GIOVANNA TURI – Intervista alla cantautrice rock
In occasione dell’uscita del nuovo singolo “Solo lui lo sa”, ho avuto il piacere di intervistare Giovanna Turi, cantautrice rock e ribelle dei temi sociali, diventata nel 2019 con le sue canzoni il simbolo dell’emancipazione femminile denunciando la violenza contro le donne e contro l’omofobia con i brani: “Solo una donna” e “Un amore non è mai uguale”. Con la sua musica rock e con il suo stile inconfondibile trasforma la sua immagine in uno strumento di comunicazione di tendenze e stili, forte e unico influenzando reciprocamente musica e moda. Dopo le sue prime esibizioni e il riscontro del pubblico decide di mettersi in gioco, diventando da prima interprete blues/jazz/pop e poi anche autrice dei suoi testi.
Ciao Giovanna, benvenuta su Tuttorock, “Solo lui lo sa” è il tuo nuovo singolo da me molto apprezzato, che riscontri stai avendo?
Ciao Marco, “SOLO LUI LO SA” è il seguito di “RE DENARO”, che dire, sono molto contenta del riscontro che sta avendo perché il brano sembra sia piaciuto al pubblico, il messaggio d’altronde è vero e diretto.
Parlami un po’ della genesi del brano.
Il brano è nato un pomeriggio d’autunno, era una giornata particolarmente ventosa, una giornata da cancellare, da dimenticare, e così nacque il ritornello….
L’idea del video è stata tua o ti sei affidata ad un regista?
No, non mi sono affidata a nessuno, anche per quello di “RE DENARO” l’abbiamo girato e montato io e mia sorella, avevo già una vaga idea su cosa realizzare e direi che anche questa volta sono riuscita a concretizzare la mia regia.
Quando e come ti sei avvicinata alla musica?
Ero molto piccola, ricordo tanti festival interpretando canzoni con testi molto impegnativi, a 5 anni con “GLI UOMINI NON CAMBIANO” di Mia Martini e a 6 anni con “I MASCHI” di Gianna Nannini…
C’è qualche artista di oggi che ti ha colpita?
Sì, Milley Cyrus mi piace molto, la sua voce, la sua arte e la sua creatività.
Una donna che fa rock, purtroppo, in molti casi, ho letto e sentito molte sciocchezze e cattiverie dovute a chiusure mentali e ignoranza, tu hai dovuto affrontare pregiudizi nella tua carriera musicale?
Ma sai, dipende dalle persone … pregiudizi non li ho avuti per la mia musica ma per la frustrazione altrui. Mi ritengo fortunata, sono una donna rock apprezzata e passata da voi, da Radio Vaticana e da tutte le emittenti che non guardano a fare numeri perché i numeri già ce li hanno ma guardano all’arte e alla musica.
A proposito di ignoranza, tu canti di temi importantissimi come la violenza contro le donne e l’omofobia, problemi importanti che, nel 2025, dovrebbero essere ormai totalmente risolti, ed invece sembra che il mondo sia in costante regressione. In questo periodo storico, la musica può ancora risvegliare le coscienze?
Certo, la musica come i libri e i film, può risvegliare le coscienze; i suoni, le parole, le immagini, sono fondamentali per l’umanità.
Dei tuoi concerti, ce n’è uno che ricordi particolarmente?
Sì, Hey Joe a Bologna, venne a vedermi il produttore di Vasco.
Quali sono i tuoi prossimi impegni artistici?
Sicuramente produrre nuovi canzoni per me, per altri e poi live, live, live!
Grazie mille per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere questa intervista come preferisci.
Grazie a te, a Maurizio Donini e grazie a tutti i lettori di TUTTOROCK, non ci può essere nessuna arte e creatività senza sensibilità e noi rocker ne abbiamo da vendere.
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.




