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AFTERHOURS “Secret Show” – Live @ I Candelai, Palermo 2-4-2018

AFTERHOURS “Secret Show” – Live @ I Candelai, Palermo 2-4-2018

Parlare degli Afterhours, per me, è partire da un assunto che vado ripetendo da almeno 15 anni a questa parte: sono l’unica vera rock band che abbiamo in Italia! Quando affermo questo, in genere, mi vengono fatti una serie di nomi (Marlene Kuntz, Verdena, etc) e più la gente snocciola la propria lista, più questa mia convinzione si rafforza. Gli addetti ai lavori hanno scritto tutto e il contrario di tutto su Agnelli, eppure ho come la sensazione che nessuno abbia mai centrato il nocciolo della questione. Presuntuoso, contraddittorio, rompipalle… tutto quello che volete. Ma nessuno si sofferma mai su quanto sia vero e verosimile il suo personaggio. Su quanto, negli anni, spostando sempre l’asticella più in alto, sia diventato autorevole. Un’ attività live pazzesca, una produzione prolifica, generosa. Un lavorio costante, infernale, ossessivo, su sé stesso e sulla sua creatura. Un “mostriciattolo” cresciuto nell’ombra, sempre un passo in là rispetto al fiume del mero commercio, ma sempre al centro delle cose.

Collaborazioni importanti, amicizie importanti. Eppure sempre lui, con una personalità fagocitante che è riuscita ad “afterhourizzare” persino Mina, la tigre di Cremona che tutto piega e sbrana al suo passaggio. Una personalità talmente spinta da attrarre a sé, come il più sensuale buco nero, una pletora di musicisti perfettamente integrati in un’estetica. Agnelli non solo è l’unica vera rockstar che abbiamo, ma ha saputo nel tempo trasformare, plasmare, dipingere il ritratto della sua band in maniera così certosina da essere riuscito a trasformare in rockstar anche persone che, pur avendo personalità spiccatissime, rockstar non potrebbero mai esserlo senza il contesto in cui sono state calate. Agnelli è riuscito a fermare sulla tela un’ immagine ed è quell’immagine che ora invecchia per lui. Nel frattempo è arrivata anche la televisione, eppure non è cambiato nulla. Gli Afterhours vengono a suonare in un secret show di pasquetta ai Candelai. Si dice che le due date siciliane (l’altra è al Teatro Coppola di Catania) siano propedeutiche a togliere un po’ di polvere in vista della grande “reunion” prevista per il trentennale al Forum di Assago. La celebrazione è importante e conferma che Agnelli ha continuato, negli anni, a celebrare una messa che nessuno (o pochi) hanno mai capito davvero. Agnelli è una rockstar, dicevamo, ma non perché probabilmente ora guadagni il doppio di quanto faceva dieci anni fa. Agnelli è una rockstar perché sta riuscendo nell’intento di illuderci tutti che vi sia o vi sia stata una scena italiana.

Un’ idea folle, visionaria, che lo ha portato dal Tora Tora (il Festival che cercò di promuovere tempo addietro) al Paese è Reale (Album uscito dopo la partecipazione a Sanremo in cui cercò di stigmatizzare il meglio dell’Alt-Rock italico). Agnelli, come Napoleone non ha più bisogno di nessuno. Imperatore si è incoronato da solo. Sovrano di quella scena c’è diventato sul campo! Avrò visto gli Afterhours dal vivo una ventina di volte. Ma era un po’ che non mi capitava. E finalmente questa primavera che tarda ad arrivare, me ne dà la possibilità, in una Palermo sempre più in fermento.

Non vedere più la sagoma di Giorgio Prette dietro ai tamburi inizialmente mi intristisce, ma dopo un paio di brani, le ritmiche serrate del compunto Fabio Rondanini, distraggono e non ci si pensa più. Anzi, si apprezza il drumming ordinato, metodico, forse fin troppo quadrato. Dellera gli “sculetta” meravigliosamente accanto. Da un Bassman “frigorifero” spara le sue ritmiche come un chierichetto spargerebbe incenso. Se si fosse ad una messa, ruberebbe più di un sorriso alla concentrazione e alla solennità dell’officiante. Occhialoni da sole e giacca di pelle, Fenderone e via andare, senza starci troppo a pensare. Come vuole il primo Comandamento di Papa Grohl II: “Falla facile, falla subito!”… semplicemente adorabile!

La linea di fuoco è composta dai fidi alfieri: Xabier Iriondo e Rodrigo D’Erasmo. Il primo è in gran spolvero. Sfoggia una meravigliosa e un po’ sinistra Flying V col manico in alluminio. L’insolente, smitraglia come un AK 47. Il secondo pare invece più un chiromante che accompagna il Re nelle più sofferte decisioni. Figo come pochi, pare un po’ in disparte rispetto alla “pugna sanguinolenta”, ma non si tira comunque indietro quando si tratta di “fare casino” ed è così che ci piace. Alla sinistra del Padre, come il peggiore Barabba, Stefano Pilia merita un volume a parte. Visto che stiamo parlando in termini biblici, servirebbe più di un capitolo apocrifo per descrivere la sua grandezza. Gran suono, gran lavoro di retrovia… credo che attualmente, senza nulla togliere agli altri, sia il vero “colpevole” del suono della band. Un suono micidiale. Elegante, mai scontato o ridondante. Il “marinaio che sogna” è un caleidoscopio di soluzioni che tanti dovrebbero prendere ad esempio. In bilico tra il palco e i tre gradini che servono per scenderlo, macina riff su riff, senza alcuna paura di cadere. Il suo stile dimesso non inganni nessuno. Lui, dicevamo, è il Barabba. Un ladro, un dissoluto, anche se ha la faccia da bravo “picciotto”. Cosa ruba? La mia attenzione. Canzone dopo canzone, infatti, finisco per concentrarmi sempre più su di lui. Cristo sa morire e risorgere, sa camminare sulle acque, ridà la vista a chi l’ha persa, lui invece ha solo il suo “legno”, ed è con quello che si conquista la sua parte di Paradiso.

Facile sarebbe ora paragonare ora Agnelli al figlio di Dio, soprattutto dopo quel famoso shooting  che lo ritraeva come tale. E invece no, non ci casco. Anzi affermo con totale serenità che Manuel Agnelli è umano. E’ il più umano tra gli umani. E proprio per questo può essere quello che è… il preferito degli Dei!

MASSIMILIANO AMOROSO
Photoset by AZZURRA DE LUCA
 
Credits: si ringrazia Fleisch Agency per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento Fat Sounds ed I Candelai.

Setlist:
1)Dentro Marylin
2)Strategie
3)Germi
4)Ossigeno
5)Sangue di Giuda
6)Padania
7)Non voglio ritrovare il tuo nome
8)Cetuximab
9)Grande
10)Folfiri o folfox
11)Ballata per la mia piccola iena
12)Sottile
13)Il mio popolo si fa
14)Pelle
15)Vedova Bianca
16)Riprendere Berlino
17)Quello che non c’è
Encore:
Bianca
Non è per sempre

Encore 2:
Rapace 
How we divide 
Male di Miele 
La verità che ricordavo 
Bye Bye Bombay 
Molti modi

 
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