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AEROSMITH “Aero-vederci baby!” + Placebo – Live @ Visarno Arena, Firenze 23-6-2017

AEROSMITH “Aero-vederci baby!” + Placebo – Live @ Visarno Arena, Firenze 23-6-2017

Dopo che Roberto De Luca è riuscito nell’impresa di portare due leggende come I Guns e gli Aerosmith in Italia nell’arco di una settimana divisi solo dall’appennino, possiamo solo chiedergli di fare riunire gli Zep ed acclamarlo Presidente. Ma scherzi a parte, è doveroso riconoscere i meriti quando ci sono, e dopo le tante polemiche sull’I-Days Festival con parcheggi costosi come il biglietto, difficoltà di arrivo e ritorno, assistenza invisibile ed un punteggio finale del pubblico di 1,7 su 5, abbiamo potuto godere il bel lavoro di Studio’s a Imola e di LNDF a Firenze. Parcheggi vicini e senza ‘creste’, ingressi disciplinati che hanno scontentato solo chi non legge le istruzioni, personale in grande numero pronto ad assistere in qualunque situazione. Resta il discorso dei token, ma almeno si poteva acquistare l’acqua cash, nel complesso BRAVI!!!
 
E bravi sono stati i miei amati Placebo, band che normalmente si presenta da headliner e che è retrocessa a cantare sotto il sole a picco solo per l’evento unico di Tyler e c. Ma loro sono una sicurezza, combattuta la calura con un paio di bermuda, Molko ha dimostrato una volta di più tutta la sua immensa bravura, un canto che rende immediatamente riconoscibile il sound di questa crew multinazionale e che prodotto un set grandioso. La liturgia malinconica di Special needs, la distopica anti-social di Too many friends, l’apocalittica bellezza travolgente di Twenty years, la dolcezza soffusa di Special K, il ruggito di For what it’s worth, ed il chiudere con una cover bellissima come Running up that hill, sentiero dove la band rimane maestra. La chiusura con la chitarra arcobaleno sopra la testa è il simbolo di una apoteosi musicale che ha scaldato in maniera sublime la platea prima dello show notturno.
 
Setlist:
Intro (Ion)
Pure Morning
Loud Like Love
Jesus’ Son
Soulmates
Special Needs
Too Many Friends
Twenty Years
For What It’s Worth
Slave to the Wage
Special K
Song to Say Goodbye
The Bitter End
Nancy Boy
Infra-red
Encore:
Running Up That Hill (A Deal with God) (Kate Bush cover)
 
Band:
Brian Molko – voce e chitarra
Stefan Olsdal – basso e chitarra
On stage:
Bill Lloyd – tastiera e basso
Nick Gavrilovic – tastiera e chitarra
Fiona Brice – tastiera e violino
Matthew Lunn – batteria
 
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Quando salgono sul palco i, fortunatamente ex, Toxic Twins alla guida della band si scatena il delirio, occhiali da sole per i primi tre pezzi a ripararlo dai fotografi, vestito come il più glam dei fashionist, barocco ed immaginifico, Steve Tyler fuga subito qualunque dubbio si possa avere sulla voce di un quasi 70enne come è lui. L’attacco è rovente ed il resto della band non è da meno, Perry appare immortale, non un attimo di smarrimento in questo vecchio pirata, Kramer appare leggermente affaticato, ma pesta con sapienza e tutta la band è di alto livello, ad cominciare dalla splendida chitarra di Whitford. Un live che sale di livello momento dopo momento, si arriva presto ai grandi successi che hanno immortalato la band tra le stelle di ogni tempo, la quaterna di Cryin’, Livin’ on the edge, Love in an elevator ed una rovente Janie’s got a gun è un unico anthem che unisce la folla della Visarno in un unico coro guidato da Tyler. Steve non ha preso un grammo in questi anni, fende il palco e la lunga passerella che lo porta in mezzo ai fans come un fenicottero con le ricche vesti che gli volano attorno creando un’immagine spettrale e bellissima. Un poco a sorpresa parte un duo di pezzi di torrido blues dei Fleetwood Mac  suonati in maniera incandescente da Joe Perry con Steve che si scatena all’armonica, mai un attimo di sosta, ben più pregnanti di molte star con qualche decennio in meno sulle spalle. Se stante la ricca lista di successi in cui pescare gli Aerosmith hanno scelto questo 1-2 ha alzato le critiche di qualcuno, resta un bel modo di omaggiare un’altra band storica, ma anche di dimostrare la versatilità di uno come Joe Perry che appare in tutte le classifiche dei migliori chitarristi e comunque è stato un grande regalo per chi non si accontenta solo del luccicare dell’oro, ma ne apprezza anche la sostanza.

Ma senza sosta piomba Sweet emotion, canzone ammantata da uno dei video più roventi della storia, assieme alla precedente Love in an elevator, con Tyler che punta il microfono verso il pubblico facendogli fare il chorus, tanto per scaldare gli ormoni dei partecipanti  prima di schiantare sui cuori una poliedrica I don’t want to miss a thing in un crescendo atomico che raggiunge lo zenith con una incandescente versione di Come together, una delle interpretazioni di questa canzone più belle che abbia mai sentito, e tutti fans non si sono fatti pregare per diventare un backvocal unico. C’è ancora il tempo dell’ennesima canzone su donne e sesso, ma possiamo biasimarli? Resta il fatto che Dude è una song travolgente che con il suo ritmo incalzante fa ballare anche il più rilassato degli spettatori. Di hits ce ne sarebbero ancora tante, ma per il bis la scelta cade sulla classica ed immarcescibile ballatona Dream on e sulla urgente e sincopata discotecosa Walk this way, canzone festosa ideale per chiudere la nottata.

Una band in grande spolvero la cui attività live può chiudersi solo per la stanchezza e l’età e le centinaia di palchi ed aerei presi, ma che dal punto di vista artistico ha sfoderato uno dei concerti più esaltanti visti passare sul suolo italico.

MAURIZIO DONINI
Photoset by NINO SAETTI
 
Credits: si ringrazia Le Nozze di Figaro e Live Nation per la gentilissima disponibilità e la perfetta organizzazione dell’evento.

Setlist:
Let the Music Do the Talking
Young Lust
Cryin’
Livin’ on the Edge
Love in an Elevator
Janie’s Got a Gun
Stop Messin’ Around (Fleetwood Mac cover)
Oh Well (Fleetwood Mac cover)
Mama kin
Sweet Emotion
I Don’t Want to Miss a Thing
Come Together (The Beatles cover)
Dude (Looks Like a Lady)
Train
Encore:
Dream On
Walk This Way
 
Band:
Steven Tyler – voce, armonica a bocca
Joe Perry – chitarra solista, cori
Brad Whitford – chitarra ritmica
Tom Hamilton – basso, cori
Joey Kramer – batteria
On stage:
Buck Johnson – tastiere
Jess Sky Kramer  – batteria
 
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