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Disco Club Paradiso – Ansia d’amare

Disco Club Paradiso – Ansia d’amare

Dopo la partecipazione a Sanremo Giovani 2025 e la pubblicazione del singolo “Chiara”, i Disco Club Paradiso tornano a fare nuova (e divertente) musica: è uscito il 5 giugno per Artist First il nuovo album “Ansia d’amare”. La band emiliana, nata sui banchi di scuola della provincia bolognese e formata dal cantante Leonardo Bergonzini (Leo Bi), dal sassofonista Giacomo Semenzato (Jacky Sax) e dal chitarrista Simone Murineddu (Murri), ha costruito la propria identità lì dove ha piantato radici, prima di raggiungere il grande pubblico con la partecipazione a X Factor nel 2022. Dopo l’album d’esordio del 2024, “Come smettere con l’università”, e alcuni singoli di passaggio, la vetrina sanremese – brillantata dal brano “Mademoiselle”, che unisce funky-dance alla The Kolors a un titolo decisamente molto “annalisiano” – ha spianato la strada a questo nuovo capitolo discografico.
Il lavoro prova a sviscerare le inquietudini quotidiane (amore, amore, ancora amore…) e i mutamenti emotivi di una generazione di giovanissimi, utilizzando una chiave ironica e leggera – vera cifra distintiva della band – come filtro narrativo principale. La produzione è pulita e funzionale, tarata per “fare il suo”: omologarsi a una struttura dance-pop in grado di confezionare brani immediati, tanto orecchiabili quanto ripetitivi, chiaramente pensati per trascinare le mani e il fondoschiena del pubblico nella dimensione live.
“Ansia d’amare” si muove sui binari già percorsi della nuova scena italiana, oscillando con furbizia tra intuizioni radiofoniche e momenti di buona introspezione (godibile in tal senso “Walking Dead”, unica ballad del disco arricchita dal contributo in barre del rapper Vybes, anch’egli illuminato dalle luci della ribalta di un talent show, Amici), pur senza stravolgere i rigidissimi canoni del genere.
Nelle otto tracce della tracklist – “Ansia d’amare”, “Chiara”, “Funky forse”, “Tuttapposto”, “Mademoiselle”, “Walking Dead” (ft. Vybes), “Solito Disco Club”, “America” – si avverte l’influenza estetica dei moderni collettivi urban-pop, con in testa i bnkr44, che concede spazio a ritornelli ariosi più vicini al pop ammiccante di Alfa. Da questo tipo di reference, però, i Disco Club Paradiso sono bravi a cambiare pelle – senza snaturarsi mai – in brani come “Chiara” (tanto si sente dei The Kolors, forse troppo?) o “Tuttapposto” (sia santificato Dargen D’Amico e la sua cassa dritta). A questa impronta melodica copiata e incollata (bene) si affianca una prorompente componente ritmica che strizza l’occhio al funky-dance reso celebre da Stash e compagni, evidente in tracce come “Funky forse” o “Solito Disco Club”.
Emerge con assoluta prepotenza la vera gemma del disco, ovvero la già citata “Walking Dead”. Questo brano rappresenta il vertice qualitativo dell’intera produzione, l’episodio in cui la band esprime un pop più raffinato e maturo. L’atmosfera si fa più cupa (dopotutto di zombie si parla…), la scrittura si asciuga e il contrasto tra l’ansia del testo – i non-morti come metafora delle relazioni tossiche – e l’eleganza dell’arrangiamento crea un magnetismo che spicca. Insomma, il brano dimostra che i tre giovani bolognesi possiedono anche vena autoriale e una certa sensibilità, capace di andare oltre la semplice canzonetta estiva.
Quello dei Disco Club Paradiso, comunque, è un pop solido e ottimamente prodotto, fatto di bassi vibranti, groove gommosi e una voce impeccabile e super-catchy: tutti elementi che puntano dritto alla pista da ballo, mantenendo una confezione formale ben curata.
La nota parzialmente fuori fuoco di questo lavoro complessivo è l’utilizzo scriteriato del sax. Sebbene sia l’indiscussa colonna portante della cifra stilistica dei Disco Club Paradiso, il suo inserimento così continuo e marcato rischia – a tratti – di appesantire i pezzi. E soprattutto di trasformare brani così freschi in un repêchage anacronistico di sax-house di inizio Duemila, associato a tormentati tormentoni che speravamo di aver dimenticato (Alexandra Stan, Guru Josh Project e Alex Gaudino rievocano in voi fantasmi del passato?). Un retrogusto vintage che sicuramente farà la gioia degli amanti della dance nostalgica, ma che al tempo stesso smorza – in parte – la freschezza urban e pop del trio. Non condanniamo il sax in quanto tale: soltanto il suo utilizzo da dancefloor fuori tempo massimo.
“Ansia d’amare” resta comunque un disco sincero nella sua leggerezza, un po’ monotematico ma suonato con energia travolgente e buona dose di simpatia. La band ha talento, eccome, e il pedigree lo conferma. Tutto il resto è noia, diceva qualcuno. O semplice gusto personale.

Francesco Giro

Tracklist:

Ansia d’amare
Chiara
Funky forse
Tuttapposto
Mademoiselle
Walking Dead (feat. Vybes)
Solito Disco Club
America

Tour:

20 giugno — “Festa della Musica” – Buccinasco

21 giugno — Overtime Festival – Venezia Mestre

24 giugno — “Vistamare” – Bologna

10 luglio — “El Sol Journey” – Treviso

30 Agosto – Medolla Beer Festival – Medolla 

13 settembre – Funky Food Festival – San Lazzaro di Savena

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