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DEAD BOUQUET – Intervista alla band

DEAD BOUQUET – Intervista alla band

dead bouquet
Questa è un intervista obbligatoria, in quanto siete stati una grande sorpresa, in un periodo storico caratterizzato da cover e musica elettronica.

Ci parlate del Vostro background artistico? Da dove venite e come vi siete conosciuti?
Ognuno di noi ha avuto percorsi artisti differenti orbitando sempre intorno alla scena di Roma e dintorni. Ci siamo conosciuti nel modo più classico chiacchierando tra noi dietro il bancone di un live club ascoltando altri gruppi che suonavano.

In che misura vi sentite influenzati, e da chi? Folk rock anni 90. Bob Dylan, Neil Young, Alice in chains, Candlebox, Lemonheads, Soul Asylum.  Vi riconoscete in questi nomi, o in questi movimenti?
Siamo stati sicuramente influenzati dai famosi anni 90, ma anche Neil Young, Bob Dylan e il folk americano..ci sono anche gli anni 60 però.

Parlatemi un po’ del disco. Com’è nata la collaborazione con Paul Kimble ed in che modo siete stati influenzati.
“As far as I know” è stata una fantastica esperienza in studio, sia nel periodo precedente la registrazione mentre i brani prendevano forma, sia in studio con Paul durante la registrazione. Tutto nasce come un sogno, una chiacchierata on line con un tuo idolo musicale, con un “sarebbe bello producessi il disco” e pochi mesi dopo ci siamo ritrovati con Paul kimble in studio.

Una domanda sui titoli delle tracce è d’obbligo. Cosa significano per Voi la canzone “Nobody’s sky“ e “As far as i know”.
“as far as I know” è una canzone d’amore, molto semplice, dove ,nel cambio, suggerisce voglia di imporsi sull’oscurità circostante della società moderna; “nobody’s sky”  ha molteplici significati…probabilmente il più imediato è il tema della mancanza di fede , non tanto quella religiosa  ma piuttosto verso l’umanità stessa.

Veniamo al nome della band. Nella recensione ho deciso di sbilanciarmi e scrivere che probabilmente prendete spunto dalla canzone Fuzzy dei Grant Lee Buffalo (“We water like a dead bouquet does no good does it dear”),mi sono sbilanciato troppo?
No non ti sei allontanato dalla verità, Fuzzy  un disco di riferimento e il nome della band deriva proprio da quella frase; ci sembrava così bella come immagine..romantica, ottocentesca.

Vi sentite a vostro agio fra le mura di uno studio, oppure nella dimensione live?
L’uno non esclude l’altro, i Dead Bouquet sono una band live dove diamo tutto ma tutto parte da uno studio. “as far as I know”  un disco LIVE nel senso che l’approccio è quello.

Qual è l’approccio con il mercato per un gruppo che compone un genere come il vostro?
Eheh sicuramente non strizziamo l’occhio al Mainstream, è un genere (se si può definire così) che secondo noi non è collocabile in un etichetta, quindi poco alla volta ci conquistiamo i nostri spazi.

Qual è il gruppo o il genere che ascoltate attitudinalmente più lontano dalla musica che fate? Nel senso siete attenti a quanto accade intorno a voi, oppure siete più proiettati a comporre e suonare.
Non ci facciamo queste domande, ascoltiamo musica il più possibile e se c’è qualcosa che ci interessa “tendiamo ancor di più l’orecchio” , ma siamo concentrati molto a quello che facciamo e cerchiamo di suonare il più possibile.

Ditemi la Vostra idea sul peer to peer. E’ un potente mezzo di diffusione musicale, oppure un mostro che toglie risorse economiche agli artisti e che uccide la musica?
È un po’ tutt’e due. Al giorno d’oggi Non si può fare a meno di farne parte ma crediamo ancora che conoscere dal vivo un gruppo e supportarlo sia una cosa doverosa.

Che strade prenderà la Vostra musica? Rimarrete sul genere proposto o cercherete nuove strade al fine di coinvolgere un gruppo più vasto di ascoltatori.
Siamo sempre in evoluzione, non mettiamo limiti alla fase creativa

Qual è il Vostro rapporto con le altre forme artistiche? Vi interessate alla pittura, alla fotografia, o al cinema ?
Certo siamo affascinati dall’arte in generale, ognuno di noi entra in essa in maniera differente, cmq possiamo dire che ci interessano il cinema, la letteratura, la pittura e anche la fotografia…magari in bianco e nero!

E ora domanda d’obbligo: diteci i cinque dischi fondamentali per ogni singolo componente dei   Dead Bouquet .
Daniele: Fuzzy (Grant Lee Buffalo) , Heroes (David bowie) , On the beach (Neil young) , the piper at gates of dawn (pink floyd) , Let Love In (Nick Cave and the bad seeds) ,
Alberto: John Coltrane “A Love Supreme”,  Lucio Battisti “Una Giornata Uggiosa”, Frank Zappa “Joe’s Garage”,  Banco del Mutuo Soccorso “Io sono nato libero”, Tool  “Lateralus
Carlo: Fuzzy (GLB) ,On the beach (Neil Young), Moonhead (thin white rope), Don Quixote (Gordon Lightfoot) e Pet sounds (beach boys)

RODRIGO DONOLATO