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BUD SPENCER BLUES EXPLOSION – Intervista alla band @ TUNNEL CLUB MILANO (BSB3 12-2-2 …

BUD SPENCER BLUES EXPLOSION – Intervista alla band @ TUNNEL CLUB MILANO (BSB3 12-2-2 …

Bud Spencer Blues Explosion

Tour BSB3 – 12.2.2015 c/o Tunnel Club – Milano

Il Tunnel Club di Milano stasera è gremito ed in fermento, stanno per esibirsi sul palco i “Bud Spencer Blues Explosion”, in tournèe con l’ultimo nato “BSB3”. Adriano Viterbini (voce, chitarra e tastiere) e Cesare Petulicchio (cori e batteria), non sono nuovi all’adrenalinica atmosfera da stage. Di origine romana, hanno calcato le scene internazionali ed italiane a partire dal 2007, caratterizzandosi per performance dirompenti ed esibizioni uniche, in cui ogni brano può decollare e giungere ad imprevedibili soluzioni sonore.
Premio KeepOn 100% Live nella categoria “Miglior musicista live”, Adriano coinvolge la platea al ritmo delle sue chitarre, mentre Cesare si esprime percuotendo con forza la batteria, ain un’amalgama di fusioni musicali dal sapore blues, jazz, soul, elettronica d’ispirazione variegata che spazia da Hendrix, ai Chemical Brothers, Rage Against the Machine ed altri, di cui la band ha proposto originalissime cover.
Dopo la grandiosa performance di questa sera, che ha visto un pubblico coinvolto ed esultante, i BSBE mi concedono una breve intervista per i lettori di TuttoRock.

EA – Complimenti per l’esibizione, il pubblico era letteralmente elettrizzato. Sò che buona parte della vostra carriera si è svolta calcando importanti palchi. Quanto conta nella vostra produzione artistica lo scambio diretto con il pubblico?
Adriano – La condizione dal vivo è favorevole per emozionare, per sfogarsi e suonare in maniera libera e senza schemi. È probabilmente l’attitudine che si utilizza anche in altri generi come il jazz, blues, in cui la canzone c’è e non c’è. Nel nostro caso comunque ,ciò che andiamo a registrare su disco, sono canzoni che spesso hanno una struttura classica: intro, strofa, ritornello, strofa, special. Dal vivo amiamo sostanzialmente utilizzare queste canzoni come veicolo per poter andare “oltre”, perché suonarle nello stesso modo significherebbe per noi limitarsi. Puoi dare di più, quindi perché tarparsi le ali?! A meno che il brano non sia tanto perfetto, funziona così od è così minimale e studiato apposta per quell’esecuzione. In realtà quando suoniamo, ti coinvolge qualcosa, non sai cos’è ma è sempre legato alla voglia di portare il concerto su un altro piano.

EA- Cos’è che ti ispira? Cosa ti fà decidere quando sei sul palco di modificare la base della canzone?
Adriano – È tutto legato all’emozione. Per esempio, una cosa importante è sapere che stai suonando per delle persone e questo, cioè il fatto di sapere che stai suonando per un pubblico, ti mette nella condizione di essere consapevole di poter dare. Sai che non sei costretto a limitarti e puoi offrire qualcosa in più.

EA – Credo che questa “tensione” sia fortemente percepita dal vostro pubblico, al punto che si crea in essi una forte aspettativa e curiosità di vedere dove andrete, cosa inventerete in quel momento, diversamente da ciò che accade in altri concerti. Penso sia un vostro grande punto di forza, perché ogni volta voi create qualcosa di nuovo, unico ed irripetibile.
Adriano – sorride
Cesare – In realtà è anche un vecchio concetto, perché negli anni ’70 tanti gruppi avevano questo tipo di attitudine, soprattutto quelli psichedelici, perché era il genere a richiederlo; ma anche i Led Zeppelin con i loro Bootlegs.
Adriano – Hendrix…

EA- l’ispirazione ad Hendrix è forte nella vostra musica
Cesare – Forse perché noi, come loro, abbiamo iniziato a suonare per il gusto di far musica. Una volta non suonavano per registrare, ma si ritrovavano nei locali. I The Doors, per esempio sono nati così.
Noi non volevamo fare un disco, abbiamo prodotto un EP per farci conoscere e poter suonare, siamo nati così, con questa stessa volontà di esibirci.

EA – E questo album invece, che si distacca dai precedenti per la scelta di ragionarlo e comporlo in modo più intimistico?
Adriano – questo album rispetto agli altri 2 dischi, risente del fatto che lo abbiamo arrangiato insieme, questo significa che ogni canzone è stata rivista in funzione della nostra sensibilità musicale. Quindi è un disco di compromessi, di continuo affinamento e “limare”. È un album molto coerente nel suo insieme, dall’inizio alla fine, se non forse per l’ultima canzone, una ballad che si discosta dal resto e che quindi si presuppone di avere un messaggio chiaro e netto da inviare alle persone. Volevamo un album, che potesse dare un’impressione precisa, anche a chi ci ascolta per la prima volta, di chi siamo e cosa vogliamo comunicare.

EA – A chi vi ispirate ed a chi vi siete ispirati per la creazione di quest’ultimo album, dato che siete artisti molto eclettici ed avete prodotto cover che spaziano tra i generi da Chemical Brothers a Jimi Hendrix?
Cesare – Questo album è stato scritto in 1 anno e mezzo ed è stato ispirato da centinaia di artisti, c’è un brano “main man”, che è stato scritto e riscritto centinaia di volte, l’ultimo che abbiamo chiuso ed è stato una vera e propria gestazione. Forse il blues del deserto
Adriano – Soul
Cesare – elettronica in alcuni pezzi, come “Duel”. Forse negli altri dischi si può dire avessimo dei riferimenti più precisi e mirati, mentre in questo ce ne sono molti e più amalgamati. Negli altri dischi componevamo un pezzo velocemente, lo aprivamo e chiudevamo. Dopo l’esibizione andavamo in sala di registrazione ed incidevamo. In quest’album abbiamo invece deciso di prendere la prima pausa da quando esistiamo, per fare le cose con calma ed i pezzi sono quindi più pensati. 

EA – siete dei perfezionisti?
Cesare – no, non direi, non si tratta di perfezionismo. Se ascolti le cose vecchie a volte ti accorgi che erano già buone. Non sai esattamente cos’è che ti fa giudicare “chiuso” un pezzo.

EA – Un’ultima domanda: so che ora siete in tournée per la promozione di “BSB3”, quali date e progetti interessanti avete?
Adriano – Si, abbiamo concerti per almeno i prossimi 2 mesi, dopo di che prevediamo una piccola pausa, per poi ripartire. 
Cesare – Vorremmo pianificare date estere per il prossimo anno, forse a febbraio.

EA – Vi ringrazio!
Adriano e Cesare – Grazie a te!

ELENA ARZANI