IDLES op. ENOLA GAY @ Sequoie Music Park Bologna 4-7-2026
IDLES op. ENOLA GAY @ Sequoie Music Park Bologna 4-7-2026
La serata al Sequoie Music Park si apre con gli Enola Gay, formazione di Belfast tra le più interessanti della nuova scena noise-punk europea. Il quartetto costruisce un set diretto e senza mediazioni, in cui post-punk, elettronica e suggestioni industrial si fondono in un impianto sonoro aggressivo e compatto. L’avvio con “Chemical” e “Sofa Surfing” impone subito un ritmo serrato, mentre “Cortana” e “Scrappers” accentuano la componente più abrasiva della proposta. Con “Figures” e “Cold” la band dimostra una buona capacità di gestione delle dinamiche interne, alternando tensione e aperture più controllate, prima di un finale in costante crescita. “Stakes”, “Knives Out” e la conclusiva “For God & For Ulster” chiudono un set coerente e privo di sbavature, che trova anche un momento dal forte impatto simbolico quando la band dichiara dal palco: “Italia, Irlanda, Europa, l’importante è essere antifascisti”, accolto da un’ovazione del pubblico. Un passaggio che rafforza la dimensione identitaria del gruppo e prepara idealmente il terreno all’uragano sonoro successivo.
Quando gli IDLES salgono sul palco, il cambio di scala è immediato. “Levitator” apre il concerto con un’esplosione controllata che definisce subito le coordinate della serata: suono massiccio, tensione costante e una band perfettamente rodata. La sezione ritmica formata da Adam Devonshire e Jon Beavis costruisce una base compatta e incessante, mentre le chitarre di Mark Bowen e Lee Kiernan continuano a rappresentare uno degli elementi più riconoscibili del gruppo, tra caos controllato e precisione chirurgica.
La prima parte del set prosegue senza pause con “Never Fight a Man With a Perm” e “Mother”, che confermano la tenuta live dei brani storici, perfettamente integrati con episodi più recenti come “Gift Horse” e “When the Lights Come On”. Il concerto procede con una continuità quasi fisica, in cui ogni brano si incastra nel successivo senza soluzione di continuità. Joe Talbot si conferma ancora una volta il centro emotivo dello show. La sua presenza non è mai quella del frontman tradizionale, ma di un catalizzatore che alterna impatto, ironia e una forma di esposizione personale costante. Nel corso del concerto la band introduce anche un momento di forte partecipazione collettiva con il coro “Palestina, Palestina, Palestina”, accolto dal pubblico con applausi convinti, inserendo così una chiara dimensione politica all’interno dello show senza interromperne il flusso musicale. La parte centrale del concerto si sviluppa su una sequenza particolarmente serrata: “Mr. Motivator”, “The Wheel” e “Divide and Conquer” mantengono alta la tensione, mentre “POP POP POP” conferma l’evoluzione più recente della scrittura della band, sempre più aperta a soluzioni ritmiche ibride senza perdere identità. Con “Car Crash”, “War” e “1049 Gotho” il concerto entra nella sua fase più densa, alternando aggressività e momenti di maggiore respiro. “Gratitude” e “I’m Scum” ribadiscono la natura più abrasiva del repertorio, mentre “The Beachland Ballroom” rappresenta uno dei picchi emotivi della serata, evidenziando la crescita della band anche sul piano della scrittura più atmosferica e meno immediata. Nel finale, “Danny Nedelko” si conferma uno dei momenti più partecipati del concerto, vero e proprio manifesto di inclusione e identità collettiva. “Dancer” rilancia immediatamente l’energia prima della chiusura affidata a “Rottweiler”, che suggella il live con la consueta intensità.
Verso la conclusione emerge anche il lato più ironico e istintivo di Talbot, che si batte le mani sul ventre rivolgendosi al pubblico con una sequenza improvvisata dedicata a Bologna: “tortellini in brodo, cotoletta alla bolognese, gelato… tequila…”, un momento leggero che spezza per un attimo la tensione senza snaturare l’impianto complessivo dello show. Gli IDLES confermano così la propria natura di band imprescindibile della scena contemporanea: non soltanto per la potenza sonora, ma per la capacità di trasformare ogni concerto in un’esperienza collettiva in cui musica, corpo e messaggio politico convivono senza forzature. In un panorama spesso ripetitivo, la band di Bristol continua a dimostrare che il live può ancora essere un luogo di senso, oltre che di pura energia.
MAURIZIO DONINI
Photoset by NINO SAETTI
Credits: si ringrazia Parole e Dintorni, Studio’s Online, Unipol Arena, per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.
Setlist Enola Gay:
Chemical
Sofa Surfing
Cortana
Scrappers
Figures
Cold
Stakes
Knives Out
For God & For Ulster
Band:
Fionn Reilly – voce
Joe McVeigh – chitarra
Adam Cooper – basso
Andy Mullan – batteria
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Setlist Idles:
Levitator
Never Fight a Man With a Perm
Mother
Gift Horse
When the Lights Come On
Mr. Motivator
The Wheel
Divide and Conquer
POP POP POP
Car Crash
War
1049 Gotho
Gratitude
I’m Scum
The Beachland Ballroom
Danny Nedelko
Dancer
Rottweiler
Band:
Joe Talbot – voce principale
Mark Bowen – chitarra, cori
Lee Kiernan – chitarra
Adam Devonshire – basso
Jon Beavis – batteria
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CEO & Founder di TuttoRock - Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee.
























