EP “WINTER MOON” – Intervista alla band HI.KU
È appena uscito l’ep Winter Moon della band catanese hi•ku, preannunciato dall’uscita dell’omonimo singolo e video.
Winter Moon è l’incontro tra istinto e algoritmo.
Un equilibrio fragile tra cuore e macchina, dove l’umanità resiste e si trasforma dentro una nuova dimensione ibrida. Scritto, prodotto e vissuto interamente a Catania, Winter Moon è composto da quattro brani che fondono elettronica synth wave a elementi dark e cinematici.
I testi ispirati dagli Haiku giapponesi ricercano costantemente il racconto di un’emozione, di una sensazione collocabile esclusivamente nella memoria, fuori da ogni luogo fisico. Su una chiara e solida matrice anni ‘80, suoni e melodie si intrecciano per togliere la terra sotto i piedi. La voce non urla mai né si vergogna di esprimere i sentimenti che ci rendono umani. Il brano che dà il titolo all’Ep è prodotto da Phunkadelica.
La stessa idea di dare in produzione il brano più “rarefatto e romantico” a un producer House spiega come la visione della musica in Winter Moon sia attratta dal paradosso, dalla volontà di vedere le cose da un punto di vista diametralmente opposto.
Credits
Registrato e mixato al Buddy Sound Studio di San Giovanni La Punta (CT)
Prodotto da Mancuzo & Beardthisup
“Winter Moon” prodotta e mixata da Phunkadelica (aka Luca Marano)
Cover by Francesco Bauso “Negative Crypt Art”
BIO
Servono solo 17 sillabe per raccontare una storia.
hi•ku è la suggestione di una luna limpida nel cielo.
hi•ku è l’autunno che volge al termine.
hi•ku è l’immagine di un ricordo sbiadito.
“Haiku” è un genere poetico della letteratura giapponese, essenziale ma potente.
Gli hi•ku nascono a Catania nel 2022 come una poesia dal mood malinconico e romantico di una una futuristica e decadente neo-Tokyo, piovosa e illuminata dalle insegne al neon. La loro musica sembra dialogare con l’anima dark degli She Wants Revenge, la synth-wave dei Depeche Mode, con rimandi ai Massive Attack, contaminata da elementi moderni electro-pop in stile The Weeknd e Daft Punk.
Synthwave, sperimentazione rock e anima pop.
On the stage nel 2023 per Rocketta Summer Live e opening band per Lo Straniero (Tempesta Records), in tour per promuovere il primo singolo “Hiding Place” pubblicato nel gennaio 2025 e accolto calorosamente da webzine e riviste di settore.
Gli hi•ku sono la voce di Gianluca Montagna (Soundmachine, Before We Die, A Modern Way To Die, Polosid), il basso e il synth di Federico Mancuso (Introversia, a Thousand Plans) e la chitarra e il synth di Marco Spalletta (Lyrical Cross, Los Mohicanos).
Facebook: https://www.facebook.com/hi.ku.band
Instagram: https://www.instagram.com/hi.ku.band
Contatto stampa – Simona Cantelmi
Per l’occasione li abbiamo intervistati.
Benvenuti agli hi•ku. Per la precisione si pronuncia hai-ku. Da dove deriva il significato di questo termine giapponese?
Il nome hi•ku nasce da un gioco di rimandi agli haiku giapponesi, brevi componimenti poetici capaci di racchiudere immagini, emozioni e istanti in poche parole. Pur non richiamandosi rigidamente alla forma tradizionale, il progetto ne condivide lo spirito: nei nostri testi c’è una costante ricerca dell’emozione e della sensazione, di qualcosa che esiste soprattutto nella memoria e nell’esperienza personale, più che in un luogo fisico preciso.
Questo EP, “Winter Moon”, ha 4 tracce. Di cosa trattano i temi e fra i brani c’è un filo che li accomuna?
“Winter Moon” ruota attorno a una domanda molto semplice: cosa ci rende davvero vivi?
I brani dell’EP raccontano quella lotta quotidiana che ci porta a cercare sensazioni autentiche e, allo stesso tempo, a respingerle per inseguire qualcosa che spesso non ci serve, ma che continuiamo a desiderare. È una contraddizione profondamente umana, forse inevitabile.
Viviamo in un’epoca in cui la tecnologia rende tutto più rapido e accessibile, ma non potrà mai sostituire certe esperienze essenziali: il calore improvviso di un raggio di sole sulla pelle quando abbiamo freddo, un ricordo sbiadito che riaffiora senza una ragione precisa, o quelle intuizioni irrazionali che finiscono per guidare il nostro intero percorso.
