Ferrante Anguissola – Intervista e recensione album “Euphonia”
Detto Ferrante Anguissola: una vita tra arte, musica e tecnologia. Nato per la musica e la curiosità. Nato nel 1932 a Cremona, Detto Ferrante Anguissola è una figura poliedrica che ha saputo intrecciare con maestria la sua passione per la musica, l’innovazione tecnologica e l’impegno culturale. Cresciuto in una famiglia antica di origine piacentina, discendente della celebre pittrice rinascimentale Sofonisba Anguissola, Ferrante ha ereditato l’amore per l’arte e la cultura fin da bambino. La madre e il nonno concertista gli trasmettono la passione per la musica e lo incoraggiano a coltivare il talento che si rivelerà in tutta la sua vita. Gli inizi: tra musica e viaggi.
A 17 anni scrive il suo primo brano, “I Fiumi di Lombardia”, ispirato alla bellezza della sua terra e ai ricordi della sua infanzia tra Piacenza e Cremona. A soli 19 anni parte in autostop con la sua chitarra alla scoperta dell’Europa, attraversando Germania, Olanda, Inghilterra e Scandinavia. Negli ostelli in cui si ferma per riposare intrattiene ogni sera giovani viaggiatori con il suo repertorio, mescolando melodie della tradizione francese, napoletana e classica con testi originali e personali.
Questa esperienza segna profondamente Ferrante: sviluppa uno stile unico, dove poesia, ironia e introspezione si intrecciano con la musicalità dei trovatori e del teatro-canzone. Nei suoi primi testi emergono già temi ricorrenti della sua vita: libertà, rispetto, memoria, sogni e destino. È in questo periodo che matura anche la sua curiosità per la tecnologia e l’innovazione, sperimentando radio di fortuna e microfoni artigianali, anticipando quella che sarà la sua futura carriera imprenditoriale.
La carriera imprenditoriale: fondazione di Exhibo
A 26 anni, Ferrante fonda Exhibo S.p.A., società che rappresenta in Italia aziende straniere nel settore della microfonia e delle telecomunicazioni, tra cui la celebre Sennheiser Electronic GmbH. Diventa un pioniere della microfonia italiana: i suoi microfoni vengono utilizzati al Festival di Sanremo e per numerosi spettacoli della RAI, mentre le sue innovazioni tecnologiche contribuiscono a migliorare l’efficienza degli aeroporti, delle radio private e delle trasmissioni televisive. Per oltre cinquant’anni, Exhibo rimane sotto la sua guida, portando avanti progetti, ricerche e collaborazioni che consolidano Ferrante come punto di riferimento per professionisti e appassionati.
La passione per Sofonisba Anguissola
Parallelamente alla carriera imprenditoriale, Ferrante dedica oltre 40 anni di studi e ricerche alla riscoperta della sua antenata Sofonisba Anguissola, la prima donna pittrice del Rinascimento a guadagnarsi una reputazione internazionale. Nel Cinquecento le donne non potevano lavorare su commissione e molte delle opere di Sofonisba furono attribuite ad altri. Ferrante ha fatto della sua storia una vera e propria missione culturale, restituendo dignità e visibilità al talento della pittrice, organizzando conferenze, studi e ricerche che hanno contribuito a valorizzare la sua eredità artistica.
La carriera musicale: la nuova vita da cantautore.
Dopo più di cinquant’anni di attività imprenditoriale, Ferrante decide di dedicarsi interamente alla musica, sviluppando una carriera di cantautore che mescola poesia, ironia e riflessione sociale:
Discografia
Poligrafici, Pensionati, Trombai e Santi (1978): album d’esordio pubblicato sotto lo pseudonimo di Asterix, un affresco ironico e profondo della società del tempo, ispirato alla lezione di Bob Dylan, Joan Baez e Fabrizio De André.
A Occhi Aperti (2020 – Terzo Millennio Records): album incentrato su tematiche sociali ed ecologiche, che conferma la sensibilità di Ferrante per i grandi temi della contemporaneità.
E la voce va (2022 – Terzo Millennio Records): raccolta di poesie cantate, con testi che raccontano la bellezza della vita, la cultura del Mediterraneo e i drammi che esso nasconde.
Einsamkeit | Solitudine (2023 – Terzo Millennio Records): ballata in tedesco e italiano, omaggio alle donne che vivono l’attesa dei loro cari lontani e impegnati in lavori pericolosi.
