Intervista ad Elena Ventura su Specchio Riflesso
In occasione dell’uscita del singolo “Specchio Riflesso” abbiamo intervistato Elena Ventura
Il concetto dello “Specchio Riflesso” affrontato nel tuo brano, che di primo acchito può apparire una modalità espressiva infantile, in realtà è un tema molto affascinante, in quanto lo specchio è un oggetto che porta ad una riflessione ed un confronto con sè stessi. Forse in generale, se ci concentrassimo un po’ di più su di “noi”, senza confrontarci continuamente con gli “altri” (e con un pesantissimo giudizio “universale”) la nostra salute e soprattutto il nostro umore ne gioverebbe, che ne dici?
Assolutamente! E’ proprio questo il concetto che volevo esprimere. Molte volte attacchiamo gli altri perché non riusciamo a vedere (o non vogliamo vedere in noi) cosa non va.
Se riuscissimo a guardarci un po’ di più dentro, allora troveremmo i veri motivi del nostro malessere e riusciremmo a stare meglio. Ma a volte è più facile incolpare l’altro, facendolo sentire inferiore, per sentirci noi i migliori.
“Specchio riflesso” parla proprio di questo.
La tua è chiaramente una provocazione. Nella vita di tutti i giorni come ti senti rispetto alle critiche e ai giudizi altrui? Rispondi davvero con un vaff…?
Ogni tanto un vaff…ci sta, però generalmente nella vita sono molto più agnellino, mentre sul palco o nelle mie canzoni tiro fuori le unghie, perché mi sento più libera di esprimermi e di essere me stessa.
Nella canzone poni in evidenza un certo conformismo della società, in particolare in questo passaggio che cito: “mi dispiace se non sono come vuoi tu, nel tuo regno dorato dove tutti sono uguali a te”. Tuttavia affronti l’avversario vis-à-vis, come se tu ti rivolgessi ad una persona specifica. Qual è stato il motivo che ti ha spinta a trattare questi argomenti?
Sì, sono partita da una persona specifica perché questa canzone è nata come uno sfogo contro il suo comportamento, poi però il concetto ha preso una piega molto più ampia. Mi rivolgo (come si può vedere nel videoclip del mio inedito) anche agli haters, che da dietro la tastiera danno giudizi insensati e irragionevoli.
Cosa vorresti lasciare al pubblico dopo aver ascoltato la canzone?
La voglia di essere un po’ meno “perbenino” e dire quello che si pensa.
A volte per educazione o per paura ci teniamo tutto dentro e non reagiamo anche quando è il caso di reagire tipo ad un’offesa senza senso.
Ecco, io per prima vorrei imparare a rispondere con più fermezza e mi piacerebbe che questa canzone trasmettesse questo messaggio di grinta.
Con questo brano, sfidi le convenzioni e le aspettative. Come immagini il futuro della tua musica e del messaggio che desideri diffondere?
Spero che nella musica si ritorni a mandare messaggi belli, di coraggio, di speranza e di gioia. Vorrei che i cantautori tornassero di moda e che i testi avessero di nuovo come in passato dei significati profondi in grado di toccare le corde del nostro cuore.
Hai altri progetti in cantiere che seguiranno questa linea più provocatoria e audace o pensi di esplorare altre sonorità e temi?
Ci sono altri due brani che usciranno a breve, proprio prima dell’estate e che hanno delle sonorità molto ‘happy’. Uno parlerà d’amore (anzi, forse più di passione…) e sarà abbastanza provocatorio. Mentre l’altro è più personale e avrà una sonorità più giocosa.
Come ti senti riguardo al fatto che il brano è già in rotazione radiofonica e disponibile su tutte le piattaforme? È un traguardo importante per te, immagino!
Mi rende felice. E’ da anni che sono dietro a questo progetto di inediti.
Ho impiegato tempo e fatica per i miei brani e vedere che sono online e che tutti possono ascoltarli è una bella cosa. Il fatto di avere creato insieme al mio produttore Nicola Nastos uno stile tutto mio e un sound identificativo ci rende molto orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto finora.
SUSANNA ZANDONÀ
Better known as Violent Lullaby or "The Wildcat" a glam rock girl* with a bad attitude. Classe 1992, part-time waifu e giornalista** per passione. Nel tempo libero amo inventarmi strambi personaggi e cosplay, sperimentare in cucina, esplorare il mondo, guardare anime giapponesi drammatici, collezionare vinili a cavallo tra i '70 e gli '80 e dilettarmi a fare le spaccate sul basso elettrico (strumento di cui sono follemente innamorata). *=woman **=ex redattrice per Truemetal




