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MARC RIBOT – CERAMIC DOG @ ANFITEATRO DEL CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA Luigi PECCI 9-7-2015

MARC RIBOT – CERAMIC DOG @ ANFITEATRO DEL CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA Luigi PECCI 9-7-2015

Chitarrista eclettico e ricercato, figura cardine della scena newyorkese dai ‘70 ad oggi, Marc Ribot sceglie il Festival delle Colline di Prato per inaugurare il tour che lo riporta davanti al pubblico italiano.

In attività dalla fine dei ’70, Marc Ribot ha condiviso la propria sei corde con John Zorn, Caetano Veloso, Andrés Calamaro, Tom Waits, Elvis Costello e gran parte del gotha musicale di fine millennio, compreso il “nostro” Vinicio Capossela, con cui ha un conto aperto da una decina d’anni.
 
Allora come adesso, il suo stile continua ad andare contro le convenzioni. Ceramic Dog è soprattutto il progetto con cui Ribot ha realizzato il desiderio di  un “vero e proprio gruppo rock”, affiancato da Shahzad Ismaily al basso (Lou Reed, Yoko Ono) e Ches Smith alla batteria (Mr. Bungle, Mary Halvorson).

Ribot ha sfogato tutta la sua energia in dischi recenti come “Party Intellectuals” e “Your Turn”. Con attitudine punk, ha distillato elettronica sperimentale e ritmi folli per rivisitare capisaldi rock come “Break on Through” dei Doors o un classico del jazz come “Take 5 “di Dave Brubeck. 

La trentaseiesima edizione del Festival delle Colline è organizzata dal Comune di Poggio a Caiano e Regione Toscana in collaborazione con i Comuni di Prato, Carmignano, Montemurlo e Vaiano. Con il contributo di Estra S.p.A Prato, A.S.M S.p.A. Prato, Consiag S.p.A. Prato,  Publiacqua e Furpile Idea. Direzione artistica di Silvia Bacci per Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.

MARC RIBOT  – Marc Ribot (originario del New Jersey, studente di chitarra classica sotto il maestro hawaiano Frantz Casseus, dal 1978 a New York come session man per musicisti soul) si mise in luce come chitarrista dei Lounge Lizards dal 1984 al 1988, e come spalla di John Zorn, Tom Waits, Elvis Costello e Jazz Passengers.
Nella sua carriera ha contribuito in maniera determinante alla ridefinizione di quel genere di folk singing che gli statunitensi definiscono Americana, grazie alla sua preziosa chitarra nel magnifico Rain Dogs di Tom Waits, nel 1985. 
Marc ha inciso oltre 20 album in 35 anni di carriera, esplorando qualsiasi dimensione musicale: dal jazz pionieristico di Albert Ayler con il proprio gruppo “Spiritual Unity”, alle sonorità cubane di Arsenio Rodríguez nei due acclamatissimi dischi del “Marc Ribot Y Los Cubanos Postizos”. Con il suo potentissimo trio Ceramic Dog prosegue la linea dei suoi primi e sperimentali gruppi no-wave/punk/noise, Rootless Cosmopolitans e Shrek. 
 In solo ha inciso: “Marc Ribot Plays The Complete Works of Frantz Casseus”, “John Zorn’s The Book of Heads”, “Don’t Blame Me”, “Saints”, “Exercises in Futility” e “Silent Movies”.

Photoset by DANIELA NUVOLONE

Credits: si ringrazia l’ufficio stampa Mannucci per la consueta professionalità ed efficienza oltre che la squisita disponibilità

Anfiteatro del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci
viale della Repubblica, 277 – Prato
(in collaborazione con Prato Estate 2015)

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