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BLACK SABBATH “The End tour” opening Rival Sons – Live @ Arena di Verona 13-6-2016

BLACK SABBATH “The End tour” opening Rival Sons – Live @ Arena di Verona 13-6-2016

Quale location migliore per una fine gloriosa dell’Arena di Verona? Nella patria degli amanti infelici Romeo e Giulietta si celebra la data italiana della fine di uno dei gruppi senza tempo che hanno segnato la storia del rock mondiale, i Black Sabbath, solo il nome evoca scenari mitologici, la sola Paranoid, la loro hit più conosciuta a livello mainstream, sarebbe bastata  a decretarne l’immortalità e l’entrata di diritto nella Rock n’Roll Hall of Fame. Storie, partenze e ritorni, la loro formazione originaria per un ultimo tour, che non potrà avere sicuramente réunion viste le tragiche condizioni del deus ex-machina, l’ideologo della band, il vulcanico Tony Iommi. Assieme a lui il bassista Geezer Butler e l’icona universale dell’oscurità, Il Principe delle tenebre Ozzy Osbourne. La storia, mai confermata, ma tramandata di bocca in bocca come sicura, narra che Ozzy avrebbe divorato un pipistrello vivo che gli girava attorno durante un concerto, ne ha consacrato l’aura infernale. In realtà zio Ozzy, come viene spesso affettuosamente chiamato, è un bonaccione dedito, come tanti in questo mondo, ad ogni sorta di eccesso. Lo stesso Don Airey mi confessò ridendo di non essersi mai divertito  tanto come in tour  con Ozzy, non disse lo stesso dello scorbutico e perfezionista Ritchie Blackmore. Manca il quarto dei Dark Four, il batterista Billy Ward, sostituito in questa sessione dal drummer di Ozzy, Tommy Clufetos, le polemiche non si sono fatte attendere…. A completare la line-up di tour il tastierista-chitarrista, sempre via Ozzy, Adam Wakeman.

Il rito si celebra nella sua grandezza, le mani di Iommi e Butler sono sempre fatate, chitarrista estroso e geniale, anima della band dal punto di vista creativo, ammirarlo assieme a Butler ai fianchi del frontman è un vero e proprio spettacolo nello spettacolo. “God bless you all” proclama in apertura The Oz, ironico sentirlo dire proprio da Madman davanti un muro di bare tra croci e simboli infernali…. Ma c’è tanta musica, Ozzy caracolla ingobbito come sempre, per il palco istrionico ed affabulatore, scorrono i pezzi più belli della band, quelli che hanno segnato generazioni. Clufetos supplisce ad una classe non proprio cristallina con il vigore e comunque è validissimo, così come il bravo Wakeman, sotto l’occhio di bue il primo, nascosto nella penombra il secondo. Ma le emozioni si sprecano, le sirene rosse di War pigs,  il suo lugubre mantello che lo copre nei primi tre pezzi, la potenza di Fairies wear boots che sovraintende l’incedere lento e solenne dell’opening Black Sabbath. Il mito di Iron man con il suo basso scolpito che è il prosieguo del live dopo il drum solo di Clufetos. E per chiudere l’encore con il mito della mia giovinezza, Paranoid è Paranoid, what else?
Se dovevamo accompagnare i Black Sabbath nell’aldilà, la missione si è compiuta nel migliore dei modi, concerto emozionante ed indimenticabile, scorrono i titoli di The End, ma sarà veramente la fine? Chi se non il Principe delle Tenebre può tornare dagli inferi nel nome del rock?

MAURIZIO DONINI

Credits: si ringrazia Eventi Verona per la gentilissima disponibilità e la perfetta assistenza ed organizzazione dell’evento.

Setlist:
Black Sabbath
Fairies Wear Boots
After Forever
Into the Void
Snowblind
War Pigs
Behind the Wall of Sleep (with ‘Wasp’ intro)
N.I.B. (with ‘Bassically’ intro)
Hand of Doom
Rat Salad (with drum solo)
Iron Man
Dirty Women
Children of the Grave
Encore:
Paranoid
 
Band:
Ozzy Osbourne – voce
Tony Iommi – chitarra solista
Geezer Butler – basso
Tommy Clufetos – batteria, percussioni
Adam Wakeman – tastiere, chitarra ritmica
 
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