fbpx
Now Reading
RED CANZIAN “Testimone del tempo tour” – Live @ Teatro Golden, Palermo 2 …

RED CANZIAN “Testimone del tempo tour” – Live @ Teatro Golden, Palermo 2 …

Quando termina la propria attività una band normale è già un piccolo dramma per i componenti della stessa. Cambiano la vita, le abitudini, le frequentazioni. Quando si conclude l’attività di una band come i Pooh (50 anni di carriera, oltre 100 milioni di dischi venduti, oltre 3500 concerti), immagino si determini, per i suoi elementi, una sorta di fall-out nucleare. Invece, a quanto pare, per i suoi componenti è stato un passaggio naturale, biologico ed è stato assorbito un po’ da tutti con serenità invidiabile (almeno questo è quello che ci arriva dalle loro esternazioni). Alcuni di loro sono tornati al proprio lavoro di sempre, la musica, altri al proprio mondo ed alla propria dimensione personale.

Red Canzian, probabilmente risparmiando sulla fattura di un analista, decide di darci la sua visione delle cose, in una complessa operazione nostalgica che compone un excursus sull’evoluzione musicale dagli esordi del rock’n’roll sino ad oggi. Lo fa accompagnandosi ad un’ottima band di turnisti, tra cui spiccano entrambi i suoi figli. Una sua personalissima lezione di storia della musica americana ed inglese di cui si serve per raccontarci, con brillante ironia, una serie di aneddoti e personaggi dell’ambiente musicale italiano, esorcizzando con successo la comunque ingombrante presenza latente di Valerio Negrini (scomparso qualche anno fa), Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Stefano D’Orazio e, perché no, quello stesso Riccardo Fogli che sostituì tanti anni fa.
La tappa a Palermo del tour “Testimone del Tempo” si tiene al Teatro Cinema Golden. Per la cronaca va segnalata una buona affluenza di pubblico, ma non il pienone registrato per altre tournée passate per questa location durante l’anno. Di contro, il panorama umano è variegatissimo. Si va dalle famiglie, ad arzille signore in vena di passare una bella serata di musica, a giovanissimi entusiasti. La testimonianza concreta che la band in cui ha militato Red Canzian fino a qualche tempo fa, ha sempre saputo rinnovarsi ed intercettare nuove fette di pubblico, non limitandosi a rimanere al palo dei ricordi di quando le cose funzionavano discograficamente. Elemento che ha invece decretato la morte artistica di tantissime altre formazioni e di cui certamente i Pooh non hanno mai risentito.

Il sipario si apre con una puntualità non usuale a queste latitudini. La band è schierata, immobile. Sullo sfondo viene proiettato un video piuttosto retorico che propone in rapida sequenza personaggi, immagini di orologi, foto varie di Red durante gli anni, con un montaggio non troppo dissimile da quello che proponevano i Pink Floyd nei loro show. Il bassista trevigiano fa il suo ingresso imbracciando un meraviglioso Fender Jazz Bass 1964 (dalla mia postazione però non capisco se è un custom shop o un basso dell’epoca). L’applauso è fragoroso.

Due parole le spenderei sulla splendida concezione che hanno del live questi grandi artisti. C’è mestiere in tutto ciò che propongono e quando salgono su un palco, lo fanno con la precisione ed il sorriso sempiterno. Questo, alle volte, può oggettivamente risultare un po’ di maniera. Eppure non è difficile percepire l’emozione, reale, vera, profonda che provano quando sono lì. Il senso di rispetto nei riguardi del pubblico è massimo e lo si capisce da tante piccole accortezze, che tanti “stralunati” e sedicenti artisti che hanno avuto un milionesimo delle glorie artistiche di questi eroi della canzone italiana, assolutamente non hanno! Quello che intendo dire è che il successo non è mai una variabile impazzita, ma è sempre il frutto di una serie di fattori, di cui il duro lavoro, la professionalità, sono la conditio sine qua non. Che Red ci metta il cuore è innegabile.
Il 23 maggio a Palermo non è un giorno qualsiasi (forse non lo è in tutta Italia). Alla fine del pezzo d’apertura, Canzian lo sottolinea, proiettando l’immagine di un Giovanni Falcone sorridente. La standing ovation che ne segue è da brivido. Sono tutti in piedi, ad applaudire. Lungi da qualsiasi retorica, l’immagine migliore per ricordare l’eroismo di chi non si piega, di chi resiste, di chi deve essere e restare per sempre un esempio di valori positivi. Questo deve fare la musica: ricordare, emozionare, dare piccoli, ma importantissimi segnali di speranza e mai cedere il passo al cinismo o alla disillusa volontà di potenza narcisistica.

