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SKUNK ANANSIE – live @ tEATRO aUDITORIUM Bologna 20-3-2014

SKUNK ANANSIE – live @ tEATRO aUDITORIUM Bologna 20-3-2014

Anansi è il dio che anima i racconti popolari dell’Africa Occidentale, Skunk è la cannabis, Deborah Dyer è Skin. Mescolando assieme questi tre elementi, ed aggiungendoci un signor bassista, Richard Lewis in arte Cass, Martin Kent (Ace) alla chitarra,  Mark Richardson alla batteria  otteniamo i grandi Skunk Anansie. Cinque album in studio a partire dal 1995  e la bellezza di 22 singles che hanno strapazzato le charts mondiali, la curiosità che le meravigliose Secretly ed Hedonism abbiano impazzato in Italia, ma vengano viste con sufficienza all’estero.

“Molti cantanti non amano la propria voce e in qualche modo sono anch’io molto insicura e ho timore ad esporre la mia voce senza che sia accompagnata da un suono. Mi sono chiesta: ok sono in grado di cantare forte, ma potrei farlo ugualmente cantando piano?”

“La prospettiva è diversa quando si è seduti sul palco e occorre concentrarsi molto sulla propria musica. (….) Rivederci durante lo show di Londra ci ha fatto capire come era tutto così fresco e vitale, un entusiasmo ed un’energia impossibile da falsificare. Noi siamo orgogliosi di ogni album che abbiamo fatto, ma questa esperienza acustica è davvero qualcosa di speciale”.

Queste dichiarazioni di Skin danno l’idea della curiosità che ha animato la band di misurarsi su un palco in versione acustica, una band elettrica e potente che stacca la spina ed imbraccia casse armoniche di adeguate dimensioni. Delle quattro date che compongono il tour 2014 nel nostro paese, è nella splendida cornice del Teatro Manzoni di Bologna che siamo presenti, al gruppo storico si sono aggiunti il chitarrista Len Arran e la splendida vocalist Erika Footman, al piano.

Skin si presenta con un coloratissimo kimono che sembra uscito direttamente dalla boutique dei Desigual, la data è sold out, spalti gremiti in ogni ordine di posto con un pubblico caldissimo e trepidante. Alla classica apertura con Brazen segue l’accusa di Because of You,  lacrime e dolori che trascinano i fans in cori e battimani, I Hope You Get To Meet Your Hero, una dichiarazione d’amore tra il pubblico ed il gruppo, fa sprofondare Skin in braccio ai fortunati spettatori della prima fila. 
Fra un brano e l’altro esilaranti siparietti tra Skin, gli altri musicisti ed il pubblico, aeroplanini con dichiarazioni alla singer atterrano sul palco, decine di cartelli di Thank You vengono sorretti dal pubblico festante all’indirizzo della band. I believed in You è un torrente in piena che tutto travolge con la sua forza. Secretly è un’opera d’arte immaginifica che trascende dal reale, una magia che si perpetua in You’ll follow me down. 

I will break You sembra un contest in stile rapper tra Skin ed Erika Footman, che, lasciato momentaneamente il suo piano, si svela una cantante di altissimo livello che duetta allo spasimo, e senza perdere, con la frontman degli Skanka.  

Con God Loves Only You e la cover di Paul Weller, You Do Something To Me arriviamo alle roboanti Weak e My Ugly Boy che fanno scattare in piedi tutto il pubblico con onde di cori ed urla, un delirio di joie de vivre che istiga la band a dare ancora di più. Chi si può permettere di fare un bis con una track vanitosa e superlativa come Hedonism se non i nostri amati Skanka? Twisted e  Charlie Big Potato completano un bis scolpito nel marmo di un’arte perfetta. I can dream è il classico pezzo di chiusura dell’acoustic tour 2014, ma evidentemente la musa della musica stasera è in serata di grazia. Se la gag di Mark di piazzare un bambino alla sua batteria e farlo suonare appariva come una simpatica chiusura, la voglia dei poganti manzoniani bolognesi strappa via ogni remora agli inglesi, un impagabile, unico, tris li riporta sulla scena con una straripante Squander i cui echi rimarranno nelle volte dell’auditorium ad eterna memoria. A conclusione di un memorabile concerto che dire? Se il tour acustico era per la band una sfida da affrontare per misurarsi con sé stessa, la scommessa è stata largamente vinta.
I sold-out ovunque ed il delirio del pubblico ovunque sono il 110 e lode sulla pagella di Skin e soci. La versione acustica ha portato in secondo piano le chitarre, che rimangono ad impreziosire con raffinati arpeggi e deliziosi accompagnamenti la trama. La batteria di mr. Richardson, è, per ovvii motivi, in questa sede meno potente e ridondante, ma non per questo perde in sagacia e precisione.

 In un siffatto scenario emerge il basso di Cass che risulta imperioso e comanda i ritmi del sound senza tentennamenti. I back-vocals sono perfetti, la chitarra aggiunta di Len sempre imperdibile, e la rivelazione di Erika è qualcosa di assolutamente indimenticabile. Skin conferma di essere un vero e proprio animale da palcoscenico, i suoi frequenti interloquire con i band-members ed i fans sono chicche da intenditori, ed i suoi duetti con la Footman sono battaglie di ugole che spargono schegge luminose tutto intorno a noi.

Non possiamo dire che si può fare meglio, ma sicuramente che in questo caso si può tornare sul luogo del delitto, e se dovessimo goderci un back-to-back, noi ci saremo, perché dove c’è rock, Robadarocker è presente.           

Maurizio Donini

Setlist
Brazen (Weep)
Because of You
Infidelity (Only You)
I Hope You Get to Meet Your Hero
Charity
100 Ways to Be a Good Girl
I Believed in You
Secretly
You Saved Me
I Will Break You
God Loves Only You
You’ll Follow Me Down
You Do Something To Me (Paul Weller cover)
Weak
My Ugly Boy

Encore
Hedonism (Just Because You Feel Good)
Twisted (Everyday Hurts)
Charlie Big Potato
I Can Dream

Encore (3)
Squander