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KeepOn LIVE CLUB Festival – Bologna 2014

KeepOn LIVE CLUB Festival – Bologna 2014

KeepOn è un progetto che si compone di un network di locali, oltre 100 live club sparsi in tutta Italia, dove si suona musica originale dal vivo. Nato 10 anni fa per soccorrere un locale che aveva bisogno di rinnovare la programmazione, è poi fiorito in un grande contenitore di promozione della buona musica dal vivo in contrasto al dilagare delle cover band o dance di scarso valore. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata tanta, ma la voglia di musica dal vivo ha continuato a crescere e con essa il progetto KeepOn è via via cresciuto, potenziandosi nella struttura professionale e risultando sempre più vicino ai club che vi aderiscono, come ha dimostrato in primavera l’esperienza di Club Italia, l’iniziativa a cui hanno partecipato sia i superclub sia i piccoli locali, cuore pulsante del circuito. Il 12 e 13 settembre di questo 2014 si è svolta la quinta edizione del raduno del circuito, con il sostegno di un main sponsor come Tuborg,  si sono ritrovati un centinaio fra promoter, direttori artistici e manager di altrettanti club italiani, grazie alla partnership con Modernista (www.modernista.org) e saldandosi al programma di Tutto Molto Bello, il torneo di calcetto per etichette indipendenti, organizzato da Sfera Cubica e Locomotiv Club, in calendario sabato 13 e domenica 14 settembre.  

 Venerdì 12 si è svolta la KeepOn LIVE MUSIC Conference   una giornata di confronto, discussione e lavoro che avrà luogo in una sede prestigiosa e simbolicamente rilevante quale il Museo Internazionale della Musica di Bologna (www.museomusicabologna.it), al cui interno si sono svolti una serie di incontri, tavole rotonde, workshop e presentazioni riservata agli addetti ai lavori (tra cui appunto Robadarocker.com). In particolare si segnala un convegno sulla riforma del diritto d’autore in Italia con gli interventi dei parlamentari Francesca Bonomo, Celeste Costantino e Andrea Romano. Manuel Agnelli e Rodrigo D’Erasmo, degli Afterhours, hanno presentato  l’unico allestimento di “Hai Paura del Buio? Festival” by KeepOn, che si terrà il 4 Ottobre presso il SET Action Stage aL’Aquila. Altri workshop cui abbiamo partecipato sono stati decisamente interessanti, dalla réunion della nascente associazione MMF (Music Managers Forum), alla presentazione della già affermataSoundreef, valida alternativa alla Siae, dal progetto Musing Show per la musica dal vivo, al confronto sul “sala vuota”.   

Sabato 13 è stata invece la musica dal vivo la protagonista indiscussa, nella bomboniera musicale del Locomotiv Club, uno dei tempi storici bolognesi, si è svolto il tradizionaleKeepOn LIVE CLUB Festival, dedicato all’assegnazione delle targhe ai BEST LIVE 2014 votati dai direttore artistici dei locali aderenti al circuito, abbinato nell’occasione alla prima giornata di Tutto Molto Bello

Sul palco del noto club bolognese sarà poi la volta delle attesissime esibizioni diAPPALOOSA, BETTIBARSANTINI, BOLOGNA VIOLENTA, NICOLÒ CARNESI, FUZZ ORCHESTRA

Dalle 21,30 alle 3,00 abbiamo seguito, intervistato, abbracciato, “cazzeggiato”, con una ventina abbondante di musicisti, un backstage di 4×2 dove eravamo accalcati in un crogiuolo ribollente di vita e suoni, di calore umano, simpatia e divertimento. Ma senza dimenticare queste 5 band sono state votate per la qualità della loro musica, e sul palco, di fronte ad un locale affollatissimo e festante, si è vista tutta.

Primo gruppo a salire sul palco sono i livornesi Appaloosa, atipica formazione composta da 2 bassi, batteria e tastiere, un muro di suono da paura:
A chi vi ispirate per la vostra musica:
Ci piace tutto, pop, elettronica, non molto di post-rock.
Siete felici di essere qui con KeepOn tra i premiati?
Ci hanno chiamati e siamo stati molto felici di questa partecipazione, con l’ultimo disco abbiamo girato tantissimo a suonare. Abbiamo un ufficio che pensa a tutto, noi ci occupiamo solo di suonare.
Suonare è la vostra unica occupazione?
Abbiamo varie occupazioni e gruppi in cui partecipiamo.
Quando nascete come gruppo?
Nel 2001, poi ci sono stati vari cambi di formazione fino a questa che è la formazione stabile direi.
Quanti dischi avete già prodotto?
Cinque album, poi tantissimi concerti in giro per tutta Italia.
Di Spotify cosa ne pensate?
Non mi gratifica tanto, il nostro ultimo disco comunque è sulla piattaforma, è un remix di vari dj italiani che hanno appunto remixato i nostri pezzi.
Del Crowfunding?
Com’è fatto? Non so, preferisco altri sistemi.

