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ALDO PEDRON – Intervista allo storico giornalista rock

ALDO PEDRON – Intervista allo storico giornalista rock

M. Ho conosciuto Aldo Pedron in occasione del Galà degli Oscar del Blues, promosso dalla Kayman Records, nel quale abbiamo consegnato i premi agli artisti.  Aldo è stato un pioniere del giornalismo musicale in Italia, ha fondato riviste storiche, ha condotto programmi radiofonici, è stato promoter di concerti ed eventi importanti, è autore di libri e ha partecipato alla stesura di volumi ed enciclopedie musicali, e ha partecipato come ospite a numerose conferenze.

A questo punto mi sorge spontanea una domanda: c’è qualcosa che ti caratterizza maggiormente? O comunque, come ti definisci?
Sicuramente sono un appassionato, qualcuno dice un beautiful looser, ho la passione per la musica dal lontano 1966 e quindi da 50 anni! Seguo soprattutto: rock, country, blues soul, rhythm and blues, rock and roll, rockabilly, musica surf, cajun, zydeco, tex-mex, swing, in parte il jazz, in poche parole soprattutto la musica americana che spesso viene però definita di nicchia, non quella più commerciale. L’aver fatto il giornalista, pubblicista, freelance e come secondo lavoro e quindi per passione e per hobby, mi ha dato la possibilità di scrivere e di promuovere soltanto i musicisti e gli artisti che mi piacciono realmente, e questa di per sé, è già una grande fortuna. Proprio per questo sono stato tra i fondatori di riviste come Il Mucchio Selvaggio (dal 1977 al 1980) e Direttore de L’Ultimo Buscadero dal 1980 al 1992 e su Jam per più di vent’anni, riviste indipendenti che hanno promosso la musica rock alternativa (inglese e americana). Queste riviste all’epoca parlavano di artisti che pochi conoscevano in Italia e quindi siamo stati sicuramente dei precursori.   
 
Tra gli anni Settanta e Ottanta hai partecipato a numerose fanzine, sei stato socio e collaboratore della Radio privata di Gallarate in provincia di Varese chiamata RG6, hai condotto programmi per altre radio private, sei stato fondatore e redattore del Mucchio, come  dicevi, e direttore del Buscadero.  Che differenza c’è tra quegli anni, ritenuti da tanti anni incredibili per la musica e la cultura, e l’epoca attuale?  
Per la cronaca,  Il Mucchio Selvaggio e L’Ultimo Buscadero erano i titoli italiani di due film del regista americano Sam Peckinpah. Eravamo anche appassionati di cinema. Allora  scrivere di musica era da pionieri, lo ripeto, la passione era enorme. Le notizie erano difficilissime da reperire e così anche le foto e i dischi. Negli anni ho cercato di tenere i contatti con i musicisti stessi e perciò o di tenermi aggiornato sui dischi usciti, sulle notizie, biografie e quant’altro dei vari artisti. Non è come adesso che trovi tutto in tempo reale su Google o su internet.
 
Come hai scelto di occuparti di musica?
Ho iniziato a comperare dei 45 giri, dei singoli nel Maggio del 1966, erano dischi dei gruppi beat italiani  dell’epoca e poi non mi sono più fermato, compero dischi e CD tutti i giorni. Non li scarico da internet, li compero, perché è semplicemente giusto così, in rispetto degli artisti. Poi ho conosciuto Paolo Carù, sicuramente il più preparato in Italia. La mia fortuna può essere quella che appunto a Gallarate in provincia di Varese ci fosse e c’è ancora il miglior negozio di dischi in Italia, Carù Dischi. Il suo negozio, ora in una classifica del quotidiano britannico The Guardian è stato elencato tra i migliori negozi di dischi al mondo! Dicevo siamo diventato amici ed abbiamo iniziato a pubblicare nel 1973 delle fanzine, ovvero delle riviste ciclostilate (una si chiamava Happy Trails dal titolo di un album di uno dei miei gruppi californiani preferiti i Quicksilver Messenger Service). Ciclostilati stampati in poche copie poi siamo entrati entrambi nel Mucchio Selvaggio gestito a Roma da Massimo Stefani e i vari collaboratori erano soprattutto clienti di Paolo Carù e del suo negozio e che compravano i dischi da lui per corrispondenza. Io ero suo amico e l’unico della sua stessa città, Gallarate, e così ho scritto sul Mucchio per tre anni come redattore. Poi nel 1980 io e lui abbiamo costituito la rivista Ultimo Buscadero e sono stato il Direttore dal primo numero, Dicembre 1980 al 1992. In seguito ho litigato con lui e non ho più messo piede nel suo negozio. Una brutta storia. Da allora ho sempre scritto per varie riviste ed ancori oggi scrivo su un paio di riviste cartacee (segnalo Late for the Sky) e su tre siti on line (www.dissensiediscordanze.it la prima, www.rockgarage.it la seconda ed infine su www.mescalina.it)
 
