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ETTA – Uscita dell’album “Queste cose sono io” ed intervista

ETTA – Uscita dell’album “Queste cose sono io” ed intervista

Giovedì 26 marzo 2026 – ETTA presenta il nuovo album “Queste cose sono io”, in uscita il 3 aprile 2026, prodotto da V_Rus per B Music Records e distribuito da ADA Music Italy / Warner Music Group. Dodici tracce che compongono un manifesto diretto e senza filtri.

In questo lavoro in studio la scrittura resta quella affilata e ironica di Etta, ma lascia spazio anche a momenti più fragili e toccanti. Un disco che traduce idee e visioni in musica: pretenzioso nel senso più ostinato del termine, perché rivendica ancora la possibilità di immaginare un futuro migliore.

Etta racconta: «“Queste cose sono io” può sembrare un percorso autobiografico, e in parte lo è. Ma non solo. Racconta sentimenti, descrive i nostri giorni e invita a riflettere sul futuro. Sono fiera di questo album: è stato costruito nel tempo insieme a V_Rus, che lo ha reso eterno. Uno spaccato di verità in un momento in cui il mercato musicale e la nostra società sembrano volerci solo distrarre. Siamo controcorrente? Probabilmente sì. Ma ci sono persone che hanno bisogno della verità. Io canto e scrivo per loro. Non posso smettere di essere quella che sono. So di avere molti difetti e di essere molto autocritica, ma considero questa cosa un vantaggio. Mettersi in discussione è la chiave per migliorarsi e io voglio dare il massimo per il mondo. La mia musica deve schierarsi con me dalla parte dei deboli, dei feriti, degli emarginati e degli incompresi. Essere fragili non significa essere concentrati solo su sé stessi: al contrario, la fragilità può renderci ancora più empatici con ciò che ci circonda.»

Etta racconta: «Mentre registravamo l’album immaginavo il momento in cui avrei cantato queste canzoni insieme alla mia gente. Mi sembra un dono immenso poter condividere tutto questo. Non vedo l’ora di salire su quei palchi con la band. Sarà il tour più sincero che io abbia mai fatto. È nato dal bisogno di portare sul palco quello che sono oggi, senza filtri e senza cercare di piacere a tutti. Nei club il live diventa fisico, diretto, viscerale: si crea uno spazio libero dove il rock è ancora confronto, sudore e identità. Sarà un modo per raccontarmi davvero, con le mie fragilità e la mia rabbia.»

Di seguito l’intervista alla cantautrice.

Ciao ETTA. Dopo l’intervista su “Game cover” nell’estate 2025 è uscito il 03 Aprile “Queste cose sono io”. Da un album di cover a questo di inediti. Come è stato il percorso per arrivare a quest’ultimo lavoro?
In realtà stavamo già lavorando all’album di inediti, quindi l’album di cover è stato forse soltanto un passaggio per tamponare il tempo necessario prima di far uscire questo progetto. Sicuramente però è stato diverso, perché Game Cover è stato più un voler dare il sound di ETTA a qualcosa di già esistente, mentre Queste cose sono io è stato proprio un viaggio: un momento per ritrovarmi e soprattutto per ritrovare tutte le persone che mi ascoltano.

La grinta che trasuda dai pezzi, in perfetto stile rap rock e nu metal, non sembra per nulla svanita. Qual’è il segreto dell’energia di ETTA?
Probabilmente la rabbia verso il mondo e verso me stessa. È qualcosa che non mi abbandona mai, ma credo sia una rabbia sempre molto propositiva, che si trasforma in energia, come abbiamo detto, e non in qualcosa di distruttivo. Spero di non perderla mai e di non smettere mai di lottare per cambiare le cose.

Denuncia sociale, fragilità umane e aspetti di se stessi raccontati senza filtri. Uno spaccato della società o anche qualcosa di ETTA nelle canzoni?
Io direi soprattutto qualcosa di ETTA, perché il mondo lo guardo dai miei occhi. Sarebbe ipocrita descrivere solo oggettivamente quello che succede senza farlo passare attraverso la mia visione e anche la mia delusione. Vedo qualcosa che non mi fa stare bene, che non mi piace, ed è proprio questo che mi sprona a scrivere. Se tutto fosse perfetto e meno ruvido, probabilmente non avrei bisogno di raccontarlo.

V_Rus, il tuo produttore, hai definito che ha reso “eterno” l’album? Ci puoi spiegare in quale accezione?
Io credo che V_Rus abbia un linguaggio internazionale che riesce a rendere tutto quello che faccio e penso qualcosa di permanente, perché lo trasforma anche lui in modo artistico. Non è semplicemente produrre un pezzo: è dare vita a qualcosa. E dare vita a qualcosa di “eterno” significa creare qualcosa che abbia spessore, e io questo lo sento quando lui produce la mia musica.

Nei featuring troviamo Klaus Noir, Punkreas, Capovilla e Greta Grida…Come è caduta la scelta su questi artisti?
Collaborare con degli artisti per me è sempre uno scambio, qualcosa di importante e straordinario. La scelta è ricaduta su progetti che stimo e con cui ho avuto voglia di collaborare. Non ho sentito la necessità di farlo per dinamiche discografiche, che spesso si basano su numeri o accostamenti di genere. Io credo semplicemente nella musica, e tutte le persone con cui collaboro, ho collaborato e collaborerò hanno la mia stima artistica e la mia voglia di incontrarle anche in musica.

L’estate sta lentamente arrivando e con essa i festival e la tua amata dimensione live. Spoiler sugli spettacoli sia visivi che musicali oltre a qualche data?
In realtà la mia dimensione live è già iniziata, perché siamo in tour nei club, e oltre ai festival sono felicissima di suonare proprio lì. Abbiamo fatto la prima data del tour il 3 aprile a Roma, poi ci sarà il 10 aprile al Blah Blah di Torino, il 24 aprile a Napoli allo Spring Break, l’8 maggio a Milano all’Arci Bellezza e il 9 maggio a Modena al Vibra. Ma assolutamente sì, si avvicinano anche i festival, e non vedo l’ora di  incontrare tutti anche  in estate.

Grazie Etta e ci vediamo sotto al palco!
Grazie a voi!