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ANTONELLA RUGGIERO & ANDREA BACCHETTI “Un pianoforte e una voce”- Live @ Teatro Verdi Fiorenzu …

ANTONELLA RUGGIERO & ANDREA BACCHETTI “Un pianoforte e una voce”- Live @ Teatro Verdi Fiorenzu …

Nella splendida atmosfera di quel piccolo gioiello ottocentesco del Teatro VERDI di Fiorenzuona D’Arda , che con la stagione teatrale 2015-2016 celebra il decennale della sua riapertura, ho assistito a qualcosa che definire “magico ” sia riduttivo. Su quel palco è avvenuto un incontro di musica ma soprattutto di “anime”, un interscambio magnifico tra due artisti apparentemente così diversi tra loro, ma per questo così complementari: Antonella Ruggiero, ex voce dei Matia Bazar e protagonista assoluta della musica italiana con una carriera solista assolutamente eterogenea che ha toccato tutti i generi musicali e  tutti gli ambiti, e il pianista Andrea Bacchetti, un talento incredibile, con un Curriculum che ti lascia veramente di stucco.

Il progetto “Un pianoforte e una voce”  ripropone i brani dell’artista genovese in una chiave assolutamente insolita, e per questo magnifica, con l’accompagnamento al pianoforte di Andrea Bacchetti e grazie  agli arrangiamenti di Stefano Barzan, dando vita ad  un excursus che conduce il pubblico indietro nel tempo, attraverso melodie famose rivisitate in modo originale, tra le quali i  più grandi successi di Antonella coi Matia Bazar e del suo successivo percorso musicale, assieme ad alcuni classici della musica italiana.
Lo spettacolo si apre subito con un’ incredibile “Amore lontanissimo“, il brano  con il quale l’artista  ha partecipato a Sanremo nel 1998 . Dopo il primo brano Antonella ci  presenta brevemente  il progetto, definendo lei e Andrea, in modo molto divertente, una “Strana Coppia”.  Lo definisce uno “scambio” tra due artisti che entrano  nei rispettivi mondi, quello dela musica “pop” per lei, e quello della musica “colta” per lui. 
E’ poi la volta di “Per un’ora d’amore”, uno dei successi dei Matia Bazar, e di un altro successo del gruppo, “Aristocratica“, che dava il titolo all’omonimo album del 1984. Antonella poi ci spiazza letteralmente, presentandoci una cover di “Impressioni di Settembre” della P.F.M., con la quale lei collaborò diversi anni fa. E la commozione è davvero inevitabile. Questa signora della musica possiede uno strumento unico e incredibile. Con la sua voce, e non saprei in quale altro modo dirlo, “fa delle robe disumane” (perdonatemi la licenza stilistica). E Andrea Bacchetti “riempie” il tutto come se avesse otto mani, e non due soltanto. Quel pianista è davvero un’eccellenza della quale in Italia dobbiamo essere fieri.  Poi  Antonella lascia il palco al Maestro, che per una ventina di minuti di musica classica, da lui composta, dà vita ad un immenso one-man-show, diventando quasi un tutt’uno col suo pianoforte.

Antonella rientra in scena , per la seconda parte del suo concerto, tra cui spiccano i brani  “Non ti dimentico“, con il quale l’artista  ha partecipato a Sanremo nel 1999, la bellissima “Il canto dell’amore“, e “Echi d’infinito“, che risale a Sanremo 2005.

Andrea Bacchetti, lasciato di nuovo da solo in scena,   si sbizzarrisce poi  per una decina di minuti in un “medley” (perdonatemi la definizione) di Schubert , e  per l’ennesima volta mi giro verso i miei compagni d’avventura, e  ci guardiamo negli occhi stupiti, come per dire “Ma da dove salta fuori questo?”.
La Ruggiero rientra in scena per la terza parte dello spettacolo, ci stende con un esercizio vocale in cui davvero ti verrebbe voglia di andare a vedere se è vera o se è un’aliena, e continua con un meraviglioso tributo a Fabrizio De Andrè. Si tratta del brano “Ave Maria”, introdotta dall’artista come “una sorta di preghiera laica dedicata al mondo femminile, che ha sempre bisogno di forza e di sostegno”. Non mancano i classici dei Matia Bazar “Vacanze Romane” e “Cavallo Bianco” , sul finale. Gli artisti salutano, ringraziano, e lasciano il palco. Il teatro, con  una lunghissima standing ovation, li richiama ovviamente in scena. Vogliamo tutti “Ti Sento“, naturalmente. E loro ce la regalano.  L’ennesimo capolavoro di arrangiamento per  piano – voce della serata.

Ma non è finita… Ed è davvero con il secondo bis, che la serata si chiude nel modo migliore in cui lo si poteva fare. Con una canzone storica in genovese, la terra di Antonella, che racconta la storia di un uomo costretto a emigrare in America Latina in cerca di fortuna, dal titolo “Ma se ghe penso”.
Lo spettacolo è finito. E con ancora i brividi addosso, mi preparo ad incontrare questa “strana coppia” nel backstage, per le interviste. E credetemi, mi tremano le gambe..
 
FRANCESCA MERCURY
Photoset by DANIELE “Diki” DI CHIARA

Credits:
si ringraziano i signori Roberto Colombo e Giovanni Bozzo di Liberamusic per la gentilissima disponibilità ed assistenza e la perfetta organizzazione dell’evento.