Aldo, devo assolutamente chiederti quali sono i tuoi artisti preferiti, e perchè..
Faccio un elenco in ordine casuale: Ry Cooder, Taj Mahal, Garland Jeffreys, Zachary Richard, Brian Wilson e i Beach Boys (i miei preferiti in assoluto!) i Quicksilver Messenger Service di John Cipollina, David Bromberg, Jimmy Lafave, Joe  Ely, Bob Seger, Bruce Springsteen, Van Morrison, Allman Brothers band, Los Lobos, Beatles e Rolling Stones è ovvio, i  Kinks,  gli Animals di Eric Burdon, i Traffic di Steve Winwood, i Procol Harum di Gary Brooker, Otis Redding, Sam Cooke, Elvis Presley, Crosby Stills Nash and Young, Jefferson Airplane, Grateful Dead, Al Kooper, Janis Joplin, Aretha Franklin, i Little Feat, Creedence Clearwater Revival, Chuck Berry, John Lee Hooker, Al Green, Solomon Burke, i Box Tops di Alex Chilton, Louis Prima, gli Eagles, la Nitty Gritty Dirt Band, gli Asleep at the Wheel di Ray Benson, gli Spirit, John Hiatt, The Band, The Young Rascals, Jerry Lee Lewis, Willy De Ville, Jackson Browne, e forse ne potrei citare ancora un centinaio o ancor più….….
Mi domandi perché? Perchè sono alcuni tra i migliori al mondo, dei giganti, l’essenza del rock, del blues, del rock and roll…..
 
Leggo dalla tua biografia che sei stato promoter di grandi concerti, e che hai anche organizzato eventi importanti. Quali sono state le esperienze più belle, o interessanti, o che ti hanno lasciato un segno?
Difficile rispondere :  sono stato a centinaia di concerti, poi ho cercato nella mia città o anche a Milano di organizzarne anch’ io.. non è stato facile, ho organizzato concerti di nicchia, fa figo dire così, artisti poco cono sciuti ma meritevoli : Garland Jeffreys, Terry Allen….
 
Al momento di cosa ti occupi?
Sono andato in pensione il 1 Marzo 2015 dopo 42 anni lavorati. La  mia occupazione quotidiana era presso l’aeroporto della Malpensa. Ho famiglia, un nipotino, un cane e seguo musica tutto il giorno, sono sempre molto occupato. Ti dicevo che scrivo su alcune riviste cartacee e siti on line. Vado ai concerti, faccio le recensioni dei concerti. Recensioni di nuovi CD.  Ho appena scritto una Storia del Jazz che potrebbe diventare un libro, articoli sui Beach Boys, un articolo differente con Beatles e Beach Boys a confronto, un altro articolo sul nome Beatles dove nasce e sugli esordi dei Beatles stessi e recensioni ed ancora recensioni di nuovi album. Ascolto musica. Ho scritto un libro on line su di una misconosciuta band inglese degli anni’ 60, i Dave Anthony’s Moods, nel  1998 avevo scritto un libro su Ry Cooder, lo scorso Novembre sono andato a New York a vederlo e sentirlo nuovamente dal vivo. Ho scritto due libri, due Guide Rock sulla California nel 2000 e nel 2002 su New Orleans e la Louisiana. Magari scriverò un libro sui Beach Boys. Ho scritto da oltre un anno la mia biografia, la storia della mia vita, per ora sono 587 pagine ma non è ancora finito!   Ho appena scritto un articolo sul Gran Gala della musica, gli Oscar del Blues al Corallo di Scandiano (Re). Ascoltare musica e scrivere di musica mi tiene giovane.
 
