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THE 1975 – Live @ Estragon, Bologna 14-4-2016

THE 1975 – Live @ Estragon, Bologna 14-4-2016

La prima volta che ho ascoltato The 1975 mi hanno ricordato i Duran Duran, ma soprattutto vi ho sentito dentro tutto l’impegno profuso da quella “macchina da guerra” che è il music business, soprattutto anglosassone, per fare sì che questi ragazzini diventassero “the next big thing” (e lo confermano anche i tre tour-bus e due bilici parcheggiati oggi fuori dal locale – che neanche i Pink Floyd…). Il lavoro svolto è stato evidentemente buono perché questa sera l’Estragon è sold-out: pieno di giovanissimi – prevalentemente giovanissime – che attendono con palese trepidazione l’apparizione della band. Al loro primo passo sul palco esplode il delirio e la massa si trasforma in un tappeto luminoso di smartphone (che con i Duran Duran non c’erano).

Stiamo parlando di synth-pop con richiami a sonorità soul e funky, qualcuno ha tirato in ballo in qualche recensione anche il periodo “Fame” di David Bowie, ma eviterei paragoni irrispettosi. Un sound certamente piacevole e ben confezionato, anche se è evidente che non tutto ciò che si ascolta durante il concerto viene fuori dalla band, ma questo non è un problema per nessuno dei presenti. Va detto, a onor del vero, che i membri della band suonano sin da quando erano poco più che bambini e hanno compiuto tutta la trafila che fa la differenza tra dei musicisti e una boy-band costruita a tavolino (anche se a volte lo possono sembrare). In bilico tra totale leggerezza e impegno musicale per ora si divertono e si godono il successo iniziato da subito: il primo album omonimo uscito nel 2013 debutta nella classifica britannica in prima posizione, trainato dagli EP e dai singoli pubblicati l’anno precedente. Nel 2016 esce il secondo disco “I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It“, un titolo che sembra fare l’occhiolino alle fans, ma i cui testi parlano anche di droga, religione e patologie mentali, pur senza arrivare mai ad essere “pericolosi”. Il frontman Matt Healy, oggi ventiseienne, in una intervista al magazine NME ha detto “Voglio essere il rappresentante di questa generazione con il suo consumo non lineare di musica… voglio solo essere veramente moderno“. Non si sa se scherzasse, come fa sempre, ma c’è da credergli.

Finito il concerto, orde di genitori fuori dal locale o seduti in macchina in attesa dei figli tirano un sospiro di sollievo.

ANGELA ZOCCO

Credits: si ringrazia Vivo Concerti per la gentile disponibilità ed Estragon per la perfetta organizzazione dell’evento.

Band:
Matthew “Matty” Healy – voce, chitarra
Adam Hann – chitarra
George Daniel – batteria, cori
Ross MacDonald – basso
 
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