I Fiumi di Lombardia (2025 – Terzo Millennio Records): primo brano scritto a 17 anni, dedicato alla memoria e alla bellezza della sua terra. La versione speciale, arrangiata da Mauro Paoluzzi, sarà pubblicata il 12 novembre 2025, in concomitanza con le celebrazioni del 400° anniversario della morte di Sofonisba Anguissola.
La vita oltre la musica
Oggi, Ferrante Anguissola ha più di 90 anni e parla correttamente quattro lingue. La sua vita è un intreccio di esperienze artistiche, tecnologiche e culturali. Poeta, cantautore e innovatore, continua a portare avanti una carriera che unisce memoria e futuro, arte e tecnologia, eleganza e tenacia. La sua voce rimane quella di un maestro, capace di far vibrare emozioni profonde e universali, rendendo la sua storia un ponte tra epoche e culture, tra vita vissuta e aspirazioni immortali.
Progetti futuri: nuovo album 2026 in collaborazione con Mauro Paoluzzi
A gennaio 2026 sarà pubblicato il nuovo album di Detto Ferrante Anguissola, dal titolo “Euphonia”, con la produzione artistica di Mauro Paoluzzi, premiato nel 2024 con il Premio Tenco come miglior arrangiatore e produttore musicale. Paoluzzi ha collaborato con alcuni dei più importanti artisti italiani, tra cui Roberto Vecchioni, Gianna Nannini, Patty Pravo e Loredana Bertè, portando la sua esperienza e sensibilità artistica in numerosi successi della musica d’autore. La collaborazione tra Ferrante e Paoluzzi promette di dare vita a un album ricco di emozioni e innovazione, unendo la tradizione della canzone d’autore a nuove sonorità e sensibilità.
Link utili:
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Per l’occasione lo abbiamo intervistato.
Benvenuto Detto Ferrante. Lieto di intervistarla. Vorrei dividere questa in due parti, musicale e di storie di vita. Per iniziare. Dove nasce la sua passione per la musica?
Si abitava in una cascina nel Cremonese. I genitori avevano un bel pianoforte a coda che mamma suonava, musiche classiche e canzoni del suo tempo e man mano quelle belle che si sentivano alla radio. Ogni tanto inseriva qualche errore nella musica e allora correvamo da lei. “Mamma hai sbagliato!” “No, perché ho messo quell’errore per abituarvi a riconoscere anche gli sbagli”. Grazie mamma! Poteva andare diversamente secondo voi? La passione è scattata fin dai primi anni.
Radici lombarde ma anche vissuti bolognesi e nelle Marche. Nella sua vita quanto i territori vissuti e le esperienze lavorative hanno influito nella sua produzione musicale?
Le radici sono piacentine perchè ambedue i genitori lo erano. Io sono nato a Cremona nella casa cremonese della nonna e sono stato “allevato” in una grande cascina vicino a Casalbuttano a pochi chilometri da Cremona. All’ Università ho studiato a Bologna e a Firenze. Mi sono sposato a 25 anni a Porto San Giorgio nelle Marche. E lì ho conosciuto il mare!! Sono stato anche in Sicilia, a Roma, in Toscana, Piemonte, Liguria, Sicilia, etc., a Napoli; pertanto ho imparato vari dialetti e modi di dire della nostra penisola. Attraverso le canzoni ho imparato anche lingue straniere che mi hanno dato uno sprint più ampio, oltre a girare tanto nel mondo specie per lavoro.
Ferrante, nome di battesimo, mentre Detto da dove nasce?Detto nasce in Siae quando volli trovare un alter ego. Tutti i nomi che proponevo erano già occupati e cosi è arrivato Detto Ferrante Anguissola, un po’ troppo lunghino, ma….
Nella composizione dei suoi brani, dal primo lontano singolo “Fiumi di Lombardia” fino ad Euphonia, quali sono i trigger che portano alla stesura di musica e parole?
