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Intervista a Mario Riso (Rezophonic) e Cristina Scabbia

Intervista a Mario Riso (Rezophonic) e Cristina Scabbia

Medicina Rock Festival, serata conclusiva e nello splendido casting assemblato quest’anno, la chiusura è affidata ai meravigliosi Rezophonic & Cristina Scabbia, front-girl degli strepitosi Lacuna Coil, conosciuta anche come “Colei che quando canta gli angeli si fermano ad ascoltarla”.Ecco l’intervista con il deus ex-machina del progetto, un esempio per tutti noi, Mario Riso e Cristina Scabbia
 
Parlaci dei Rezophonic e del progetto Amref.
MR: guarda, noi abbiamo l’attitudine di comunicare tanto, quindi troverai che come Amref abbiamo realizzato 158 pozzi, 15 cisterne e 3 scuole, realizzate con l’aiuto di oltre 200 artisti e con tanti concerti.
Rezophonic è forse una cosa diversa da tutte le altre, io sono tra i fondatori di RockTV e PopTV e quando raccontavo del progetto, gli ospiti rimanevano stupiti. Perché di solito queste cose nascono e si esauriscono in una unica soluzione, tutti si lavano la coscienza e poi tornano a casa. Io sono socio e ambasciatore di Amref, noi ci occupiamo di progetti a 360°, abbiamo avuto capitan Zanetti ad esempio per i bambini argentini. 

lato musicale cosa ci puoi dire?
MR: Il primo disco è nato in Africa dove ho conosciuto la sete, ho voluto far diventare il mestiere di musicista ancora più utile di quello che è, per cui il primo disco è stato Africa e sete. Ma siccome è difficile far capire i problemi di acqua dove non ci sono, il secondo album è stato Acqua, parlare di acqua. Il terzo album uscito adesso parla di sprechi, abbiamo fatto Dalla A ME, dove il doppio senso è evidente. La canzone l’ho scritta assieme a Danti dei Two Fingerz, io l’ho personalizzata inserendoci personaggi della musica e comunicazione che potessero permettersi di aggiungere questa frase appunto.

come selezioni gli artisti da portare sul palco? Generi molto diversi oltretutto no?
MR: Rezophonic è un circo, è il circo del rock’n’roll. Il rock non è limitante, siamo noi che rendiamo le cose limitate. Il crossover non è altro che una cosa sopra un’altra cosa, oggi con tutte le contaminazioni che subiamo grazie ad internet, è normale vedere musicisti collaborare tra loro. Io ho fatto oltre 150 collaborazioni e migliaia di concerti, ho fondato due canali televisivi. E devo dire che come te stavi dicendo prima, il mondo del rock è fatto di belle persone che non sanno convogliare le loro idee perché non si fidano o non trovano gli spunti necessari. Io mi assumo le mie responsabilità nel bene e nel male, in ogni caso l’eventuale colpevole sono io. Se faccio una foto con il nome dell’artista, come il mio, come Alteria, come Cristina, devo avere dei riscontri. 

non hai difficoltà a convincere gli artisti a venire a suonare? Ci sono quelli disponibilissimi e quelli che se la tirano un poco troppo e ingiustamente nel rock.  
MR: Te sei un grande, chi se la tira così non fa rock, Rezophonic funziona a rimborso spese, quindi io, a seconda di quanto ho di budget mi regolo, mando la mail e vedo chi mi risponde. Ci sono stati dei casi in cui il budget era buono e ci siamo trovati sul palco in 45 e perfino 67. Ma Io sono il testimone vivente che il mondo della musica è fatto di grandi persone. Ma tu prova a pensare a Cristina, io mi chiedo come è possibile che torni il 30 con il fuso orario dall’America, e il 31 è sul palco con noi. Io le dico, ma bimba non puoi  stare a casa? Lei è assurda (grande risata di Miss Crissy). 

parlando dei cd, come sono nati?
MR: non c’è un modo, il primo disco che decisi di chiamare Rezophonic dopo essere tornato dall’Africa, doveva essere il mio disco solista. L’esperienza di avere conosciuto la sete è diventato un’altra cosa, che secondo me è di quelli che prendono la polvere sugli scaffali. Grazie a questo album abbiamo iniziato a fare pozzi e a portare in giro questa nazionale del rock, io ringrazio tutti gli artisti perché nessuno viene lì per riempire il silenzio, ma per portare la propria arte. Noi non facciamo prove, nulla è riproducibile, la forza di Rezophonic è nell’interazione. Io preso spunto dai grandi del rock, i dischi si chiamano I, II, III, perché cosi facevano gli Zeppelin. Io vivo gli spettacoli come un Frank Zappa del 2015, lui comunicava agli artisti quello che avrebbero cantato solo al momento di salire sul palco. Ad esempio Woda Woda di Piero Pelù (neanche io l’ho mai cantata appunto interloquisce Miss Scabbia). Ogni artista porta una qualità elevatissima, lasciamo perdere lei (Cristina) che è un caso umano, lei entra in sala di registrazione e fa delle cose pazzesche. 
”Mi fanno sempre cantare le parti alte (dice Cristina)”.  Mario mi prende in giro perché non ho mai preso lezioni e non so leggere la musica e lui mi scrive dei percorsi da seguire.