Secondo gruppo a suonare sono i Betti Barsantini:
Il vostro nome è mutuato dalla direttrice del Tgr toscano, amore o odio?
Nooo figurati, è il nostro mito, ci siamo conosciuti, siamo diventati amici, siamo andati a casa sua, ci sostiene e ci ha anche presentato una volta a Firenze.
Ho notato che siete tutti e tre polistrumentisti, vi scambiate gli strumenti senza problemi.
Soprattutto dal vivo ci viene molto naturale, magari ognuno di noi ha il suo strumento preferito, ma questa cosa è nata così e ci troviamo bene.
I testi sono molto divertenti ed ironici.
Grazie, si sono uniti vari stili, poi ognuno di noi ha uno stile diverso e mettiamo assieme tutto, dalla vena punk agli altri gusti. Spaziamo molto.
Le vostre radici musicali quali sono?
Quando facciamo un progetto non stiamo tanto a pensare da dove partire, ma ci confrontiamo io e Ale perché abbiamo due storie molto diverse, troviamo un terreno comune e ci lavoriamo sopra. Comunque ascoltiamo di tutto, ci sono piaciuti anche gli Appaloosa ad esempio. Sto ascoltando molto il disco di Emiliano Cinquerrue, poi fra noi gli Smashing Pumpkins per non dire gli Heroes del Silencio.
Di Spotify che ne dite?
Non ricordo mai la password.
Del crowfunding?
Ho provato a fare un progetto con un americano di Portland, non mi sono trovato né bene né male, forse abbiamo esagerato con la cifra anche se il progetto era molto interessante.
Di KeepOn?
Ottimo, siamo molto contenti di essere qui a suonare.

Il terzo è Nicolò Carnesi:
Da dove vieni?
Dalla Sicilia, da Palermo, anche il ragazzo che suona con me adesso, questa è la prima volta che facciamo questo tour minimale, di solito suono con la band al completo in formazione classica.
Di questo esperimento cosa ci dici?
Questa versione pocket si chiama La galassia nel cassetto, che riprende il mio disco La galassia nell’armadio.
Genere musicale cantautorale direi.
La matrice è sicuramente cantautorale con tante contaminazioni, dall’elettronica all’indie-rock.
I tuoi generi musicali preferiti quindi quali sono?
Dal post-punk al post-rock, ascolto veramente di tutto, mi è piaciuto molto l’ultimo dei Washed Out.
Di questo festival KeepOn che ne pensi? Bella soddisfazione essere qui no?
Molto, è la prima volta che vengo qui, avevo fatto interviste ed altro, ma ad una manifestazione così è la prima volta.
Un saluto ai tuoi fans?
Adesso saremo in giro tanto, da Firenze al resto d’Italia.

Il penultimo artista della scaletta è un ossimoro simpaticissimo, un pacifista vegano che ha scelto il nome di Bologna Violenta:
Uno nome forte, almeno la città e giusta?
Ho abitato a Bologna per dieci anni, ma io sono trevigiano e sono tornato a casa adesso.
Suoni da solo sul palco?
Sì, ho la mia donna che fa da ufficio stampa ed organizzazione, fare da solo ti responsabilizza molto, perché se sbagli tutta la colpa è tua.
Hai uno spettacolo che punta molto sull’impatto visivo e la coreografia.
E’ dal 2006 che ho pensato di puntare molto sul video, non avevo neanche il computer per fare i video, allora mi sono inventato questo sistema multivision ed ho visto che la gente non andava via.
Punti molto anche sul riportare la memoria in un paese che memoria non ha.
Hai ragione, adesso va molto la cosa tipo i famosi 10 minuti di Andy Warhol che diventi famoso, ma poi chi rimane scottato è triste. E’ un continuo declino del genere umano. Mi piace andarci un poco pesante.
Fai un genere di musica molto forte e dire di nicchia estrema, sei stato sorpreso della nomination fra i migliori best live 2014?
Non me lo aspettavo veramente, sono stato fortunato a suonare nei live club fighi e piaccio anche, la cosa mi stupisce e non me lo aspettavo, sono veramente contento di essere qui a maggior ragione. L’ho visto nascere KeepOn e mi trovo molto bene, trovai degli amici che mi dissero che avevano messo su questa cosa e mi sono unito anche io.

Gli head-liner della serata, con tanto di coppa, con una potenza sonora da paura, sono la Fuzz Orchestra:
Sono le 2,30 di notte e cominciamo ad essere poco lucidi, ma cosa mi raccontante di voi?
Siamo nati nel 2006 dalle ceneri di una band che aveva prodotto 5 album. Noi adesso abbiamo fatto 3 dischi e stiamo lavorando al quarto.
Tanti concerti? Come vi trovate ad essere 2 di Milano ed 1 di Ravenna?
Abbiamo cambiato il batterista e lui è stato amore a prima vista, quindi dopo un tempo lungo di prova, noi siamo veterani e per trovare la quadra abbiamo girato 9 mesi per affinare l’amalgama.
Influenze musicali e generi amati?
Heavy-rock come ci definisce il nostro chitarrista, definizione usata da Iommi quando gli chiesero che genere facessero i Black Sabbath. Siamo solo strumentali con l’inserimento di clip vocali presi da films anni 60-70. Li campioniamo e li inseriamo nella nostra musica.
Cosa vi piace?
Heavy metal anni 70 tipo i Black Sabbath  principalmente.
Cosa ti piace adesso?
Gli italiani Zeus, Jealousy Party, 
Di questa vittoria a KeepOn? Nominati dai gestori dei live club?
Ho scoperto di avere vinto da internet, cosa molto carina perché a me neanche vincere, ma il fatto che venga apprezzato quello che tu fai è molto bello. In realtà quelli che ci hanno votato neanche li conosciamo, quindi vuol dire che hanno apprezzato il concerto, molto bello. Fra l’altro la nostra è una proposta anche brutale, con forte impatto, ma ho visto che il pubblico risponde alla grande.

In conclusione una manifestazione itinerante che abbiamo avuto la fortuna di seguire quest’anno, una organizzazione che ha funzionato perfettamente con tutti i responsabili e addetti KeepOn a tirare le fila con una dimostrazione di estrema professionalità e simpatia, da Marco in giù, oltre l’infinita pazienza e disponibilità dell’addetta stampa Elisa, che ringraziamo.

MAURIZIO DONINI