare un brano dal significato importante come “Polvere da sparo” sul palco di Sanremo?
Difficile descrivere a parole l’emozione, proprio perché c ‘è un carico eccezionale. Il brano ha un significato particolare, una sorta di chiusura di un ciclo di sofferenze che si è aperto con la malattia di mio padre e che si sta chiudendo adesso; si chiuderà completamente dal 2 al 6 marzo prossimo, sul palco dell’Ariston, proprio perché è come se fosse iniziato un viaggio emotivo dalla scrittura di questo brano fino alla sua esecuzione massima, ossia al Festival di Sanremo. Da quel momento in avanti, Polvere da Sparo diventerà un tatuaggio sulla mia pelle che porterò sempre con me; chiude un ciclo che è quello della metabolizzazione del lutto e la consapevolezza della rinascita.

Quanto sono importanti le tue radici, la tua splendida Puglia ricca di arte, bellezza, storia e cultura che ha dato natali ad artisti importanti (pensiamo al grande Modugno, su tutti) e cosa rappresentano per te città come Roma e Milano, realtà in cui vivi attualmente?
Ricordo Roma sempre con grande affetto, è stata la mia palestra, la città in cui mi sono trasferito per la prima volta dopo la scuola per iniziare a perfezionare gli studi musicali e quindi anche il teatro, il musical, che sono state le mie prime esperienze lavorative. Ricordo dunque la Capitale con grandissimo amore, successivamente ho sentito l’esigenza di spostarmi a Milano perché mi permetteva e ha permesso di ampliare l’orizzonte creativo musicale e di conseguenza le cose sono andate avanti in modo naturale. Sono due città importanti per me. In ogni città, aiuto per la mia ispirazione, ho lasciato un pezzo di cuore e tutt’oggi torno spesso a Roma; per esempio il 29 gennaio tornerò per fare le prime prove con l’orchestra della prima versione di Polvere da Sparo. Foggia invece è la mia città natale, rappresenta le mie radici e non posso fare a meno di essere legato alla mia terra, alla mia città e regione. La mia città è una madre, la mia terra è fantastica e sono fiero di portare avanti il nome della mia regione e rappresentarla.

Sarà un Festival di Sanremo particolare, in piena emergenza sanitaria e con tante polemiche intorno relative all’opportunità di farlo, alla sicurezza, perfino alla presenza. Amadeus continua a riferire che si farà soltanto se “tutte le parti coinvolte lo vorranno”: cosa ne pensi? Amadeus ha ricordato anche che l’Ariston in quei giorni non sarà un teatro normale ma uno studio televisivo, con tutte le regole sanitarie rispettate:
E’ difficile non contestualizzare la manifestazione nel periodo storico che stiamo vivendo; quello che noti tutti stiamo vivendo è un anno Covid dove tutto è stato segnato purtroppo dal Covid, quindi in maniera imprescindibile io credo che anche Sanremo non possa fare finta di essere qualcosa che va a prescindere. Giustamente Amadeus, da direttore artistico e conduttore, persona intelligente e fantastica, si è espresso dicendo appunto “lo devono volere tutti, non mi sono incaponito nel voler fare a tutti i costi Sanremo, è una cosa che deve volere l’Italia, lo deve volere la discografia e lo deve volere la Rai”. Sposo assolutamente la sua opinione anche perché ci sono cose che hanno carattere prioritario, soprattutto del rispetto sanitario e di una categoria quale quella dei lavoratori dello spettacolo e musica che in questo momento è ferma. Lo dico anche a discapito della mia posizione, quella di un giovane che sta lanciando il suo progetto discografico, ho ovviamente tutto l’interesse perché questo Festival si faccia ma occorre – a mio parere – utilizzare la strategia che più tenga conto di queste situazioni ed io sono sicuro che sia la Rai che Amadeus abbiano tutte le qualità per gestire al meglio la situazione.

L’ultima domanda la dedichiamo alla tua famiglia, a tua madre: Sanremo è un grande evento nazionale e internazionale, quanta emozione c’è nell’accompagnarti al Festival ed essere dall’altra parte rispetto a quando lo guardavate a casa insieme, in tv? Come ti senti ora che sarai dall’altra parte dello schermo?
Con la mia famiglia ci sentiamo telefonicamente e ci mandiamo continuamente messaggi sui vari aspetti di Sanremo. Loro ne parlano come fosse una cosa “normale” mentre per me ha ancora il sapore dello “straordinario” quello che mi sta accadendo. Questo è sintomatico di come io stia affrontando il periodo che mi separa dal Festival ancora in maniera abbastanza incredula ma devo fare i conti con la realtà: parteciperò a Sanremo! Me ne devo fare una ragione! Per quanto si possa allontanare il pensiero che il giorno in cui canterò Polvere da Sparo su quel “palco” (il palco per eccellenza, per tutti gli artisti Ndr) arriverà, sicuramente vivo e vivrò situazioni particolari: gioia, emozione, gratitudine, angoscia, una linea sottile sulla quale bisogna saper camminare. Mia madre è contentissima e orgogliosa, non vede l’ora di essere a Sanremo: è una situazione straordinaria per tutti.

Alessandra Paparelli