ERISU – Intervista alla band che presenta il singolo “Ghost of Ninive”
In occasione dell’uscita del nuovo singolo “Ghost of Ninive”, ho avuto il piacere di intervistare nuovamente le ERISU, che nascono nel 2020 in Italia inizialmente come compagnia teatrale temporanea per portare in scena l’Act “The Secret Event”. In esso le artiste si rifanno alla mitologia pre istorica e fondono sonorità moderne con melodie e canti in lingua sumera. I membri attuali del progetto ERISU sono Ninlìl, Nenlù, NunRim che traggono i loro nomi da antiche divinità Sumere, vocalmente fanno un caratteristico utilizzo delle armonizzazioni che unite all’inedito suono della lingua Sumera creano affascinanti suggestioni nell’ ascoltatore. Tutti i membri di ERISU sono musiciste e suonano altri strumenti che utilizzano per comporre e produrre linee musicali anche se in live le Artiste preferiscono concentrarsi sulla fase vocale.
Ciao e bentornate su Tuttorock, “Ghost of Ninive” è il vostro nuovo singolo, da me molto apprezzato, come sta andando sia a livello di ascolti che di accoglienza da parte dei vostri fan?
Ciao Marco, grazie mille per l’invito! Ci fa molto piacere che il singolo ti piaccia. Ghost Of Ninive per noi è un singolo molto importante poiché trattasi di un punto di arrivo e un punto di partenza contemporaneamente. Siamo grate della risonanza che sta avendo, soprattutto su YouTube, e siamo contente del fatto che i nostri fan fossero pronti ad accogliere nuova musica!
Le antiche Dee sono le protagoniste di questo brano, cosa rappresentano per voi?
Le antiche dee sono le protagoniste di questo brano, ma non di una storia a lieto fine. Ghost of Ninive racconta della distruzione e della dominazione di Babilonia da parte degli Assiri guidati dalle armate del re Assurbanipal.
Babilonia era una città prospera che prediligeva il femminino sacro all’interno delle sue verità, mentre gli Assiri erano un popolo votato al maschile, alla guerra, alla conquista. Con la caduta di Babilonia le divinità maschili si sostituirono a quelle femminili, perpetuando un credo maschile fino ai giorni nostri.
Noi siamo la memoria di quella tragedia, della coalizione che abbiamo guidato fino alla fine nonostante la sconfitta. Ghost of Ninive è per noi un canto che racchiude sofferenza, sangue e impotenza. Ninive è un punto di caduta, ma la deità femminile non è persa per sempre, continuiamo ad esistere nella memoria di coloro che ricordano, e siamo ancora evocabili attraverso i nostri nomi, che nel brano si ripetono più volte come un anthem.
Le dee sono ancora presenti, se evocate, e sempre lo saranno.
Un piazzale di una rocca e uno spazio privo di riferimenti, l’idea del video è vostra?
Certamente. L’idea nasce dalla volontà di unire due luoghi collocati in punti diversi dello spazio e del tempo. Mura e fuoco richiamano elementi concreti di battaglia, mentre l’assenza di riferimenti crea uno spazio in cui le dee femminili vengono marginalizzate e poste distanti dal credo degli uomini. Luca Rapuzzi, regista del video, ha brillantemente sposato questo concetto e insieme siamo riusciti a dargli vita.
Dal punto di vista della struttura musicale, questa volta trovano molto spazio le tastiere, una scelta che ripeterete in futuro?
Ci piace molto sperimentare sonorità differenti, talvolta più folkloristiche e talvolta – come in questo caso – più moderne ed elettroniche: l’arte è una continua evoluzione dell’essere e questo concetto si adatta anche al nostro desiderio di portare sempre musica nuova. Certo, le tastiere hanno uno spazio molto importante in “Ghost Of Ninive”: sono state scritte e suonate da Fabrizio Simoncioni, musicista, tastierista e produttore d’eccellenza con cui siamo molto onorate di poter lavorare. Con lui si è creata una straordinaria sinergia sui suoni sulla visione dei brani, oltre che a livello personale.
Continuerete ad utilizzare la lingua sumera per i vostri testi o sperimenterete altre lingue antiche?
La lingua sumera è al cuore del nostro concept ed i testi attingeranno sempre principalmente da lì. Tuttavia, niente ci vieta di comunicare anche attraverso altre lingue.
Sono ormai passati quasi due anni dalla nostra precedente chiacchierata, nel frattempo avete portato il vostro spettacolo su molti palchi, cosa vi portate dentro di questi concerti?
Performare in concerto è sempre la soddisfazione massima di un artista: questo porta con sé ricordi, esperienze e interazioni bellissime, ma soprattutto anime di nuovi fedeli.
Qual è il vostro più grande sogno artistico?
Che il nostro credo possa trovare sempre terreno fertile e prosperare.
Pubblicherete altri singoli a breve?
Silentium servat quod miratio revelabit.
Grazie mille anche questa volta per il vostro tempo, vi lascio come sempre piena libertà per chiudere questa intervista.
Grazie a voi, e a tutti i lettori che sono arrivati fin qui. Ghost Of Ninive è disponibile su tutte le piattaforme streaming e invitiamo all’ascolto chi ancora non ci conosce!
A Eris
MARCO PRITONI
Sono nato ad Imola nel 1979, la musica ha iniziato a far parte della mia vita da subito, grazie ai miei genitori che ascoltavano veramente di tutto. Appassionato anche di sport (da spettatore, non da praticante), suono il piano, il basso e la chitarra, scrivo report e recensioni e faccio interviste ad artisti italiani ed internazionali per Tuttorock per cui ho iniziato a collaborare grazie ad un incontro fortuito con Maurizio Donini durante un concerto.




