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SUZANNE VEGA – Live @ Bravo caffè Bologna 24-2-2014

SUZANNE VEGA – Live @ Bravo caffè Bologna 24-2-2014

Sono passati 2 anni dall’ultima volta di Suzanne Vega in Italia, cosa è cambiato da ottobre 2012 ad oggi? Due anni possono essere anche tanti per una cantautrice raffinata e geniale come Madame Vega, se l’ultima volta veniva con la quadrupla antologia Close-Up, oggi si presenta con un nuovo, splendido, album, Tales From The Real Of The Queen Of Pentacles

Un cambio di sound che rispecchia l’attuale condizione della magica singer, un ottimismo ed una pace interiore che sono una catarsi dai momenti difficili del passato. 

Nuove sonorità luminose e ricche nello studio album, arrangiamenti preziosi che abbagliano di luce, dai suoni minimalisti del passato ad un arcobaleno di note e sperimentazioni che proiettano il prodotto tra i possibili migliori 10 album del 2014. 

Ed ancora una volta si conferma il legame tra la cantautrice newyorkese e la location dove si esibisce, se il Ryman di Nashville è soprannominato “la chiesa madre della musica”, il Bravo Caffè , onnivora creatura musicale del perfetto anfitrione Max Cattoli, può, in virtù di ambienti raffinati e di un’acustica perfetta, aspirare a tale nomea in quel di Bologna. 

E’ tra le valve di questa accogliente conchiglia che troviamo una perla di rara bellezza come Lady Vega, lasciati ai loro impegni, per ovvi motivi di location, i Larry Campbell, i Tony Levin, e tutti i musicisti da studio, si presenta a noi accompagnata solo dal bravissimo chitarrista irlandese Gerry Leonard. Come sempre in questi casi, il nome potrà di per sé dire poco nel mondo mainstream, ma se lo uniamo ad artisti del calibro di David Bowie, Five For Fighting, Rufus Wainwright, per citarne alcuni, capiamo il valore di questo virtuoso del manico d’acero. 

Suzanne Vega prende posto al centro, maglia viola con giacca e pantaloni neri, colore che ritorna continuamente nei suoi testi, cappello a cilindro in testa, chitarra in mano, apre subito con la splendida Marlene On The Wall. Una ouverture che manda in visibilio il pubblico presente in massa sia dentro che fuori il locale. La forma della folk-singer appare subito luminescente, accordi perfetti con la chitarra di Leonard sempre presente con arpeggi e accompagnamento, vocalizzi senza una sbavatura, sentimenti ed emozioni sparati come diamanti sui fans, pare di vedere il poster dellaDietrich alle sue spalle.  I pezzi si susseguono con la cantante che alterna brani accompagnandosi con la chitarra acustica, ad altri dove la musica è lasciata nelle sapiente mani del fido Gerry e lei si concentra sulla voce. Cinque settimane di tour durissimo ci racconta, una chiusura d’eccezione che ha voluto fare con la data italiana al Bravo,  evidente suo luogo d’elezione. Fool’s Compliant irrompe con la forza del suo ritornello, “My card’s the Fool! The fool the fool”,  trascina il pubblico in un diluvio di battimani e cori che fanno da sentiero alla bellissima ed intensa Crack in the wall“Ognuno nella vita ha avuto un buco nel muro, ed è interessante guardarci dentro e vedere quello che c’è dietro”, anticipa prima della canzone la Vega, brani stupendi cantati in maniera superba alternati a pensieri intimi e profondi. 
Ci ricorda come sia cresciuta buddista, ma a volte legga anche la Bibbia, l’intro per Jacob And The Angel, dall’amore per la religione si passa alle canzoni composte a 18 anni per il primo ragazzo, per arrivare alla splendida Don’t Uncork What You Can’t Contain.
Il duo in scena ammanta questa canzone di un ritmo trascinante con tutto il pubblico a battere le mani come un unico coro di osanna. Cameo di gradimento per gli italiani, popolo che, a detta della Vega, ha il gusto del bere di qualità in contrasto con la Russia da cui proviene.

Le canzoni scorrono cristalline, gli arpeggi che solidificano la trama di In Liverpool creano arcobaleni di note che riempiono, se ma i ce ne fosse bisogno, l’aria del Bravo.Pezzi regalati all’atmosfera della serata, brani tutti da assaporare come Left Of Center“If you want me” è una voce unica che si alza dalla platea unendosi ai vocalizzi di Suzanne, un’interpretazione semplicemente sublime. 

I never wear white ci ricorda il ricorrente tema del nero nelle liriche e nei colori di scena di questa elegante ed inimitabile madre di tutte le cantautrici moderne. L’arrangiamento è ricco, fitto di dettagli e con la trama arricchita dalle corde tirate allo spasimo da mastro Leonard.  Siamo giunti al climax del concerto, “Questo tour è stato molto faticoso, ma sono felice di chiuderlo qui, a Bologna”   declama, poi scatena il finimondo attaccando la evergreen Luka che fa tremare il locale fin nelle fondamenta e seguendo a ruota con l’altra indimenticabile hit, Tom’s Diner. Ma siccome non siamo a NYC da Seinfeld, ma al Bravo Caffè di Bologna, in contemporanea con la mostra fotografica alla Ono Gallery che ricorda il suo amico Lou Reed, ecco esplodere a sorpresa il cameo di Walk on the wild side. Ad un pubblico oramai esausto e felice, ma che andrebbe ancora avanti, la Vega dona altre due chicche più quiete che portano il budget della serata a 20 tracce. 

Un concerto sontuoso, una esibizione che possiamo solo definire perfetta, una  setlist di quasi 2 ore per 20 brani che è un totale da fare invidia a gruppi ben più ricchi di componenti che non i due che si sono presentati sul palco del Bravo. Una finestra che spalanca le ante su una carriera trentennale costellata, come in tutte le storie, di alti e bassi, ma dove gli alti sono nettamente predominanti. Un nuovo album che dona nuova linfa alla raffinata eleganza di modo e stile che dovrebbe essere presa ad esempio da molte cantanti moderne tese più all’apparire che all’essere. La dimostrazione di come la musica, e solo la musica, non ti tradisce mai, di come sia sufficiente una chitarra, il carisma, la sensibilità estrema di un’artista che ha attraversato i mari del dolore ed i deserti dell’anima per approdare nelle praterie del sole e rinvigorire la sua carriera e le nostre orecchie di nuovi suoni per il terzo millenio.

Madame Suzanne Vega, grazie di esistere.

MAURIZIO DONINI

(un grazie alla preziosa ed insostituibile opera di Greta Negrini)

www.bravocaffe.it