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BEN HARPER & The Innocent Criminals “Call it what it is tour” – Live @ Filaforum, Ass …

BEN HARPER & The Innocent Criminals “Call it what it is tour” – Live @ Filaforum, Ass …

“La musica è come il vento: soffia, continua a passare, a fluire. E finché c’è vento ci sono nuove canzoni” (B.H.). Ed è esattamente quello che continua a fare Ben Harper, classe ’69, infaticabile musicista che fortunatamente continua a regalarci canzoni e live straordinari. Proprio come quello dello scorso 7 ottobre al Mediolanum Forum d’Assago in cui si è esibito, di nuovo, assieme alla sua storica band: The Innocent Criminals, “i migliori musicisti con cui un artista possa sperare di lavorare” dirà al termine del concerto.

Sino alla scorsa settimana, forse, per me sarebbe stato più facile incontrare Ben Harper in giro per Verona con il suo skate o da Folks in visita ai suoi amici ( per i quali tra l’altro ha un pensiero durante il concerto), e invece finalmente ho avuto il piacere di partecipare ad uno dei suoi live e si sa, la prima volta non si scorda mai! Che sia bravo è cosa nota, che sia virtuoso pure, ma che fosse in grado di trasformare il forum di Assago in un teatro con migliaia di persone, rapite da uno spettacolo vero e diretto, questo, personalmente, era da sperimentare. L’impressione che ho avuto è stata quella di un live genuino e partecipato, dove i musicisti si divertono davvero a suonare insieme, dove la musica la fa da padrona e tutti si cimentano, appena possibile, in una jam travolgente e coinvolgente! 
Il musicista californiano ci ha fatto ballare e nello stesso restare a bocca aperta, rapiti dal suono della sua voce. Abbiamo assistito ad uno spettacolo dal quale nessuno della band è restato escluso, c’è stato spazio per ognuno di loro, ed è stato possibile godere ed apprezzare il talento di tutti i membri della squadra dall’infaticabile Leon Mobley alle percussioni, al miracoloso basso di Juan Nelson.

Il live inizia sulle note di Oppression, ritmo lento e polleggiato che accoglie, assieme all’ovazione del pubblico, un Ben Harper in maglia e cappello bianchi. Segue la deliziosa e conosciutissima Diamonds on the inside, e a questo punto siamo già tutti completamente conquistati dalla musica di Harper, che si gioca questa bella carta già come secondo brano di una scaletta di sicuro sapientemente costruita, a dimostrazione che, forse, il meglio deve ancora venire. Nonostante la temperatura esterna sia calata, e il caldo sia ormai parte per l’ennesima volta dei nostri ricordi, In the Colours è in grado di riportarci per qualche minuto, al sole della California, se solo si chiudono gli occhi e ci si abbandona alla musica.  Don’t take that attitude to your grave e Finding our way, tratta dall’ultimo album: Call it what it is, scaldano il cuore e a dispetto di uno spazio molto ampio, quale quello del forum, Ben riesce a creare una sorprendente intimità. Il concerto è un crescendo di emozioni, man mano che si susseguono i brani, lo show diventa sempre più magnetico e accattivante, niente è scontato e banale, e Ben Harper si destreggia con imprescindibile maestria fra blues, rock, soul, raggae e canzone d’autore, confermando la sua strabiliante abilità artistica nel saper fare qualsiasi cosa! E lo seguono a ruota Leon Mobley, Oliver Charles, Jason Yates e Juan Nelson.

Con Shine, Morning Yearning e Roses From My Friends, deliziose e suadenti, viene fuori tutta l’umanità e la genuinità di questo grande artista, che non perde occasione per ringraziare sorridente e grato il pubblico. E che dire di Juan Nelson, musicista strepitoso che si fa indubbiamente notare, non solo per la stazza, ma per la sua eleganza nel suonere il basso, una tecnica raffinata e una sconvolgente bravura, un vero piacere ascoltarlo e farsi trasportare dal suo groove. In Fight for your mind, carica e potente, è un puro godimento il duetto musicale fra il basso di Juan e la chitarra di Ben, una botta e risposta da veri maestri che si conclude con la cover di Them Changes (Buddy Miles) e una più che meritata standing ovation del pubblico.  

Ben Harper presenta tutta la band e al termine presenta anche se stesso:”My name is Ben Harper”. È la volta dell’intensa Call it what it is (Murder), che precede Don’t give up on me now, cantata dall’intero Forum. Il pubblico esplode poi sulla straordinaria Faded al termine della quale la band ci regala una super jam di oltre dieci minuti. Si chiude con How dark is gone, brano in cui Leon Mobley, puro talento alle percussioni e sorriso contagioso, è mostruosamente coinvolgente.  Dopo circa un’ora e mezza è il momento dell’encore, ma l’impressione non è assolutamente quella di un concerto che volge al termine, tutt’altro! Sembra che la band sia pronta a ricominciare tutto da capo. E si ricomincia con Burn One Down tratto dall’album Fight for your mind, seguita da una commovente Where Could I Go, un vero e proprio pugno allo stomaco e non soltanto per il brano in sé, ma perché Ben Harper, per cantarla, si sposta ad un’estremità del palco, chiede il silenzio all’intero forum e si esibisce senza microfono. L’atmosfera è intrisa di misticismo. Una voce da brivido, potente, ricca di sfumature, pulita e sincera allo stesso tempo, un universo emozionante, che fa tremare l’anima dal profondo. Bravo, bravo, bravo! Ben rimane fermo, immobile al termine di questa meravigliosa esecuzione e si gode una meritatissima esplosione di applausi. Steal My Kisses ci riporta alla realtà dopo questo splendido viaggio, dopodiché si accendono le luci e quando tutto sembra finire, With My Own Two Hands scatena la folla, che inizia a ballare felice e appagata assieme ad un Ben Harper tenero, libero, divertito e grato, che ruota su sé stesso e salta da una parte all’altra del palco. E a questo punto, dopo un concerto così ricco, potente e di altissimo livello, non posso fare altro che chiedermi cosa aspettassi a partecipare ad un live di Ben Harper! 

Report: Maria Pia Catalani
Photo Daniele “DiKi” Di Chiara

Credits: Si ringrazia LiveNation per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

Setlist:
Oppression
Diamonds on the Inside
In the Colors
Don’t Take That Attitude to Your Grave
Finding Our Way
Shine
Morning Yearning
Roses From My Friends
Fight for Your Mind / Them Changes (Buddy Miles cover)
Call It What It Is
Excuse Me Mr.
Faded
How Dark Is Gone
Encore:
Burn One Down
Where Could I Go
Steal My Kisses
With My Own Two Hands