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MARTA SUI TUBI – Live @ Bolognetti Rocks Bologna 26-6-2014

MARTA SUI TUBI – Live @ Bolognetti Rocks Bologna 26-6-2014

E’ il concerto numero 16 che vedo in 20 giorni, da gruppi emergenti a quelli di statura mondiale come i QOTSA diHomme e Fertita, ma il concerto dei Marta Sui Tubi ha mostrato una tale forma di spietata e stupefacente passione come raramente capita di vedere. Dopo una più che interessante intervista che troverete nell’apposita sezione, abbiamo assistito ad una esibizione assolutamente trascinante della band, in questa cornice medioevale e affascinante che è il quadrilatero di vicolo Bolognetti. 
Una location storica che il Covo Club, un vero e proprio nido di rockers a Bologna, e l’Osteria dell’Orsa che si occupa invece di saziare fame e sete, con il concorso delle splendide foto di rock, dai Primal Scream ai Fratellis, con cui la Ono Arte Contemporanea Gallery ha arredato le antiche mura, hanno trasformato in un palcoscenico che spara musica a tutto tondo.     

La parlantina trascinante di Gulino apre le danze con Camerieri. I fans sono in pieno fermento, si vedono visti sognanti fissare il palco, cori pro Carmelo sono la “home calling” che invoca la successiva, la profonda e complicata Perché non pesi niente è una sferzata di poesia. E’ la meravigliosa Cristiana che lancia il concerto ancora più in alto, il pubblico, che affolla come non mai il quadrilatero, è in preda ad una sorta di sindrome di StendhalGulino è il sacerdote che porta le masse oltre il deserto. Ma se Giovanni è il sacerdote officiante, con Il Primo Volo Mattia Boschi è il coro a lato che, dal suo magico violoncello, fa partire preghiere verso il cielo, e vengono sempre esaudite. Il Collezionista di vizi è un’altra prova delle capacità vocali e musicali della band, suoni ricchi, una ritmica battente che martella con dovizia. “Abbiamo iniziato a suonare a Bologna, abbiamo battuto tutte le osterie del Pratello, abbiamo suonato ovunque e non so quanti concerti abbiamo tenuto in questa città, ma sicuramente non è un numero pari” è la scherzosa parabola  che usa il singer per introdurre uno dei grandi successi della band, Dispari è semplicemente, sempre, bellissima,   la marea umana pogante sotto il palco ne è la dimostrazione più vera. 

Un’altra hit, Di Vino, è il martello del rinomato duo Pischedda-Paolini a bombardare con maligna pervicacia ed altrettanto perfetta efficienza, una perfezione assiomica che porta verso uno dei momenti più alti. Gli arpeggi di sua maestà Carmelo Pipitone, miglior chitarrista italiano nel 2008, sono l’anticamera della meravigliosa L’Abbandono, un brano che è vera e propria poesia, il violoncello è violentato a colpi d’archetto da Mattia che disegna arcobaleni di luce soffusa. Bisognava esserci per vedere migliaia di persone cantare all’unisono, si doveva essere sotto al palco per godersi una delle più belle composizioni italiane di tutti i tempi, un pubblico che sa a memoria ogni brano e non si fa pregare per essere il coro dei Marta.  
Alla magia segue la realtà del nuovo singolo, Salva gente è un ciclone devastante di forza, la Gibson di Pipitone è furente ed incendiaria, le pelli percosse sono un treno infinito, le mani alzate sono un campo di grano battuto dal vento. La bellezza di La spesa porta un’infinità di voci a diventarne una unica, vette altissime di bravura vengono mostrate al mondo attonito. 

Le incredibili capacità giaculatorie e istrioniche di Gulino mandano in frantumi qualunque dubbio con L’unica cosa, si è mai visto un cantante con tali capacità di intersecare le strofe alla velocità della luce? Vecchi difetti e grandi pregi, se i primi sono il nome della track, i grandi pregi di questa  bellissima opera d’arte sono i sontuosi arpeggi di Carmelo,  la sensibilità unita alla capacità tecnica si traduce nel trasformare una serata d’estate in un bosco di fate. La breve ed intensa A modo mio corre veloce finendo in una canzone dedicata “A tutte le donne che vanno in giro con un cane”Muratury è uno scioglilingua fulminante, alieno e lisergico, quasi swingato, scanzonata e divertente va a chiudere la prima parte del concerto. Rullanti marziali e imponenti annunciano il doveroso bis, Vorrei, la traccia sanremese è un inno luminoso di speranza. Che dire del nadir raggiunto con Cromatica?  Duettandoci assieme Lucio Dalla li ha definiti la miglior band italiana, il fingerstyling di Pipitone è da manuale, un clinic da maestro su un pezzo d’incantevole atmosfera. La folle, swingata, delirante, Il giorno del mio compleanno, asciuga ogni lacrima e spazza qualunque malinconia. Non manca un simpatico siparietto dedicato ai paperoni della nazionale di calcio, partiti vincitori e tracotanti e tornati con la coda tra le gambe, il verbo “vomitare”  del testo vi viene associato ricordando la meschina figura fatta fare , comunque, a tutto il paese. Dissacrante ed iconoclastica Cinestetica, un tuffo nel passato che ci ricorda da quanti anni questi ragazzi sono on the road a portare il verbo del rock d’autore.  

Un concerto che non solo ha mostrato per l’ennesima volta le qualità di cantante di Giovanni Gulino, che sono di assoluto livello, ma alla pari l’abilità strumentale degli amici che l’accompagnano sul palco e chsi fondono in maniera simbiotica con il singer. Ma la cosa più toccante ed emozionante è vedere lo strettissimo rapporto tra il gruppo e la marea dei fans che non si limitano ad ascoltare, ma partecipano e diventano parte integrante dello spettacolo sapendo praticamente a memoria ogni singola canzone. 

Maurizio Donini

SETLIST:
Camerieri
Perché non pesi niente
Cristiana
Il Primo Volo
Il Collezionista di vizi
Dispari
Di Vino
L’Abbandono
Salva gente 
La spesa 
L’unica cosa 
Vecchi difetti 
A modo mio 
Muratury 

Bis:
Vorrei
Cromatica 
Il giorno del mio compleanno
Cinestetica 
Coincidenze

BAND:
GIOVANNI GULINO – VOCE
CARMELO PIPITONE – CHITARRA E VOCE
PAOLO PISCHEDDA – PIANO E ORGANO HAMMOND
MATTIA BOSCHI –  VIOLONCELLO E BASSO 
IVAN PAOLINI – BATTERIA