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BEATRICE ANTOLINI – Intervista “esaustiva” @ Bravo Caffè Bologna 3-2-20 …

BEATRICE ANTOLINI – Intervista “esaustiva” @ Bravo Caffè Bologna 3-2-20 …

Non vi dirò che è “bellissima” perché non vuole, non vi dirò che e “intellettuale” perché non vuole, ma vi posso dire che è bravissima e molto intelligente, e dal vivo spacca: Lei è Beatrice Antolini!!!!

Beatrice Antolini bellissima e bravissima, anche se qui l’ho detto apposta perché ho letto che quando telo dicono “bellissima” Ti arrabbi (risate).

No non è vero (risate), è che mi arrabbio quando delle donne si parla solo per via dell’estetica, ma a me i complimenti fanno sempre piacere.

Parlando più seriamente può essere che l’aspetto esteriore, che sia la bellezza o magari una forma particolare di mettersi sul palco particolarmente d’effetto, metta in secondo piano la qualità artistica?
Penso che una persona sia l’insieme di tutto quello che è, sia fuori che dentro. Si è anche un poco come si appare no? A volte credo che ci si possa anche modellare un poco rispetto all’idea che si ha di sé stessi no? Io sento coerente la mia interiorità con l amia esteriorità, una completezza, la mia musica rispecchia tutto questo me stessa, va bene così no? (ndr: eccome)
 
Parliamo del tuo background musicale.
Il mio background musicale è vario e variegato, da piccolissima moltissima musica anni ’60, mio padre che era anziano sentiva i Platters, i Beatles, Adriano Celentano, i grandi classici anni ’60 diciamo. Poi quando ho iniziato a comprare io la musica sono stata appassionata di new wave, di punk, un poco di pop, classic rock, Michael Jackson, veramente di tutto.
 
L’ultimo album, Beatitude che è bellissimo, mi è parso molto nel filone alternative.
Io ho fatto dischi molto diversi tra loro e racchiudono tutti i miei gusti musicali, ma non stati voluti intellettualmente, sono usciti proprio così.
 
Hai fatto 5 album giusto?
Esattamente 4 e mezzo visto che l’ultimo è un EP, diciamo che sono molto diversi, Big Saloon è molto jazz, psichedelica sia italiana che straniera, prog; A due è già new wave, rispecchia un poco di più le influenze dark, David Bowie ed iniziavo già a valutare musica africana; anticipava in parte BioY che considero space-punk-tribale insomma, qualcosa di particolare; poi uno molto pop con canzone più semplici come Vivid; infine sono tornata al rock con Beatitude.
 
Disco molto bello, raffinato, difficile, l’alternative va più all’estero che qui, ma è notevole.
Grazie, ho iniziato ad usare anche l’elettronica.
 
Tu sei polistrumentista, hai fatto anche il Conservatorio a tratti, il tuo rapporto con l’elettronica?
Sì a tratti, non l’ho finito, l’elettronica l’uso tanto, poi è utile anche quando sono in fase di arrangiamento, magari faccio una batteria elettronica con i colpi che poi diventeranno la batteria acustica nel disco. Lo scheletro del disco la faccio in elettronica, invece nei primi album ero pazza e suonavo tutti gli strumenti uno per volta, adesso invece uso il midi poi decido in studio cosa usare.
 
E’ corretto che la batteria è il tuo strumento preferito come si legge in rete?
Le percussioni esattamente, sono state il primo strumento con cui ho avuto a che fare, poi sono passata al pianoforte che è uno strumento a percussione e per come lo suono io ancora di più, nel senso che io beethoveniana, nel senso che Beethoven è stato quello che ha messo la mano sinistra nel ruolo di basso, molto ritmico. Ho una preferenza di sicuro per gli strumenti a percussione.
 
