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FINAL STAGE – Intervista alla metal band veneta

FINAL STAGE – Intervista alla metal band veneta

In vista del tour che li vedrà protagonisti insieme ai Vindicta (6 Luglio-Traffic Live-Roma ; 7 Luglio-Legend Club-Milano ; 8 Luglio-Die Stadtmitte-Karlsruhe ; 9 Luglio-Neushoorn-Leeuwarden ; 10 Luglio-Little Devil-Tilburg), ho avuto il piacere di intervistare Giorgia Romanin, voce della band modern metal italiana Final Stage che lo scorso mese di aprile ha pubblicato l’album d’esordio “Answers for Nobody”.

Ciao e benvenuta su Tuttorock, parliamo subito di “Answers for Nobody”, il vostro album di debutto da me molto apprezzato, che riscontri state avendo sia a livelli di ascolti che di critica?

Ciao Marco, è un grandissimo piacere essere qui! “Answers for Nobody” sta andando molto bene, sia online che dal vivo tutti ci stanno mostrando grandissimo entusiasmo: siamo felicissimi e onoratissimi di questo e non vediamo l’ora di continuare a farlo ascoltare sempre a più persone.

Il release party tenutosi al Revolver Club il 24 Aprile com’è andato?

Il release party è stato davvero speciale. È stata una serata per la quale abbiamo lavorato molto; abbiamo voluto presentare il nostro progetto in modo da far capire a tutti cosa significano le canzoni dell’album e quale sia il messaggio che vogliamo lanciare. Non spoileriamo oltre però; se i lettori vorranno approfondire la questione, dovranno venire a vedere lo show di persona. La nostra estate si prospetta piena di concerti, quindi non ci sono scuse.

Solitamente, quando create un brano, partite da un riff, da una parola, da un’improvvisazione in sala prove o ogni brano ha la sua particolare genesi?

Di solito partiamo dalla parte musicale e poi, tra il lavoro individuale e quello di gruppo in sala prove, il brano prende forma. La parte più importante è avere un’idea condivisa della propria identità, sia dal punto di vista sonoro che del messaggio, per viaggiare tutti nella stessa direzione e collaborare nel modo più efficiente possibile.

Date molta importanza alla parte melodica, a quella ritmica senza però tralasciare i testi che toccano temi sempre più diffusi nella nostra società, considerate la musica una terapia per esprimere un disagio sempre più diffuso?

La musica è da sempre una terapia per noi, ci ha accompagnato in tutti i momenti più difficili e ci ha aiutato a superarli. Noi cerchiamo di fare lo stesso con i nostri pezzi: speriamo che ogni persona, qualora ne abbia bisogno, possa sentirsi accolta e capita dalle nostre canzoni, trovando un ambiente sicuro che renda più leggero qualsiasi peso la stia opprimendo, esattamente com’è stato per noi con i nostri artisti preferiti.

Il video del singolo “Soon To Be Dead” nasce da una vostra idea?

Sì, “Soon to be Dead” racconta una storia molto precisa, perciò definire il videoclip è stato, tutto sommato, abbastanza semplice. Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con Davide Casagrande (che attualmente sta lavorando come regista in Danimarca) per la realizzazione del video: indubbiamente anche lui ha avuto un ruolo chiave nel prodotto finale, aiutandoci a definire tutto nei minimi dettagli, e il risultato ottenuto è stato stupendo.

Quando e come nascono i Final Stage?

I Final Stage nascono il 19 gennaio 2020, a Concordia Sagittaria (VE). La band è nata quando eravamo molto giovani (il più piccolo di noi aveva 12 anni), quindi il nostro intento iniziale era semplicemente quello di suonare dal vivo come le band con cui siamo cresciuti, replicando i loro pezzi. Poi nel 2020 è arrivata la pandemia, che ci ha confinato in casa: la nostra voglia di fare musica era tanta, così abbiamo provato ad intraprendere la strada della scrittura e da lì è partito tutto. Abbiamo rifinito prima il nostro scopo comunicativo e poi il nostro stile musicale, fino ad arrivare al risultato attuale, del quale siamo estremamente fieri e soddisfatti.

Avete già alle spalle vari concerti anche al di fuori dell’Italia, cosa vi portate dentro di quell’esperienza e avete notato differenze nell’attenzione verso un gruppo giovane come il vostro tra il pubblico italiano e quello di altri paesi?

I ricordi che si creano in esperienze come i tour sono difficili da spiegare a parole. Con le altre band e i membri dello staff eravamo diventati praticamente una grande famiglia, in cui tutti si davano una mano in ogni momento, per portare ogni sera lo show migliore possibile al pubblico. Sicuramente se la nostra esperienza è stata così positiva lo dobbiamo alle band che ci hanno accompagnato: Eleine e Klogr.

Per quanto riguarda il pubblico, all’estero hanno una cultura molto diversa della nostra. Vieni trattato come un’artista e supportato anche nei momenti complicati: se si presenta qualsiasi problema tecnico durante la serata, puoi stare certo che il pubblico non solo continuerà a incitarti, ma inizierà a cantare ancora più forte. In Italia il pubblico mainstream tende ad essere più critico verso i musicisti anche se, spezzando una lancia in favore del nostro paese, nella community che abbiamo visto e conosciuto finora abbiamo trovato un ambiente molto accogliente, pieno di belle persone. Siamo indubbiamente molto fortunati e molto grati per questo.

In estate affiancherete i Vindicta, che rapporti avete con quella band e cosa vi accomuna?

Vindicta è un progetto di rinascita, che si è ribellato ad una situazione opprimente per preservare la propria passione: esattamente l’ideale in cui crediamo. Sapere che di fronte ai problemi si può trovare una soluzione, che si può scegliere di alzarsi e combattere è un valore importante da mostrare, ragion per cui siamo molto fieri di essere stati scegli per prendere parte a questo tour.

Qual è il vostro sogno artistico più grande?

Un grande festival, i nomi sono i soliti: Wacken Open Air, Download Fest, Rock am Ring ecc. Arrivare con la propria musica davanti a decine di migliaia di persone, per giunta suonando insieme ad alcune delle band più importanti della storia della musica, è il grande sogno che speriamo di poter realizzare un giorno.

Una volta terminato quel tour quali saranno i vostri progetti musicali?

Dopo il tour inizieremo a lavorare al prossimo album. Abbiamo ancora molte cose da dire quindi, mentre continueremo a spingere con “Answers for Nobody”, nelle retrovie ci metteremo al lavoro per della nuova musica.

Grazie per il tuo tempo, ti lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferisci.

Grazie ancora per averci dato questa opportunità! È sempre un onore poter parlare della nostra musica in questi contesti. Un saluto a tutti i lettori, vi aspettiamo presto ai nostri concerti e non vediamo l’ora di conoscervi tutti!

MARCO PRITONI

Band:

Giorgia Romanin – voci

Andrea Zilli – chitarra e voce

Mattia Papapietro – basso e voce

Davide Romanin – batteria e voce

https://www.facebook.com/FinalStageRockbandd
https://www.instagram.com/finalstage_official/