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ALESSANDRO LICCARDO – Intervista al DG della Volcano Records

ALESSANDRO LICCARDO – Intervista al DG della Volcano Records

Oggi intervisto per Tuttorock, Alessandro Liccardo, direttore generale della Volcano Records & Promotion, etichetta discografica e agenzia di promozione specializzata  nel rock e nel metal tutta italiana.
 
Ciao Alessandro e benvenuto su Tuttorock! Iniziamo subito con una novità: il tuo blog sul Music Business. Come ti è venuta questa idea? Di che cosa si tratta nello specifico?
Ciao Monica! Negli ultimi venti anni il mondo della musica è cambiato radicalmente e oggi chi vuole avere un percorso di carriera come professionista, turnista o band, ha bisogno di sviluppare tutta una serie di competenze collaterali a quelle prettamente strumentali. Tengo molti seminari in giro per l’Italia sulle tematiche dell’industria musicale e le domande che mi vengono poste riguardano sempre più o meno gli stessi argomenti su cui c’è moltissima confusione e disinformazione: come suonare di più e trovare più concerti per la propria band, come essere appetibile per un’etichetta discografica, come incrementare la propria fanbase, come utilizzare correttamente internet ed i social per promuoversi. Il blog è un contenitore nel quale è possibile trovare risorse, articoli ed approfondimenti su tutto questo, sempre disponibile ed assolutamente gratuito!
 
Il blog è collegato alla scuola di Music Business di cui sei Presidente del Comitato Scientifico. Come funziona la scuola? Quali sono gli obiettivi che si prefigge?
Il progetto Scuola di Music Business (www.scuoladimusicbusiness.com) è nato dall’incontro con amici addetti ai lavori e colleghi di primo piano dell’industria musicale italiana ed europea, con l’obiettivo di creare un comitato scientifico che si occupasse di divulgazione e promozione della cultura del professionismo musicale. Il progetto è stato presentato da me e da Nicola Vitale (RockHard) diversi mesi fa in un contesto prestigioso come la sede campana di Confindustria e a partire da quell’inaugurazione, decisamente sui generis, per chi come me è più abituato al pubblico rock che alle platee di imprenditori in giacca e cravatta, abbiamo avuto l’occasione di portare i nostri workshop e seminari in tutta Italia. Il progetto sta raccogliendo un interesse decisamente ampio e siamo molto soddisfatti di poter inaugurare a settembre presso la Perform Music School di Torino il primo corso full time rivolto a tutti coloro che vogliono lavorare nel mondo della musica come musicista o artista indipendente, addetto stampa, responsabile presso etichette, società di edizioni, radio, scuole ed accademie, agenzie di promozione.  
 
Come mai dalla musica suonata sei passato a quella diciamo “dietro le quinte”?
Oggi sicuramente il lavoro in Volcano Records assorbe la maggior parte della mia giornata, ma per fortuna ho ancora tempo di suonare e sviluppare idee e progetti, infatti al momento sto lavorando a due dischi molto interessanti che vedono coinvolti musicisti internazionali ma dei quali ovviamente non posso ancora dire molto. In realtà ti confesserò che ho sempre lavorato molto dietro le quinte anche quando suonavo di più. Ho realizzato moltissimi dischi come produttore per altri artisti e band e anche negli Hangarvain, la mia band che al momento è in pausa dopo alcuni anni di grande prolificità e tour in tutta Europa, oltre ad aver prodotto tutti i dischi mi sono sempre occupato anche di tutta la parte di marketing e comunicazione.
 
Secondo te quali sono i passi che una band agli esordi deve compiere per non lasciar niente di intentato?
La cosa più importante per un gruppo agli esordi è liberarsi il prima possibile dalle convinzioni errate sul mercato della musica e sul funzionamento di questo complicato ingranaggio. Molti sono convinti che la differenza la facciano ancora i canali di accesso al mercato come avveniva fino a quindici anni fa quando bastava una grande etichetta per permetterti di avere molta visibilità e quindi pubblico e fan. Ma tutto questo non esiste più, almeno non nella forma che eravamo abituati a conoscere. I meccanismi della comunicazione sono cambiati, siamo passati dal sistema verticale di tipo broadcast (in cui una fonte produceva un contenuto che veniva recepito dal pubblico, come nel caso della televisione per esempio) a quello orizzontale di tipo sharing in cui ogni relazione si basa sulla condivisione da pari a pari (peer to peer) e sulla reputazione. Oggi una band emergente deve imparare in tutte le fasi del suo percorso a comunicare col pubblico per crearsi una fanbase solida ed in costante incremento. Ma per farlo in maniera fruttuosa c’è bisogno di contenuti di valore, un prodotto di qualità, un piano strategico ed un progetto di lungo periodo. La musica resta la cosa più importante, canzoni in grado di trasmettere passione, provare tanto per avere una resa live di grande impatto che regali al pubblico un’esperienza emozionante, ma il livello generale è molto più alto di quindici anni fa e bisogna imparare a trovare il proprio spazio.
 
Quanto è importante per te il mondo dei social nella musica? E comunque tutto ciò che è digitale?
Internet è stata una rivoluzione, non ci sono dubbi. Fare musica significa essenzialmente creare un messaggio e comunicarlo agli altri, ed oggi tramite il web ed i social possiamo arrivare potenzialmente a chiunque, ovunque ed in qualsiasi momento. Tuttavia devo dirti che se dalla prospettiva dei fruitori internet è senza dubbio il presente ed il futuro della musica, dal lato della produzione, dei rapporti tra addetti ai lavori e del funzionamento a livello professionistico di quest’industria, il fulcro sono ancora i rapporti personali e diretti, non mediati o virtuali. Incontrarsi, parlare, sviluppare idee di persona, conoscersi ed essere fisicamente presenti è ciò che produce reale valore aggiunto, che realizza progetti concreti e nuovi trend. La musica di domani sarà sempre più online, ma il cambiamento nascerà sempre in un luogo fisico dove rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro per trasformare una visione in realtà.
 
Grazie Alessandro per la tua disponibilità e in bocca al lupo!
Grazie a te e a Tuttorock!
 
MONICA ATZEI
 
 
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