Come nascono le tue canzoni, prima canto poi musica o altro?
A volte dalla ritmica, altre da un giro di basso, quello che posso dire è che mai sono state pensate, la canzone arriva. Ho avuto 2-3 dischi che mi sono arrivati completi di arrangiamenti da un angelo, da una stella, ad un certo momento ti senti invaso, anche canzoni molto complesse, ad una età in cui ero molto più giovane oltretutto. Rimango sorpresa anche io a risentire quanti accordi, arrangiamenti sono venuti fuori.
E’ una sostanza dall’interno all’esterno, non servono neanche droghe, credo che l’essere umano abbia già dentro tutto quello che serve. Poi adesso il musicista deve essere attentissimo a qualunque cosa.
 
I testi li estrapoli da tue esperienze, dal mondo che ci circonda, dalla società in cui viviamo?
Cerco di metterci un poco il mio modo di intendere la realtà, anche in questo mi arrivano dei suoni che trasformo in parole, poi visto che canto in inglese che non è neanche la mia lingua, quindi vado poi a sistemare il tutto.
 
A proposito della lingue, sempre e solo inglese o hai fatto o pensi di fare anche canzoni in italiano?
Ho fatto una canzone in italiano con Andy dei Bluvertigo, ho scritto anche pezzi miei, non ci sono limiti, non mi interessa molto la lingua, in Beatitude c’è anche del francese.
 
Sì Andy lo conosciamo benissimo, abbiamo fatto molti servizi su di lui, e ci siamo incontrati al MEI di persona, il tuo discorso sulle lingue conferma l’accostamento che ho fatto tra Beatitude e la musica della bravissima Sabina Sciubba, anche lei mescola varie lingue.
Sì lo vinsi nel 2009 (ndr: premio migliore artista solista) al MEI, la lingua non è una scelta, io in realtà di scelte ne faccio pochissime. In generale nella vita odio scegliere, piuttosto rischio tutto, prendo da tutte le parti, la scelta mi limita, a volte ho dovuto fare i conti con questa mia natura di poli-amante di qualunque cosa. Magari adesso riesco a scindere le cose belle da quelle che mi piacciono meno, da piccola magari buttavo giù 200-300 tracce.
 
Il rock è considerato un mondo maschilista, poi in Italia forse ancora di più, questo ti ha creato problemi.
No, nel caso sono affari loro,quello che penso è che dietro ogni cosa c’è tanto lavoro, bisogna avere rispetto per chi fa tanto lavoro.
 
In tour adesso vai come trio.
Ho passato varie fasi, prima in 7, poi 4, poi 3, ho fatto un tour da solista con le sequenze, adesso voglio ripristinare il trio che mi sembra il numero giusto.
 
Hai lavorato con il grande Manuel Agnelli.
Sì, in Il paese è reale, un brano che suonerò anche stasera,una persona in gambissima, molto concreto, di sostanza.
 
Dall’esterno dai l’impressione di un aspetto molto raffinato, intellettuale, ti ci ritrovi?
Io non mi sento molto intellettuale, delle due mi sento naturale, non vorrei avere la meccanicità che spesso hanno alcune persone, però mi piace essere molto naturale, sono molto lunatica, vado a periodi
 
Ovvio sei una donna (risate).
Ah ah, no in generale mi sento metà Luna e metà Sole, molto musona e molto naturale, ho questi due aspetti contrastanti, cerco di essere naturale, intellettuale no, anzi vorrei escludere il pensiero ogni tanto, perché a volte tende ad inquinare in un certo senso la nostra vita, bisognerebbe ogni tanto ascoltare il nostro cuore che ragionare ed essere sempre di raziocinio. Siamo esseri di cuore, di bellezza, vedo l’essere umano come qualcosa di bellissimo e completo, poi può scegliere se esserlo o rimanere nei bassifondi.
 
Hai una bella produzione di album, ogni due anni circa, 2013 e 2014 addirittura, hai già in preparazione un nuovo album?
Adesso vorrei fare un disco nuovo, spero con Tempesta che è la mia etichetta attuale, quando ci sarà qualcosa di veramente bello da mostrare, un disco non si fa per forza.
 