In sala c’è talmente tanta voglia di applaudire che le manifestazioni di gradimento spesso partono prima della fine effettiva dei brani. Applausi spontanei, popolari, sentiti. Il pubblico c’è ed ha voglia di essere parte attiva dello show. Nel frattempo la band esegue i classici del rock degli anni 60 da “Tutti Frutti” di Little Richard a “Yesterday” dei Beatles, quindi si passa ai cantautori. Si va da “Mi sono innamorato di te” di Tenco a “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli. Per arrivare poi alla musica degli anni 70.

Lo spettacolo, dicevamo, prevede che questa narrazione sia intervallata dalle canzoni del nuovo album da solista in promozione e da diversi cavalli di battaglia dei Pooh (spicca la presenza in scaletta della bellissima “Brennero 66”). Intensa e poetica è poi la versione di “Uomini soli”. Non ho mai seguito musicalmente il genere praticato dalla nota band italiana, ma devo dire che pochi artisti sono così intrecciati alle vicende di tutti noi e delle nostre famiglie come questi 4 (5 con Fogli) eterni ragazzi. Lo spettacolo pare non finire mai. C’è sempre un aneddoto, un racconto, una canzone speciale. Più che un concerto, la cosa pare somigliare ad un piacevole “sequestro di persona” dello zio scapestrato, in vena di raccontarti episodi della sua vita avventurosa. Tre ore filate di musica, suddivise in due set da un breve intervallo. Due le standing ovation tributategli: un successo!

Canzian, alla fine del concerto, è il più fresco sul palco. Dà la sensazione che fosse per lui, ricomincerebbe da capo senza alcun problema (al contrario di una band che appare piuttosto provata dalla performance). Questo, al di là di tutto, muove il mio rispetto. Si può dire tutto, si può pensare tutto, ma queste persone, nei fatti, hanno fatto la storia della musica italiana e non è un caso se, dopo 50 anni, il viaggio non è ancora finito. Dopo 50 anni, sono ancora lì, a farti respirare le atmosfere bohémien della Swinging London a Piccadilly Circus e a farti bonariamente rammaricare di non aver vissuto quelle atmosfere, quegli accadimenti che hanno segnato un’epoca di svolta per la cultura occidentale. Nessun problema, ce le ha raccontate Red stasera e possiamo andare tutti a casa sereni, con un concerto in più di cui scrivere. La grandezza è la semplicità, anche se la vita, alla volte, è fatta di tante verità diverse. Grandissimo Red!

MASSIMILIANO AMOROSO
Photoset by AZZURRA DE LUCA
 
Credits: si ringrazia Puntoeacapo Concerti e FeP Group per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

Scaletta Primo Tempo:
Ognuno ha il suo racconto
Meravigliami ancora
Tutti Frutti (Little Richard)
Love Me Tender (Elvis Presley)
She Loves You (Beatles)
Yesterday (Beatles)
Mi sono innamorato di te (Luigi Tenco)
Il cielo in una stanza (Gino Paoli)
Blowin’ in the Wind (Bob Dylan)
Brennero 66 (Pooh)
Cosa abbiamo fatto mai
California Dreamin’ (The Mamas & The Papas)
All You Need Is Love (Beatles) / Piccola Katy (Pooh)
A Whiter Shade of Pale (Procol Harum) / Senza Luce (Dik Dik)
Your Song (Elton John)
Emozioni (Lucio Battisti)
Ocean (Capsicum Red)
Danza delle spade (nella versione rock dei Capsicum Red)
Shine On You Crazy Diamond (Pink Floyd)
Cantico

 
Scaletta Secondo Tempo:
Noi due nel mondo e nell’anima (Pooh)
L’anno, il posto, l’ora (Pooh)
Eleonora, mia madre (Pooh)
Se c’è un posto nel tuo cuore (Pooh)
Maria Marea (Pooh)
Ali per guardare, occhi per volare (Pooh)
La notte è un’alba
Reviens moi
Città di donne (Pooh)
Stare senza di te (Pooh)
Cercando di te (Pooh)
Uomini soli (Pooh)
Chi fermerà la musica (Pooh)
L’impossibile
L’aquila e il falco (Pooh)
Stai con me (Pooh)

 
Band:
Chiara Canzian (vocalist, armonica e percussioni)
Phil Mer (batteria, percussioni, piano e direzione musicale)
Daniel Bestonzo (pianoforte, tastiere, fisarmonica)
Alberto Milani (chitarre elettriche)
Ivan Geronazzo (chitarra elettrica, chitarra acustica e mandola)
 
https://www.redcanzian.it
https://www.facebook.com/RedCanzianOfficial
https://twitter.com/red_canzian
http://www.youtube.com/redcanzianofficial
https://www.instagram.com/redcanzianofficial