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THE DARKNESS op. Noise Pollution “Settembre Prato è Spettacolo” – Live @ Piazza Duomo, Prat …

THE DARKNESS op. Noise Pollution “Settembre Prato è Spettacolo” – Live @ Piazza Duomo, Prat …

L’opening della serata è affidato ai Noise Pollution per la terza volta assieme alla band degli  Hawkins brothers. Al centro della setlist l’ultimo album prodotto Unreal, un concentrato di metal duro e tagliente suonato ed interpretato con la consueta maestria. Il risultato è di alto livello, l’impatto è notevole ed accende la bellissima Piazza Duomo che va man mano riempiendosi. Una band che non ha bisogno di conferme per attestarne la validità e la forza, Amedeo e compagni sono una garanzia di splendido metallo lucente.

Band:
Amedeo ‘Ame’ Mongiorgi – vocals
Tony Cristiano – guitar
John ‘Line’ Virzì – guitar/vocals
Lorenzo ‘Wynny’ Magni – bass/vocals
Chris ‘Labo’ Albante – drums
 
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La band, capitanata da Justin Hawkins vanta una storia che attraversa tutti gli anni 2000 ed ha il grande merito di aver ridato vigore alla scena hard rock britannica, ispirandosi a gruppi storici come Led ZeppelinT-RexThe QueenVan Halen senza rinunciare alla freschezza delle ballate pop, accontentando così nostalgici e non. Fin dagli esordi i Darkness hanno saputo distinguersi ed emergere: le tutine attillate, i pantaloni a zampa, i lunghi assoli di chitarra e l’inconfondibile ed acutissimo falsetto del cantante sono subito diventati i tratti distintivi di una band destinata al successo.  Dopo averli visti ad Imola schiacciati dal sovrappeso di Axel ed accecati dal Sole, eccoli come, giustamente, headliner, nella notte di fine agosto a tenere il palco di questa bellissima manifestazione che chiude l’estate rock toscana.
 
Piazza del Duomo è piena per l’ingresso sul palco della band, lasciate tutine colorate e pantaloni a zampa di elefante tra i residui del passato, Justin è vestito attillato per la gioia delle tante fans. Una pioggia di coriandoli incendia la lunga notte rock dei The Darkness, ed è subito un diluvio di schitarrate, di istrionismo, di reggiseni lanciati sul palco. Justin li raccoglie e li appende all’asta del microfono, ma alla conta sono ‘solo’ 9, evidentemente amante dei numeri pari, vuole arrivare a 10, “one mora bra, one mora bra” si rivolge il singer alla platea, ben presto premiato da qualche gentile signorina. Ora il live può proseguire lungo la lunga strada del rock, una via che per questo gruppo è stata costellata di gioie e dolori, ma stasera sono tutti in forma smagliante.
 
Travolgente la verve di Justin, con una setlist che racchiude tutto il meglio della carriera, pescando a piene mani dallo storico Permission to land, l’album di maggior successo, ben 9 sono i pezzi tratti, da Friday night alla micidiale I Believe in a Thing Called Love che chiude il concerto. In mezzo trova spazio per bene l’ultimo lavoro, Pinewood smile, ed altre schegge della storia, come l’immancabile eterna One way ticket. Justin è un frontman da paura, incanta e guida, con la sua voce in falsetto  che modula a piacimento giocando con il pubblico ed esibendosi in pezzi di rock purissimo. Vero che la band viene inserita nel filone glam, ma la potenza non gli manca, quando si lasciano andare a jammare tra un cambio di abito e l’altro di Justin, i toni diventano decisamenti più duri ed interessanti. Cambi d’abito che arrivano a lasciare un in formissima frontman in calzoncini corti per il bis, ma per tutto il live lo spettacolo è superlativo, abilissimo con la chitarra oltre che a cantare, Justin è ottimamente supportato dalle corde del fratello Daniel e dal basso di Poullain, mentre Taylor alla batteria è un drummer di altissima qualità. Non accontentandosi dello stage diving, Justin decide anche di mettersi a cavalcioni di un roadie e farsi un giro per la piazza cantando e suonando la chitarra. Difficile trovare un connubio così perfetto tra lo ‘spettacolo’ e la ‘musica’, il risultato del  live è una immagine da portarsi dietro come ricordo dell’estate, un live che dimostra uno stato di forma esponenziale della band che ha dato vita ad una serata di assoluto valore.
 
MAURIZIO DONINI
Photoset by ANDREA NASCETTI
 
Credits: si ringrazia Silvia Bacci Ufficio Stampa per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.
Setlist:
Solid Gold
Growing on Me
Open Fire
Love Is Only a Feeling
Japanese Prisoner of Love
Black Shuck
Southern Trains
One Way Ticket
Barbarian
Friday Night
Every Inch of You
Buccaneers of Hispaniola
Stuck in a Rut
Givin’ Up
Get Your Hands Off My Woman
I Believe in a Thing Called Love
Encore:
Love on the Rocks With No Ice
 
Formazione:    
Justin Hawkins voce, chitarra, tastiera
Daniel Hawkins – chitarra 
Frankie Poullain – basso 
Rufus Taylor – batteria 

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