Al momento che cosa ascolti?
Adesso solo Blackstar di David Bowie, niente altro, non me ne frega niente di tutto il resto, sono in lutto e quindi sto ascoltando un disco meraviglioso che mi rappresenta al meglio, non credo ci sia nulla di meglio da ascoltare al momento.
 
Spotify, iTunes e simili, che ne pensi?
Ritengo che siano regolamentati molto male, sono felice che ci sia un servizio del genere, ma dovrebbero guadagnarci anche gli artisti. Usi il mio prodotto e dovrebbero guadagnarci anche gli artisti, se guadagnano solo loro non ci siamo. Mi sembra molto ingiusto, sono a favore della diffusione della musica, ben venga, però deve essere regolamentato meglio il tutto.
 
Artisticamente pensi che tutta questa disponibilità immensa di musica abbia portato la necessità che la canzone deve piacere subito e quindi si finisce con l’avere un appiattimento della qualità?
Quello che mi stai dicendo è giusto, perché quando compravo il cd nel negozietto di Macerata a 16-17 anni li odoravo, era un oggetto prezioso. Le case discografiche, soprattutto in Italia, non hanno sempre ragione, a volte bisogna fare anche scelte di cuore, Bohemian Rhapsody ha dimostrato che se c’è qualità la gente può anche ascoltare un singolo da 8 minuti. Se un lavoro artistico che poi diventa un prodotto ha una sua integrità, un suo perché, non bisogna condizionarlo per renderlo commerciale, secondo me è un errore gravissimo.
 
Il tuo rapporto con i social?
Normale, non li esalto, non li odio, a volte divertenti, ho conosciuto tanta gente, tanti contatti, non mi trovo tanto su Twitter ed Instagram, preferisco Facebook.
 
Il tuo segreto per il successo (domanda fatta apposta: risate)?
Quale successo? Segreto per il successo non lo so, altrimenti lo avrei già avuto.
 
Il matching con Fede Poggipollini che abbiamo avuto la fortuna di apprezzare proprio qui al Bravo poco tempo fa?
E’ una persona meravigliosa, aldilà della qualità musicale, appena lo vedo mi mette allegria, lui ha suonato in Beatitude, ne ho scritto uno, Animal, di cui c’è il video, che ho pensato proprio per la sua chitarra. E’ un amico che stimo tantissimo come artista e persona. In questo caso poi è stato anche lui a voler collaborare con me. Per quanto mi riguarda le cose nascono per amicizia, senza doppi fini.
 
Tra le tue tante collaborazioni hai avuto casi particolari dove ti sei trovata a tuo agio?
Andy sicuramente siamo super amici ed abbiamo fatto tantissime cose assieme, da suonare per la Volkswagen alla raccolta fondi, io nel suo disco, lui nel mio.
 
Per finire, un motivo per comprare il tuo disco?
Per farsi un viaggio, un viaggio bello spero, sai cosa penso? Che la musica come qualsiasi cosa artistica, non debba parlarci solo della realtà, ma debba crearne un’altra di realtà, deve essere un viaggio appunto. Ti metto davanti qualcosa di diverso, che non conosci, stai guardando la mia interiorità, in un certo senso, mi stai spogliando, è un rapporto intimo. E’ qualcosa di profondo, l a musica non può parlare solo di rapporti di coppia, di internet, mi manca qualcuno che mi crei un’altra realtà, come appunto può essere nei dischi di David Bowie, mi stai dando qualcosa che n n conoscevo. Vorrei che più gente mi potesse dare questo, quindi anche io provo a dare questo, può essere un poco retrò, ma la vedo così.
 
Per finire diamo un motivo alla gente perché venga ai tuoi concerti.
Se c’è un problema tecnico racconto delle barzellette e si ride perché sono terribili.
 
MAURIZIO DONINI
 
Discografia :
2006 Big Saloon
2008 A Due
2010 BioY
2013 Vivid
2014 Beatitude
 
La recensione di Beatitude
Il concerto @ Bravo Caffè Bologna
https://www.facebook.com/beatrice.antolinibis  
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