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The Aristocrats “Tres Caballeros World Tour” – Live @ Zsa Zsa Palermo 14 …

The Aristocrats “Tres Caballeros World Tour” – Live @ Zsa Zsa Palermo 14 …

Prendi una sera a Palermo… e lascia che il tempo scorra fra le imprendibili note degli Aristocrats.
Quanti come noi ieri sera hanno avuto il privilegio e l’occasione di essere presenti allo Zsa Zsa MonAmour, difficilmente sapranno parlarvi di questo concerto senza usare parole quali “stupefacente, incredibile, potente, imperdibile, spettacolare”.
Ma andiamo con ordine, sono circa le 22.15 del giorno di San Valentino quando sul tappeto sonoro di Fiesta dei Ween, fanno finalmente il loro ingresso The Aristocrats. Guthrie Govan il chitarrista inglese (all’attivo con Steven Wilson), Marco Minnemann il batterista tedesco (Joe Satriani, Paul Gilber) e Bryan Beller il bassista statunitense (Dethklok, Joe Satriani).
Questi tre “aristocratici” salgono sul palco come fossero nostri amici di vecchia data e trasmettono subito a tutti quella familiarità e quell’ironia di chi scherza con noi da tempo.
Ma non c’è tempo per le chiacchiere adesso, il concerto inizia con Stupid 7 (pezzo firmato da Minneman ) un riff coinvolgente che alterna la forza del metal ad un incessante vortice di cambi di tempo e magie sonore di Govan (riproducendo con la sua chitarra il suono di un vecchio Minimoong). C’è giusto il tempo di un saluto prima che il Jack di Govan faccia ritorno, ed è la volta di  Jack’s back  più dinoccolato e furtivo di come ce lo presentò nel 2011, ma riconosciamo il suo mood e lo accogliamo con gioia.
Cosa si nasconde dietro ad ogni pezzo degli Aristocrats è Beller a spiegarcelo indossando il suo cappello da texano. E’ il primo fra i tre a prendere il microfono e a lasciarsi andare al racconto di simpatici aneddoti al limite dell’imbarazzante. La storia, che qui non vi sveleremo, sembra d’un tratto più completa quando ascoltiamo le note di Texas Crazypants.  La chitarra di Govan si fa subito incandescente come l’arida terra del Texas e scappiamo inseguiti dal pressante ritmo di questi “crazypants”!
Prendiamo il respiro con Pressure Relief,  ci lasciamo coinvolgere dall’atmosfera morbida e sognate costruita da Minneman. E’ un discorso a due questo fra Minneman e Govan, qui Beller si fa quasi un po’ da parte, supportando la “conversazione” con il suo ritmo discreto.
Govan torna a raccontarci di Culture Clash, e il suo merito più grande è di esprimere perfettamente con la sua musica l’irrequietezza, la diversità ed il conflitto, tutto attraverso le note, tante note, un quantitativo veramente incredibile, che però non risultano mai essere troppe.
Poi è il turno di  Louisville Stomp l’animo country-rock, vivace e saltellante coinvolge il pubblico, ancora una volta Govan ci mostra il suo animo poliedrico ed irrequieto. Ma credere che Govan voglia tenere il palco tutto per se sarebbe un errore, il pezzo ci regala uno scoppiettante duetto di batteria a basso per poi risalire in cattedra e stendere tutti con le sue velocissime note. Irraggiungibile Govan!
Non servono parole per il pezzo che segue, il boato del gremito pubblico dello ZsaZsa esplode al “dolce” grugnito del maialino di gomma, segno che è il turno di  Pig’s Day Off.  Il tema rilassante dai forti connotati blues, prevalgono sull’ironia del piccolo amico gommoso. Mi viene in mente una frase letta qualche tempo fa che descrive perfettamente quello che avviene per questo pezzo così come per gli altri “Govan è così avanti che può suonare qualsiasi cosa, anche in background ed esserne comunque il protagonista…” non posso aggiungere altro.
L’arida “sabbia” di Desert tornado trascina i nostri “Tres Caballeros” e noi con loro. Tutti, all’interno della sala veniamo pian piano spazzati via dalla forza del  “Tornado Minneman” che rimane solo sul palco a travolgere qualsiasi cosa con la sua forza inarrestabile.
Rimettiamoci subito in marcia! Questa volta è Beller a portarci con se, con il suo sound nostalgico alla Sergio Leone ma allo stesso tempo graffiato e surreale alla Tarantino, tutto sfide e polverosi duelli, spaghetti western, sigari e loschi individui trasudanti tequila, con la sua Smuggler’s Corridor. Ma a Beller è di larghe pretese stasera e vuole che il pubblico lo aiuti a rendere tutto “più Western”. Coinvolge tutti i presenti nel suo accattivante riff al suono di “Lala la la la….” e per di più in falsetto.
Il pubblico è tutto nelle loro mani quando gli Aristocrats vorrebbero lasciarlo al suono country del The Kentucky Meat Shower di Govan che con l’aiuto sapiente del basso di Beller tira le redini del per far frenare il carro della serata, facendo scorrere su tutto il pubblico questa “doccia”  frizzante di suoni.
Ma non può finire così, il pubblico ha ancora tante, troppe richieste e l’unico modo per accontentare tutti è chiamare a raccolta alcuni “ospiti” sul palco. Una dozzina di animali di gomma, maiali e pennuti vari, riempiono i piatti e le pelli di Minneman, un oca per Beller ed una per Govan, il palco è al completo per il saluto degli Aristocrats a Palermo con Get it Like That (diremmo noi, “animal release”).
Ma c’è ancora una sorpresa, e questa volta è il pubblico a farla ai Tres Caballeros… Lo stupore si dipinge nel volto di Beller quando scova fra la folla un giovane Gallus Sicano danzante (un fan con una maschera da gallo) i tre non riescono a trattenere le risate ed invitano lo sgallinato fan a salire sul palco e a dimenarsi insieme a loro.
Fra ironia, follia e gioia ci lasciano gli Aristocrats, con uno “Ciao Palermo, grazie!”.
The Aristocrats hanno proposto uno spettacolo semplice fatto di sola musica, tra nuovi e vecchi successi, in grado di regalare grandi emozioni senza l’ausilio di difficili parole.
A chi c’era rimane il segno di una serata unica a chi non c’era il compito di non farsene mai più scappare una.
Grazie alla MMI per aver portato a Palermo gli Aristocrats, grazie allo ZsaZsa per aver ospitato il concerto e grazie agli Aristocrats per averci fatti innamorare ancora una volta della loro musica.
See you soon…

Cecilia Vanella e Azzurra De Luca
Photoset Azzurra De Luca

 
Credits: si ringrazia il Modern Music Institute per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

Setlist:
Stupid 7
Jack’s Back
Texas Crazypants
Pressure Relief
Culture Clash
Louisville Stomp
Pig’s Day Off
Desert Tornado (with drum solo)
Smuggler’s Corridor
The Kentucky Meat Shower
Encore:
Get It Like That

Band:
Guthrie Govan – chitarra
Bryan Beller – basso
Marco Minnemann – batteria
 
http://the-aristocrats-band.com/about/
http://www.facebook.com/aristocratsband
http://www.twitter.com/acratsband
http://www.youtube.com/aristocratsbandboing

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