Questo è il filo che lega le quattro tracce: la ricerca di ciò che resta autenticamente umano in un mondo sempre più artificiale.
Gli hi•ku producono musica con le macchine, ma continuano ostinatamente a cercare sensazioni.
Forse è questa la sintesi migliore del progetto: struttura complessa, melodia semplice.
Il genere che traspare dall’ascolto dei pezzi è un tappeto di elettronica anni ’80 e sfumature dark. Come avete scelto di concentrarvi su questo tipo di sound?
Come molte band, siamo prima di tutto un gruppo di amici che ha deciso di scrivere musica insieme.
La particolarità degli hi•ku è che abbiamo scelto di esplorare un universo musicale che inizialmente apparteneva soprattutto a Gianluca, autore dei testi e della voce del progetto. Da lì è iniziato un percorso di contaminazione reciproca: trovare una direzione sonora capace di rappresentare tre sensibilità molto diverse è stata una sfida tanto complessa quanto divertente.
Siete un trio di voce, basso e synth e chitarra e synth. Dai vostri background musicali come siete arrivati a fondervi in questo interessante progetto?
Le influenze che convivono nella band arrivano da mondi apparentemente lontanissimi tra loro, e forse è proprio questo che ha contribuito a definire il nostro suono. Ci piace pensare che gli hi•ku siano il risultato dell’incontro tra percorsi musicali differenti che hanno trovato un linguaggio comune.
In fondo, ascoltando i nostri brani, direste mai che molte delle strumentali sono state scritte da un amante del funk e del soul e da un metallaro?
Il videoclip della title track è un anime giapponese. Come è nata l’idea e come è avvenuta la produzione grafica?
Il videoclip di “Winter Moon” è stato realizzato interamente attraverso strumenti di intelligenza artificiale. L’idea era quella di creare il finto ending di un anime mai esistito, ma che allo stesso tempo desse la sensazione di appartenere alla memoria collettiva di chi è cresciuto con l’animazione giapponese.
In un certo senso potrebbe sembrare l’anime definitivo, perché raccoglie e rielabora elementi provenienti da decenni di immaginario condiviso. Eppure non può esserlo davvero, perché manca ciò che rende speciali certe opere: i ricordi personali, l’emozione della scoperta, i pomeriggi passati davanti alla televisione, la condivisione con gli amici e la famiglia.
Ci affascinava anche il paradosso che emerge da tutto questo. Molti anime e opere di fantascienza degli anni ’80 immaginavano futuri distopici e tecnologici, invitandoci a non perdere la nostra umanità. Oggi che quel futuro è in parte diventato realtà, rischiamo di comportarci sempre più come macchine, dimenticando proprio quel messaggio che quelle opere cercavano di trasmetterci.
Progetti per questo 2026?
Abbiamo appena concluso il lavoro di scrittura e produzione dei brani che faranno parte del nostro primo album.
L’obiettivo per il 2026 è riuscire a pubblicarlo entro la fine dell’anno e, soprattutto, portarlo dal vivo il più possibile. Dopo mesi passati a costruire questo nuovo capitolo, siamo curiosi di vedere come queste canzoni cambieranno una volta uscite dallo studio e incontreranno il pubblico.
Nei prossimi mesi saremo quindi impegnati nella preparazione dell’uscita del disco e nell’organizzazione dei concerti che accompagneranno questo percorso.
Grazie agli hi•ku per il tempo e buona musica!
Grazie a voi per lo spazio e per l’ascolto. Ci vediamo sotto una Winter Moon.
Gli hi•ku sono la voce di Gianluca Montagna (Soundmachine, Before We Die, A Modern Way To Die, Polosid), il basso e il synth di Federico Mancuso (Introversia, a Thousand Plans) e la chitarra e il synth di Marco Spalletta (Lyrical Cross, Los Mohicanos).
LINK
Winter Moon video: https://youtu.be/UFvnSEzU–0
Link alle piattaforme: https://hypeddit.com/ium60f
Spotify: https://open.spotify.com/album/6OvWuEkVuKaHmC7Hf8oDqW?si=jzzi1s6sRl6cX-Oq6l1x7A
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Contatto stampa
Simona Cantelmi
Sono nato a Lugo nel 1978, da sempre appassionato della musica in tutte le sue sfumature. Suono da diversi anni la chitarra, e il mio genere preferito è il rock, in tutte le declinazioni. Collaboro da Ottobre 2024 con Tuttorock, per recensioni e interviste. E per questo spero che sarà sempre e solo un crescendo della testata. Stay tuned!