Se abiti in campagna fin da piccolo ti innamori della campagna perché la comprendi, per cui i corsi d’acqua, i canali, le marcite, i navigli ,i pioppi, i gelsi, poi gli abeti e le querce e tutto il resto che vedi e vivi, la vita tra i contadini, i canti per il raccolto e per scartocciare il granoturco, la guerra con il ricognitore allora nemico e battezzato Pippo che girava sulle nostre teste. I canti nella loro spontaneità erano affascinanti e cantavo e suonavo con loro. A 7 anni imparo a suonare prima il pianoforte e poi la chitarra e diversi anni dopo canto, per i ragazzi più grandi, belle serenate alle morose nelle varie cascine tutte attorno. Andavamo in bici. Divento, insomma, Cantastorie che usa chitarra (6 accordi) e voce, cantando canzoni in italiano e in dialetto, con Napoli in testa, poi francesi e poi “i Fiumi di Lombardia” composta anni prima.
La produzione è di Mauro Paoluzzi, nome di grande rilievo. Come è avvenuto il vostro incontro e quanto reciprocamente vi siete arricchiti?
Quando sono andato in pensione a 80 anni (!) ho ripreso a pubblicare le mie canzoni già depositate in Siae con minuscoli successi. Mauro Paoluzzi ha ascoltato ed apprezzato le mie canzoni, suggerite dagli amici di Divinazione Milano. Da lì è nato un rapporto di collaborazione e stima reciproca. Avevo 93 anni! Così nasce “Euphonia”, mio quarto album e così nascerà, lo spero, anche il mio quinto Album già in cantiere. Gli sono molto grato.
“I fiumi di Lombardia”, “Sinfonia di mare” e una passione nella vita per la vela. Acqua dolce e acqua salata nei destini di Ferrante Anguissola, è così?
L’acqua dolce ce l’avevo tutta intorno, canali e navigli e il Po a pochi chilometri. Acqua salata no! La mia prima moglie era di famiglia marchigiana e d’estate naturalmente sono stato trascinato sotto gli ombrelloni, affascinato dal mare e dall’acqua salata sconosciuti ma non entusiasta di quella vita stanziale e delle chiacchere all’ombra. Vedo le barchette a vela, mi incuriosiscono e mi capita la fortuna di acquistare una semplice barca a vela, un Dinghy 12 piedi. I marinai mi aiutarono a capire il gergo marinaro tira-molla, lasca e cazza e le relative manovre. Anni dopo andai a Caprera alla scuola di vela e diventai istruttore. Come ben dite tutta questa storia stava già scritta in cielo perché così doveva essere. In barca con la mia morosa e con gli amici cantavo e cantavo nelle baie riparate tra altre barche che sentendo il canto si univano. Cantavo in più lingue anche per i marinari e stranieri e italiani tutti intorno.
La società e in particolare il mondo musicale negli ultimi decenni sono cambiati radicalmente frutto di un percorso inevitabile. Cosa vorrebbe consigliare al mondo musicale attuale, non da demonizzare, ma figlio del proprio tempo?Chiaramente la tecnologia nascente ha spinto la musica leggera oltre una soglia sconosciuta e i costumi e la vita hanno fatto il loro gioco. L’articolazione del suono, la registrazione, la maneggevolezza del suono grazie al computer hanno dato impulso a forme nuove musicali e inaspettate. Vorrei consigliare di esaminare bene le nuove invenzioni tecniche e i modi di essere, valutare i pro e contro in tutti i sensi, in modo da continuare positivi a restare figli del proprio tempo.
Credo che lei sia un esempio di come le attività a vario titolo nella vita aiutano a vivere meglio. In un epoca di valori messi in discussione, forte della sua immensa esperienza di vita, cosa vorrebbe dire ai lettori di Tuttorock?
Cosa vorrei dire? Siate sempre positivi, siate sempre curiosi, siate sempre forti e generosi, siate sempre leali e coraggiosi nella vita e nello sport con gli amici e con i nemici. Quando viaggiate all’estero guardate e cercate le diversità di come ci si comporta in quel paese rispetto a noi. Cercate di vincere sempre e se non vincete imparate a riconoscere gli sbagli.
Nella speranza di reincontrarla per il suo prossimo progetto e ringraziandola, come vuole salutare Tuttorock?
Un grande saluto Rock a tutti i lettori e gli appassionati di TuttoRock!
Sono nato a Lugo nel 1978, da sempre appassionato della musica in tutte le sue sfumature. Suono da diversi anni la chitarra, e il mio genere preferito è il rock, in tutte le declinazioni. Collaboro da Ottobre 2024 con Tuttorock, per recensioni e interviste. E per questo spero che sarà sempre e solo un crescendo della testata. Stay tuned!




