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MIDGE URE – Live @ BRAVO CAFFÈ BOLOGNA 2-12-2015

MIDGE URE – Live @ BRAVO CAFFÈ BOLOGNA 2-12-2015

Che la programmazione del Bravo Caffè sia improntata alla massima qualità è cosa risaputa, da qui passano solo grandi artisti, magari qualcuno più conosciuto di altri, questa sera, con raddoppio il giorno seguente, abbiamo un vero WOW, un palindromo scozzese, sì perché Midge è semplicemente Jim letto al contrario, e di Midge nel rock ce ne è solo uno, mr. Ure.
 
Jim “born to be Midge” Ure ha una carriera che definire sontuosa è poco, si è permesso di dire no a Malcolm McLaren quando il geniale inventore del punk gli propose di diventare il cantante dei nascenti Sex Pistols, e lì iniziò anche ad intrecciare le connessioni della vita con un altro grande visto qui come Glen Matlock, con cui si ritroverà poi negli splendenti Rich Kids, anche il grande bassista passò qui dal Bravo dimostrandosi anche una grande persona con una succosa intervista. Un successo clamoroso con i Visage, l’incredibile attacco del singolo Fade to grey che spopolò negli anni ’80 rimane un segno inconfondibile. Poi l’esplosione con la successione a John Foxx negli Ultravox, una serie di successi clamorosi dalla liturgica Vienna all’incandescente Dancing with tears in my eyes, passando per altri singoli strepitosi, anche si minor successo mediatico a volte. Non meno sfolgorante la carriera da solista post-Ultravox, dall’affascinante Breathe alla partecipazione con Bob Geldof prima al Band Aid, a cui regalò un immarcescibile evergreen come Do They Know It’s Christmas?, per passare poi al Live 8 del 2005.
 
Questa sera l’artista si presenta sul palco da solo, uno one man show acustico che prima dell’inizio lascia qualche dubbio su come potrà essere in questa inedita veste, ma qualunque dubbio si dissolve alle prime note, Breathe è un soffio perfetto, Fade to grey è travolgente anche se in acustico, stravolta ed irriconoscibile perde il vigore da discoteca degli esordi per diventare un brano emozionante. Canzoni che vengono vestite di nuovi abiti non perdendo niente dell’originaria bellezza, ma guadagnandone in sentimento e presa interiore, Lament è soffice così come Vienna è caustica, il pubblico che ha riempito il locale è rapito ed incantato, Hymn, If it was, quando arriva l’eterna Dancing with tears in my eyes è un delirio, il cantante gioca e si diverte ad interloquire con il pubblico richiamando spesso che i suoi pezzi vengono da “long, long, long time ago”.  Una carrellata densa di grandi e piccoli successi, la dimensione acustica è perfetta per un raffinato club come questo e non si sente la mancanza di pick-up urlanti ed elettronica sferzante, uno show coinvolgente  ed entusiasmante che ha soddisfatto alla grande tutto il pubblico che ha riempito la sala. Nota dolente la totale indisponibilità dell’artista, che a fine concerto è fuggito via di gran carriera senza una foto od un autografo per i fans, lasciando con un LP disadorno in mano persone che si erano fatte centinaia di chilometri per strappargli una sigla sulla copertina, non esattamente un modello da seguire.
 
MAURIZIO DONINI
Photoset by TEFFAN HAWK

Credits: si ringrazia il Bravo Caffè per la sempre splendida ospitalità e classe che offre e per avere portato un artista di questo livello ad esibirsi in una invidiabile venue.