invece per i concerti la selezione del cast come ti regoli?
MR: parliamo dell’ultimo disco, è una raccolta delle cose fatte in questi anni. Ad esempio Enrico Ruggeri doveva uscire con il suo nuovo disco, “La parola ai testimoni”, di cui io fra l’altro sono produttore, con la scena italiana rock alternativa che rifaceva suoi brani. C’erano due brani rifatti, uno pubblicato sull’album e l’altro inedito, ho chiesto quindi ad Enrico di poter avere questo pezzo e lui me l’ha dato. Rock Out è un tributo ai Motorhead di Lemmy, con Billy Sheean al basso e Alex Britti alla chitarrra, fra l’altro con Alteria alla voce e come Rezophonic l’abbiamo riesumato e riarrangiato. Giuliano Sangiorgi mi scrisse un brano nel 2008-2009 poi non usato, dal computer mi viene fuori questo brano allora chiamo Giuliano lui lo prende, me lo risistema e finisce nell’album. Un giorno apro la mail e ne trovo una di Piero Pelù che mi dice: “Conosci Woda Woda?”. Vado ad ascoltare e poi salta fuori che è la pseudo-traduzione di water water che è pronunciato in Africa. Fare un disco dei Rezophonic è impegnativo, è tutto auto-prodotto e auto-finanziato, non è per fare soldi perché le vendite dei dischi non giustificano la fatica. A noi serve per andare in giro a fare concerti. In uno di questi con sole 200-300 persone che sembrava un fiasco, abbiamo trovato un Direttore Marketing che ci ha fatto fare cartoline Amref per Natale e ci ha donato € 50.000 un anno e altrettanti l’anno successivo. 
Ma adesso farei parlare Cristina che ne dite? Perché io mi stupisco ancora che ci siano persone come lei che decidono di fare una cosa come questa, di non dormire come fa lei, il primo singolo uscì in Portogallo per una soap portoghese, “Morangos com acucar”, e proprio perché lo cantava Cristina ha permesso diventasse disco di platino.

Cristina cosa ci racconti di questa avventura? 
CS: io mi ritengo una persona molto fortunata in quanto ho potuto fare della mia passione il mio lavoro, perché quello che faccio nella vita è cantare sempre e ovunque. Io ricevo tantissime richieste per progetti e idee, ma siccome voglio che la mia immagine sia legata a qualcosa di molto serio, conosco Mario e so lui va giù a testa dura quanto parte. 
Poi avrei potuto collaborare e lavorare con personaggi che non conoscevo, se non per nome, anche al di fuori del mondo della musica. Avrei potuto divertirmi facendo qualcosa per gli altri, nel nostro caso non tanto per beneficenza, andiamo in giro per l’Italia divertendoci e mangiando specialità locali, e con questo facciamo anche del bene. E comunque non darei mai il mio nome a qualcosa di non serio e fatto bene.

porti pezzi tuoi o canti cose di altri?
CS: per me è una sfida personale, mi trovo sempre a cantare cose scritte da altri per altri, quando la scrivi pensi alla tua voce, ma quando la registri la tua voce è unica, quindi non facile farla mia. Non porto cose mie (“Non vedo l’ora, io non vedo l’ora” interviene Mario”), in futuro succederà. 

Suoni anche? Scrivi tu le canzoni?

CS: io non suono nessuno strumento, per fortuna con il computer adesso, nel bene e nel male, non è più necessario. Io nei Lacuna Coil mi occupo della scrittura dei testi e delle linee musicali, non di scrivere musica.

bene poi ci dovremo quindi rivedere per un’intervista come Lacuna Coil, adesso che sai c’è uno stalker di Bologna che non vi darà tregua fino a che non la faremo.
CS: adesso abbiamo 2-3 date in giro per l’Italia, poi ripartiamo. Ci ricordiamo da dove veniamo e non siamo invidiosi degli altri (“I Lacuna Coil sono l’orgoglio italiano nel mondo, e ti dico perché. Gli altri vendono anche dischi all’estero, ma agli italiani all’estero. Loro vendono per primi dischi agli stranieri”, dice Mario Riso).

MAURIZIO DONINI