ELLA RED – It’s no real
Nel panorama pop contemporaneo, saturo di produzioni impeccabili ma spesso prive di identità, il debutto di Ella Red arriva con l’ambizione di lasciare un segno preciso. It’s Not Real non è soltanto una raccolta di canzoni alt-pop: è un diario emotivo trasformato in suono, un viaggio tra vulnerabilità, rabbia, desiderio e disillusione. La giovane artista costruisce un immaginario che oscilla costantemente tra luce e ombra. Fin dall’opener “Parasite”, l’atmosfera è chiara: pianoforte inquieto, tensione crescente e una voce che alterna fragilità e controllo. Ella Red sembra voler trascinare l’ascoltatore dentro i propri pensieri più disturbanti, senza filtri né compromessi. È un approccio che colpisce per intensità e che diventa la vera cifra del disco.
Il cuore dell’album sta nella sua dualità: da un lato il gusto per melodie immediate e hook accattivanti, dall’altro una scrittura che non cerca mai la consolazione facile. “Ball and Chain” e “Party Animal” mostrano la sua anima più accessibile e ritmica, flirtando con synth-pop e dance-pop, mentre brani come “Funeral” e “Religion” scavano molto più a fondo, portando in primo piano ossessioni esistenziali, senso di colpa e bisogno di redenzione. Tra i momenti più forti spicca senza dubbio “He Asked For It”, brano feroce e provocatorio che ribalta narrativamente la retorica tossica del victim blaming. Qui Ella Red tira fuori il lato più tagliente della propria scrittura: sarcastica, rabbiosa, teatrale. È probabilmente il pezzo che meglio rappresenta la sua personalità artistica—sfrontata ma mai gratuita. Dal punto di vista sonoro, It’s Not Real rivela influenze riconoscibili—da Billie Eilish a Lady Gaga, passando per certe atmosfere da pop gotico contemporaneo—ma Ella Red evita di risultare una semplice derivazione. Certo, non tutto funziona allo stesso livello: nella parte centrale del disco alcuni brani finiscono per assomigliarsi troppo, e l’insistenza su un’intensità emotiva costante rischia talvolta di appiattire la dinamica complessiva. Eppure, anche nei momenti meno ispirati, emerge una qualità difficile da ignorare: Ella Red crede profondamente in ciò che canta. E questa sincerità, oggi, vale moltissimo. La title track “It’s Not Real” chiude il disco come una confessione sospesa tra sogno e crollo. È il manifesto dell’intero album: la sensazione di vivere in una realtà distorta, dove identità, percezione e relazioni sembrano sfuggire continuamente di mano. Una chiusura coerente per un lavoro che fa della tensione psicologica il proprio motore.
Con It’s Not Real, Ella Red firma un debutto coraggioso e già sorprendentemente maturo. Non reinventa il genere, ma dimostra di possedere una visione artistica forte, una scrittura incisiva e una presenza emotiva rara. Se questo è solo l’inizio, il futuro potrebbe riservarle uno spazio importante nel nuovo alt-pop internazionale.
MAURIZIO DONINI
Tracklist:
1 Black Cauldron 3:27
2 Pray the Devil back to Hell 2:22
3 Day at the soccer fields 2:21
4 Bloodline 3:00
5 A Foreshadowing 1:52
6 Little by Little 2:34
7 Old Fort Steel Trail 2:29
8 Whose face am I 2:15
9 Running Boy 3:35
10 Field Song. 2:19
11 Somewhere down in Georgia 2:57
12 Oh Wide World 2:59
13 Code of many colors 1:35
14 Heavy Foot 2:25
15 Infinite Pines 3:31
16 Where the mountain meets the sea 3:10
Credits:
Pubblicazione: 9 gennaio 2026
Label: Nettwerk Music Group – Bertus
Band:
Ella Red
ellared.com
www.youtube.com/@ellared
instagram.com/ellared
linktr.ee/ellaredmusic
CEO & Founder di TuttoRock - Supervisore Informatico, Redattore della sezione Europa in un quotidiano, Opinionist in vari blog, dopo varie esperienze in numerose webzine musicali, stanco dei recinti mentali e di genere, ho deciso di fondare un luogo ove riunire Musica, Arte, Cultura, Idee.




