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ROBERTO VECCHIONI “L’infinito tour” – Live @ Teatro Pala Partenope …

ROBERTO VECCHIONI “L’infinito tour” – Live @ Teatro Pala Partenope …

Grandissimo successo mercoledì 17 aprile al Teatro Palapartenope di Napoli per l’ottava tappa di “Infinito Tour” di Roberto Vecchioni che ha preso il via il 21 marzo dal Teatro Colosseo di Torino e che toccherà i più importanti teatri italiani fino ad arrivare al 20 maggio per la serata all’Auditorium Parco della Musica di Roma e proseguire in estate nelle principali città italiane. Elegantissimo in camicia bianca e giacca blu, si è presentato al pubblico di Napoli con uno straordinario sorriso e una gran voglia di raccontarsi e di raccontare questo nuovo disco “L’infinito” che, in assoluta controtendenza, è stato presentato solo in vinile o in cd per dare un segnale forte contro il consumo internettiano della musica e come scelta, diciamocelo fuori dal tempo quasi romantica di un certo tipo di fare musica e di ascoltarla, “perché è un disco che si compera nei negozi”. “Per questo album – racconta Vecchioni – ho lavorato moltissimo sulle melodie, soprattutto quelle popolari. Ci sono il sirtaki, i canti medioevali e quelli celtici, così come le canzoni della Resistenza. Questo disco è una conclusione (il che non significa che sarà l’ultimo, anzi: ne voglio fare altri dieci!). Per la prima volta non ci sono domande ma una risposta.

E la risposta arriva al pubblico, forte e chiara. Sin dalla presentazione dell’artista milanese di nascita ma profondamente napoletano nel cuore (“Qui gioco in casa, mi sento a casa mia, visto che entrambi i miei genitori sono napoletani”) si ha la netta sensazione, in sala, che sarà uno di quei concerti che possono essere tranquillamente definiti come “concerti che parlano all’anima e al cuore”. E dopo la giusta emozione nel presentarsi al pubblico che ritiene più vicino al suo cuore, subito una battuta fulminante “La vita è strana e ti fa vivere emozioni strane. L’altro ieri la commozione di vedere Notre Dame bruciare, che sarà una ferita difficile da superare, ieri sera la gioia di vedere sconfitta la Juve!” Scoppiando in una fragorosa risata per la sua stessa battuta, ha incalzato “ E visto che oggi giorno tutto è registrato, e anche questa battuta non passerà inascoltata, adesso mi ritroverò centinaia e centinaia di fans  tifosi di quella squadra che magari non compreranno più i miei dischi ma francamente, lo sapete, io sono sempre me stesso, in ogni senso e per ogni cosa”. È la verità è una delle realtà più forti di questo Artista come la sua grande umanità e la sua particolarità di saper raccontare ogni storia delle sue canzoni con un’ineguagliabile poesia e una straordinaria capacità di guardare alla vita e all’animo delle persone come nessuno altro cantautore  al mondo.

Il concerto ha presentato un Vecchioni in gran forma, sorridente, disponibile al dialogo e alla battute spiritose (anche con qualche espressione in dialetto napoletano) con il pubblico stesso, ma soprattutto si è notato dai primi brani che l’Artista è orgogliosissimo del nuovo progetto ed esprime in ogni momento del concerto stesso un grande desiderio di farlo conoscere e far conoscere tutto quello che tale album rappresenta, le storie che lo hanno ispirato, le emozioni che lo hanno reso davvero uno dei dischi più belli del cantautore milanese.
«L’Infinito è un grande spettacolo di canti, immagini e monologhi, che parte da un’idea precisa: l’infinito non è al di fuori di noi, non è introvabile, ma è dentro di noi, nella nostra anima e nelle nostre emozioni – spiega Vecchioni – tutta la prima parte dello spettacolo è giocata sul nuovo disco e sui personaggi che hanno battuto il destino, hanno combattuto il male, hanno amato la vita, gli altri e se stessi. Emerge un mio concetto recente, nuovo, di grande amore per tutto ciò che si fa e si vive. La seconda parte dello spettacolo, invece, è una specie di ritorno, uno sguardo sul passato con le canzoni di prima, che mostrano come si è arrivati a questo concetto di infinito attraverso pensieri particolari sull’amore, sul sogno, sull’esistenza, sul dolore, sulla gioia, sulla felicità… e come poi tutte queste piccole cose si siano ricomposte in un’unica idea, che è quella di amare la vita comunque sia, bella o brutta perché in realtà è sempre bella. Siamo noi che a volte la immaginiamo in un altro modo». 

