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EUROPE tour 2025 @ Sequoie Music Park Bologna 17-7-2025

EUROPE tour 2025 @ Sequoie Music Park Bologna 17-7-2025

Europe tour 2025 @ Sequoie Music Park Bologna 17-7-2025

Andare ad un concerto degli Europe è come visitare Londra: anche dopo la millesima volta non manca di stupirti, di riservarti sorprese ben sapendo che comunque le aspettative saranno ampiamente soddisfatte. Ci sono delle ovvie certezze: The Final Countdown è eterna ed immancabile come il Big Ben, Rock the Night è un vero manifesto – come Buckingham Palace, Carrie come Piccadilly Circus che può cambiare profilo pur mantenendo sempre la stessa magica atmosfera.
Forse è per questo che Joey Tempest, frontman della band svedese, ha scelto proprio la capitale del Regno Unito come “posto da chiamare casa” – citando il suo primo lavoro da solista.

Torniamo però nella “nostra” Londra, città ricca di arte e movimento, piena di cultura e controcultura – ovvero Bologna: qui al parco Caserme Rosse si ripete la magia del festival estivo Sequoie Music Park, che offre anche quest’anno un bill molto vario e adatto per tutti i gusti.
Tra i nomi in cartellone spiccano proprio gli Europe, pronti a celebrare i 40 anni del loro disco epocale – The Final Countdown, appunto: già abituati al calore italiano e in particolare dell’audience bolognese, i cinque scandinavi promettono uno show pronto ad accontentare vecchi e nuovi seguaci.
Così è: nonostante l’afa di metà luglio abbia temporaneamente dato tregua, gli Europe sanno come portare calore ad un pubblico quasi interamente seduto – non esattamente l’ideale per un concerto così “dinamico”, ma che non toglie coinvolgimento, grazie anche al carisma e alla grande carica del già citato Joey Tempest.
Ma è tutta la band ad essere – come sempre – una macchina da guerra, rodata e pronta a tutto, senza mancare di divertirsi e divertire.
Tra vecchi e nuovi brani, la scaletta scorre veloce – forse un po’ troppo: si comincia con l’inaspettata On broken wings, già b-side del singolo The Final Countdown quando questo venne dato alle stampe. Pur non essendo edita su album, la canzone è sempre stata molto apprezzata dai fan – e la risposta arriva con immediatezza ed entusiasmo, tenuto alto anche dalla successiva Rock The Night.

Si procede con la granitica (e più recente) Walk The Earth, simbolo degli Europe 2.0 che hanno adottati suoni più cupi e maturi, buttando un occhio al futuro ed uno indietro alle origini del rock. Come si può però rimanere fermi quando parte Scream of Anger? Lo scatenato brano è un vero urlo di rabbia il cui eco risuona da oltre quarant’anni – non perdendone potenza e ferocia musicale: gli Europe si fanno prendere un po’ la mano e la buttano un po’ “in caciara”, ma dimostrano di sapere tenere il palco da grandissimi professionisti. Un po’ di respiro arriva con la melodica Sign of the times, cantata a gran voce da tutti – e dalla nuova Hold your head up, dalle sonorità più moderne prima dell’arrivo della ballad per eccellenza: Carrie.

Joey Tempest – aiutato anche da qualche frase tattica in italiano – guida la folla e la fa cantare, le vibrazioni sono quelle giuste per la massiccia War of Kings, seguita da una sempre convincente Stormwind, in ricordo degli Europe di Wings of Tomorrow, il loro secondo album. Altro giro, altra ballad: tocca a Open your heart la cui eco si frange contro la dinamica More than meets the eye, prima di una sempre magnifica Last Look at Eden. E’ passata poco più di un’ora, manca ancora qualcosa: ecco infatti la doppietta dal bellissimo Out of this World del 1988, ovvero Ready or Not e la sempre richiesta Superstitious, in medley con una accorata No Woman No Cry – ottimi preludi al bis, composto da Cherokee e dall’immancabile The Final Countdown, per la quale tutti si alzano in piedi e cantano fino all’ultimo respiro. Ed eccoci quindi alla fine del concerto dal bilancio estremamente positivo: una band in grande forma, con suoni decisamente all’altezza, una scaletta che ha riservato qualche sorpresa, il tutto condito da uno spettacolo essenziale, volto a concentrare l’attenzione del pubblico unicamente sulla band, senza lesinare in luci e flash. Unica pecca – la durata: con undici album all’attivo e tanti brani di qualità vecchi e nuovi si poteva sperare in uno spettacolo un po’ più lungo dell’ora e mezza scarsa proposta… ma poco male, siamo sicuri che i cinque svedesi torneranno presto in Italia (oltre alle date che ancora sono in programma nel Belpaese in questo stesso periodo) per un altro memorabile spettacolo. Di sicuro il conto alla rovescia per loro è ancora molto, molto lontano.

SANTI LIBRA

Credits: si ringrazia Parole e Dintorni, Sequoie Music Park e Unipol Arena per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

BAND:
Joey Tempest (Vocal)
John Norum (Guitar)
John Levén (Bass)
Ian Haugland (Drums)
Mic Michaeli (Keyboard)

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SETLIST:
1 – On broken wings
2 – Rock the night
3 – Walk the earth
4 – Scream of anger
5 – Sign of the times
6 – Hold your head up
7 – Carrie
8 – War of kings
9 – Stormwind
10 – Open your heart
11 – More than meets the eye
12 – Prelude/Last look at Eden
13 – Ready or not
14 – Superstitious
Encore:
15 – Cherokee
16 – The Final Countdown