Infatti ho  letto nella tua biografia che sei stato responsabile di un ufficio U.P.S. presso l’ Aeroporto di Malpensa, come dicevi prima.. Quindi diciamo che hai svolto un lavoro…  come possiamo definirlo.. “normale”. Come conciliavi le due cose? Intendo, a livello di tempi e spazi?
Manager di giorno, rocker di notte. Ho sempre lavorato molto. La musica : la sera, la notte, il sabato e la domenica!
 
Bella questa definizione ! Senti.. Come definiresti la situazione musicale attuale?  E da cosa dipende, secondo te?
Altra domanda ardua.  La musica che preferisco di gran lunga è la musica anni ’50, 60 e 70. In Italia ci sono molti musicisti di talento ma non ci sono artisti che mi piacciono particolarmente e non mi piace la musica italiana. Quelli che mi piacciono sono italiani che suonano il blues o la musica americana e quindi ritorniamo sempre alla musica che prediligo. Difficile ora ascoltare in Italia buona musica. Radio, quasi tutte, e Tv fanno schifo. Lo ripeto, difficilmente riesco a sentire per radio due belle canzoni di fila, mai! La gente scarica da internet, sente un pezzo che gli piace e lo mette sull’MP3 dove si ascolta male, non c’è molta fedeltà. Non esistono più i collezionisti. Quando senti un pezzo non ti interessa sapere chi è… non studi la sua storia, la sua biografia, che dischi ha fatto prima…. Io faccio parte sicuramente di un altro mondo, oppure come dice mia moglie, vivo in un altro pianeta. Come dice Bob Dylan: The times they are a changin’… i tempi cambiano e noi cambiamo con loro. E’ tutto diverso, la musica di adesso probabilmente non mi appartiene. Forse è già stato  detto tutto, difficile ripetere decenni fenomenali come quelli del secolo scorso. E poi ripeto i mass media, le radio, le tv ci bombardano con autentica merda, si può dire merda? Difficile scoprire i gruppi o gli artisti davvero buoni, sconosciuti..   Bisogna darsi da fare come ho sempre fatto io… e non fermarsi alle apparenze e a quello che ti propongono facilmente e continuamente.  La musica è una fede, un credo, bisogna avere passione e cercare nel vasto ed immenso panorama che ci circonda…
 
Dai, raccontaci un attimo della tua passione per il collezionismo. Che cosa comprende la tua immensa collezione?
La mia collezione é di circa 12.000 long playings (LP’s), 3.500 singoli (45 giri), circa 8 mila compact-disc, più oltre un migliaio di libri musicali o di musica, video, DVD, un juke-box perfettamente funzionante Ami Continental 2 del 1961, riviste varie, enciclopedie e poi ho catalogato ritagli di giornali, biglietti di concerti, notizie, foto di migliaia di artisti, cantanti, musicisti dal 1966 in avanti !
 
Ma … dove la tieni tutta questa roba?
In tre locali più servizi, un appartamento insomma!
 
Grande! Ti faccio l’ultima domanda.. che faccio a tutti. Cosa vuole fare Aldo Pedron da grande?
Andare avanti così, occuparmi di ciò che mi piace maggiormente : la famiglia, gli amici e la musica.. sempre, forever ! Chi vuole può scrivermi per qualsiasi cosa voglia : la mia e-mail è : aldo.pedron@gmail.com
 
Grazie mille per la tua disponibilità !
Grazie a te Francesca  per l’intervista e a chi la legge,  sperando sia di vostro interesse….
 
FRANCESCA MERCURY
 
https://www.facebook.com/pedron.aldo.3

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