Il “professore” cosi come definiscono in tanti Roberto Vecchioni anticipa i suoi brani con veri e propri dialoghi con se stesso e con il pubblico, in una sorta di “racconto” di parole ed emozioni, per dare una luce diversa al brano stesso, accompagnando poi le sue canzoni con la proiezioni di immagini e video di grandissimo effetto scenico, tanto che il pubblico numerosissimo, ascolta il suo mito in un silenzio assoluto, e dimostrando che quando la poesia sposa perfettamente la musica e viceversa, il risultato non può essere che totalmente coinvolgente e strepitoso.

Il concerto è iniziato subito con la grande emozione del brano  “Una notte, un Viaggiatore” (ispirato al romanzo di Calvino) che parla di tutti noi e di quanto  siamo immersi in un mistero che non conosciamo (“Scendiamo a una stazione e vediamo ogni giorno un paesaggio diverso. E non ci capiamo niente. Ombre: mi sembra mio padre, mi sembra mia madre, mi sembra un amico, ma non sappiamo chi è. E in questa confusione bestiale abbiamo con noi una valigia pesantissima. Lì dentro c’è il significato, ma noi non possiamo aprirla. È una cosa kafkiana. E allora qual è il modo? Immaginare fortemente con l’anima che cosa ci sia nella valigia, che senso abbia questo esistere. Ed è facilissimo. È l’amore per ciò che si vive: tutto va vissuto”) , seguito da “Come è lunga la notte” canzone introspettiva affidata al talento compositivo di Morgan, e “Ogni canzone d’amore” un brano dolcissimo che concentra tute le poesie galanti di ogni tempo. Subito dopo arriva un brano che commuove la platea fino alle lacrime “Giulio” che parla del dolore di una madre nell’affrontare il dolore della perdita dell’amatissimo figlio ispirata alla storia appunto di Giulio Regeni, e che si conclude con un applauso lunghissimo del pubblico presente, seguito da due storie altrettanto importanti come quella di “Ti insegnerò a volare” dedicata ad Alex Zanardi e cantata con il grandissimo Francesco Guccini . “Volevo essere io a dirvelo: ho tirato fuori l’orso dalla tana dopo sette anni che non cantava”, dice scherzando l’artista, e per me coinvolgere Francesco per tale progetto è un motivo di grande emozione e di grande orgoglio.  Francesco è un cantore, non un cantautore. È una parola più nobile, e anche più sacra. È antica, arcaica. In tanti gli avevano chiesto di collaborare con loro ma ha sempre rifiutato. Se ha accettato di partecipare a questo mio nuovo progetto è solo perché ne è rimasto affascinato anche lui per i temi espressi molto  sullo stile anni 70 che vengono espresse all’interno del disco stesso.

Molta contemporaneità e molte altre storie sono contenute nei brani presentati durante il concerto , come quello di “Cappuccio Rosso” dedicata a Ayse, la ragazza turca che lottava contro l’Isis uccisa a Raqqa o la presentazione di un Leopardi diverso da quello conosciuti negli anni della scuola con “Infinito” un bellissimo omaggio allo scrittore nel suo  periodo napoletano (siamo a metà del  1800) nel quale Vecchioni immagina un Leopardi che sul finire della sua vita, a Napoli, quando sta malissimo, inizia a dubitare che la vita sia cosi orribile e si lascia conquistare dalle piccole cose che impara ad amare a Napoli vivendo atmosfere popolari mai vissute, e dandogli il senso della bellezza, della profondità dello spazio e del tempo , e dell’animo umano che lo fanno respirare e vivere la Città e la vita in un modo decisamente diverso, concludendo la prima parte del concerto con l’evocazione del giovanilismo del ’68 con “Formidabili quegli anni” .

Nella seconda parte del concerto tante le parole del “Professore” che ricordano i momenti più importanti della sua carriera, le sue emozioni, le emozioni che gli dal pubblico in ogni concerto e tanti i brani che lo hanno accompagnato in tutti questi anni come “la mia ragazza”, “La Stazione di Zima”, “Stranamore”, “le mie ragazze”, “Sogna ragazzo sogna” , “Velasquez” e “Chiamami ancora amore” solo per citarne alcuni, accompagnati da tanti, lunghissimi applausi da parte del pubblico presente. Un apprezzatissimo fuori programma, in una sorta di vero e proprio omaggio alle sue origini partenopee e alla Città che lo ha ispirato e che ritiene seconda città più importante  d’Italia dopo Milano, lo vede protagonista dell’interpretazione di alcuni dei brani della canzone tradizionale napoletana come “Voce e notte”, Reginella”, “Te voglio bene assaje”, “O surdat nnamurato” che lo fanno amare ancora di più dal pubblico presente. Ormai è chiaro che tra Napoli e Roberto Vecchioni è amore puro e non resta che invitare ad ascoltare ed acquistare “Infinito” che è davvero tra gli Album più belli e più completi dell’Artista.

ANNAMARIA DE CRESCENZO
Photoset by MARIO CATUOGNO SpectraFoto
 
Credits: si ringrazia Dimensione Eventi per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

​ 
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