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DAVE BOLO – Intervista su “Paura del domani”

DAVE BOLO – Intervista su “Paura del domani”

Davide Bolognesi, in arte Dave Bolo, è un poliedrico cantautore rock della provincia di Varese.  Già voce dei Cinqueventi, indie rock band con cui ha pubblicato due album, ha realizzato due EP in studio da solista: “Poveri i nostri guai” (2011) e  “Radiophonia” (2016). Il suo primo album è “Musica Buona” (Vrec, 2021) da cui vengono estratti i singoli “Heavy Rotation” e “Cristo Moderno”. Abbiamo ascoltato il disco di Dave Bolo “Paura del domani”, un ottimo album di rock italiano prodotto da Max Zanotti e pubblicato dall’ottima Vrec. Abbiamo scambiato due battute con Davide Bolognesi (suo vero nome).

Ciao Dave, partiamo dal tuo progetto. Hai militato in diverse band ma negli ultimi anni hai pensato di proporti come solista. Cosa ti ha spinto a questo passaggio?
Ciao! E’ stato un passaggio naturale quanto necessario. Scrivere da solo ti permette di non avere binari, limiti, barriere…. e di trovare i tuoi più calzanti connotati artistici.

“Paura del domani” è un titolo importante che trasuda però un pessimismo sul futuro prossimo. Cosa ti spinge a questa visione? 
Quello che vedo,  la realtà dei fatti. Sai, sono un sognatore…scrivo dei miei sentimenti e della società che attraversa il mio tempo. Mi piace guardare in faccia alla realtà, ma qualche volta sfuggire lontano.

Pensi che il rock sia un modo per esorcizzare le paure?
Non so se funziona per tutti. Per me sicuramente si!

Nel disco passi da brani più ritmati e dissacranti (vedi Holy Rocknroll) a ballad di più ampio “Respiro”. Sono le tue due anime? Quale preferisci?
Si, l’intero disco è come se avesse due anime. Non ho preferenza, sono due facce della stessa medaglia. Io non mi preferisco proprio, spesso nemmeno mi piaccio…mi vorrei diverso… ma alla fine mi devo sopportare così come sono…

La cover di “Polvere” di Ruggeri è una sorpresa. Cosa ti ha spinto a scegliere questo pezzo?
Una canzone raffinata! Era lil brano perfetto da poter adattare a quello che ho ricercato in tutto il disco, ovvero la giusta miscela tra il mio modo di fare rock, ed il “sapore” dei dischi dei CASABLANCA, e quindi del lavoro di Max . Un omaggio ad un artista che stimo particolarmente.

Cosa ha aggiunto al tuo modo di scrivere/interpretare la musica  la produzione artistica di Max Zanotti?
Lavorare con Artisti come Max ti permette di crescere, e ti dà la possibilità di migliorare il tuo approccio fin della scrittura primordiale di un brano. Lui poi è un maestro sublime nell’arrangiare, e sa esaltare i brani stessi e le emozioni.

La scelta di pubblicare solo su musicassetta (oltre al digitale) è tua o dell’etichetta? Credi ancora nei supporti fisici?
E’ una scelta mia. Un gadget anni ‘80, regolarmente funzionante e fighissimo. I supporti fisici sono sempre affascinanti,  ma appartengono evidentemente ad una minoranza di fruitori di musica. Vedo improbabile una netta inversione di tendenza.

Come giudichi la scena underground rock italiana? C’è qualcosa che ti piace?
La scena è viva, molto viva, secondo me. Ma ti tappano la bocca! Nel senso che non hai spazi dove poterla divulgare sia mediaticamente che dal vivo. E’ una lotta continua per ritagliarsi un pezzettino di visibilità. Ma bisogna andare oltre e fare cose genuine ed emozionanti. Alla lunga funzionerà.

REDAZIONE TUTTOROCK

Band:
Davide Bolognesi aka DAVE BOLO

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