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FIRENZE ROCKS 2019 day 4: THE CURE + Sum41 + Editors + Balthazar – Live @ Visarno Arena, Firenze 16-6-20 …

FIRENZE ROCKS 2019 day 4: THE CURE + Sum41 + Editors + Balthazar – Live @ Visarno Arena, Firenze 16-6-20 …

firenze rocks 2019

Firenze Rocks 2019 chiude i battenti con il concerto dei Cure domenica 16 giugno, ad aprire il set della band top sono i belgi Balthazar, freschi del successo di albums come Rats del 2012 e Thin Walls del 2015. La scaletta si fa fonda sul nuovo disco, Fever, avvalendosi di brani quali Fever, Wrong Vibration e Entertainment. Un live che cresce costantemente terminando con un finale di grande impatto, tanto per iniziare a combattere il caldo cocente della Visarno Arena con del buon rock.

Band:
Maarten Devoldere – vocals, guitars, keyboards
Jinte Deprez – vocals, guitars
Simon Casier – vocals, bass guitar
Michiel Balcaen – drums

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I concerti degli Editors vanno dal massimo assoluto a serate più soft, dopo averli visti varie volte l’esibizione al Firenze Rocks si prende il primo posto assoluto senza dubbio alcuno. Un Tom Smith ispiratissimo, una band che ripropone l’ottimo Violence, con il suo sound aggressivo, unendoci i grandi successi del passato. Se qualcuno ancora non li conosceva ha potuto ammirare una band che, abituata ad esibirsi con coreografie scure e quasi spettrali, ha dato il meglio di sé alla luce del sole, con brani oramai storici quali Papillon e Sugar, tanta roba.

Setlist:
Violence
Papillon
A Ton of Love
Munich
An End Has a Start
Magazine
Sugar
The Racing Rats
Frankenstein

Band:
Tom Smith (voce, chitarra, pianoforte)
Ed Lay (batteria, percussioni, cori)
Russell Leetch (basso, synth, cori)
Justin Lockey (chitarra)
Elliott Williams (tastiere, synth, chitarra, cori)

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L’onore di fare da apripista agli headliner è toccato ai canadesi punkettari SUM 41, colonna del punk-rock mondiale con Offspring e Green Day, un back to back italiano che segue l’I-Days 2017 (assieme a Linkin Park, Blink 182 e Nothing But Theves) davanti a 90.000 persone. L’ultima fatica prodotta, 13 Voices, ha segnato la ritrovata vitalità della band con tre singoli estratti dall’album, War, Fake My Own Death e God Save Us All (Death to POP). Coinvolgere una folla che aspetta Robert Smith e compagnia sotto un sole a 39° non è semplice, ma l’energia sparata dalla band è quanto di meglio si possa vedere. Esibizione maiuscola che ha prodotto un terremoto di watt muovianche cui era impossibile resistere.  Come capita in queste manifestazione la parte dedicata al nuovo lavoro è ridotta al minimo e la scaletta si è concentrata sui grandi successi ripercorrendo tutta la carriera, ma questo non è certo motivo di lamentarsi, per godersi il nuovo abbiamo tutto il tempo da ora in avanti. Divertenti le intro e gli inserti di cover inseriti durante lo show, senza cadere nel blasfemo, i SUM41 sono riusciti a introdurre il tambureggiare dei White Stripes e le arcate dei Pink Floyd in maniera più che efficace.

Setlist:
Motivation
The Hell Song
We’re All to Blame
Goddamn I’m Dead Again
Walking Disaster
Underclass Hero
Pieces (+ Seven Nation Army snippet as intro)
Out for Blood
Some Say
Fake My Own Death (with Pink Floyd’s Another… more )
Over My Head (Better Off Dead)
No Reason
With Me
We Will Rock You (Queen cover)
In Too Deep
Still Waiting
Fat Lip

Membri del gruppo:
Deryck Whibley: Singer/songwriter/guitarist
Cone McCaslin: Bassist
Tom Thacker: Guitarist
Dave Brownsound: Guitarist
Frank Zummo – Drummer

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La prima apparizione lascia sconcertati per l’aspetto di Robert Smith, il peso degli anni è particolarmente inclemente con il frontman dei THE CURE, ma bastano poche note per dissipare ogni dubbio sulla qualità dello show che la band inglese sfodererà sul palco della Visarno Arena per l’unica data italiana. Gli inglesi provenienti da Crawley nel Sussex (Inghilterra), sono in pista dal 1978 ed hanno calcato il palco di oltre 1.500 concerti in tutto il mondo, Con 13 dischi nel carniere ed uno in arrivo, non hanno certo problemi ad assemblare una setlist di altissimo valore. Un Robert Smith ispiratissimo con il basso di Simon Gallup detta i ritmi assieme al drummin’ di Jason Cooper, le corde lancinanti di Reeves Gabrels e i preziosismi alle keyborads di Roger O’Donnell.  Il sound caratteristico della band, questa new wave particolarmente scura fatta di suoni affascinanti e toni drammatici, lo sguardo di Smith rivolto spesso al cielo, dall’opening di Shake dog shake si va di corsa all’immaginifica Pictures of you, le luci della sera fanno risaltare la coreografia colorata che adorna lo show, ma è la musica a fare da padrona assoluta. Pezzi immercescibili come Just Like Heaven, In between days, la cavalcata tra ‘80s e ‘90s con The Head on the Door e Wish. Se il ripescaggio di Wendy Time un poco stupisce, in positivo, un Smith che pian piano si scioglie arrivando perfino a colloquiare con il pubblico. La parte massimamente pregnante che rimarrà scolpita in tutti i presenti è sicuramente il lungo encore, con ben otto pezzi e chicche assolute quali Lullaby, Friday I’m in love (quante t-shirt con questo motto nel pit), Close to me, la classica chiusura con la storia Boys don’t cry. Un live di straordinario livello, con suoni perfetti a creare un muro teatrale di note su cui il drammaturgo principe Robert Smith si è mosso a suo agio, la tempesta perfetta per ogni musicofilo.



MAURIZIO DONINI
Photoset by NINO SAETTI

Credits: si ringrazia Live Nation e Le Nozze di Figaro per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

 

Setlist:
Shake Dog Shake
Burn
From the Edge of the Deep Green Sea
A Night Like This
Pictures of You
High
Just One Kiss
Lovesong
Just Like Heaven
Last Dance
Fascination Street
Never Enough
Wendy Time
Push
In Between Days
Play for Today
A Forest
Primary
Want
39
One Hundred Years

Encore:
Lullaby
The Caterpillar
The Walk
Doing the Unstuck
Friday I’m in Love
Close to Me
Why Can’t I Be You?
Boys Don’t Cry

Band:
Robert Smith – voce, chitarra, tastiera, flauto,
Reeves Gabrels – chitarra
Roger O’Donnell – tastiera
Simon Gallup – basso, tastiera
Jason Cooper – batteria

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