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CARROBESTIAME – Intervista alla band umbra che presenta il nuovo album

CARROBESTIAME – Intervista alla band umbra che presenta il nuovo album

In occasione dell’uscita del nuovo album “Nel tempo in cui le cose erano fatte per durare” (Maninalto!), ho avuto il piacere di intervistare la band umbra CarroBestiame che mescola folk pop e rock.

Ciao e benvenuti su Tuttorock, “Nel tempo in cui le cose erano fatte per durare” è il vostro nuovo album, com’è nato questo titolo?

Ciao a tutti! In una strofa di Lame Affilate diciamo: “L’uomo scaltro progettava con obsolescenza”. Ecco, noi volevamo raccontare proprio questo: la differenza tra chi costruisce per far durare e chi progetta per veder rompere. C’era un tempo in cui si valorizzavano la concretezza e la cura, un’epoca in cui riparare un oggetto o un legame, era un atto di rispetto. Oggi siamo immersi nell’era dell’usa e getta, un fenomeno che non colpisce solo le macchine, ma anche i desideri e le relazioni, proprio per questo è fondamentale per noi rimarcare che non possiamo fare a meno di certi valori, che ormai stanno andando persi. Abbiamo scelto questo titolo come atto di ribellione alla fretta di oggi!

In “Figlio dell’Africa” troviamo Davide “Dudu” Morandi e Francesco “Fry” Moneti dei Modena City Ramblers, avevate già pensato a loro in fase di scrittura del brano o l’idea della collaborazione è arrivata in seguito?

Assolutamente no. Il brano è nato dal dolore dei continui abbandoni in mare, dall’esigenza di sottolineare che dietro a tutte le difficoltà del momento c’erano comunque vite umane in fuga dall’impossibilità di vivere la propria vita e i propri sogni. In quello stesso anno abbiamo condiviso il palco con i Modena e proprio da lì è nata l’intenzione di coinvolgerli in qualcosa che anche loro hanno sempre difeso fortemente.

L’idea della copertina è vostra?

Le idee degli artwork sono nate da un confronto costante con i nostri cari amici Alessandro Sartori e Roberta Paolucci (grafici, fotografi e videomaker). Per questo album volevamo un’immagine forte che parlasse da sola: un vecchio oggetto che può durare per sempre. Il coltello della nonna di Roberta è l’esempio perfetto di quello che intendiamo con ‘fatto per durare’. In un mondo che produce rifiuti, quel coltello ci ricorda che se c’è l’arte di saper curare e ‘affilare’, un oggetto può sfidare il tempo e durare in eterno.

Ho apprezzato molto l’album per la sua genuinità e per il fatto che trattate temi seri pur rifacendovi ad uno stile musicale che sa di festa, insomma, riassumerei la vostra proposta con questa frase, “ragionare sì, ma senza cadere nella pesantezza e nella tristezza”, c’è un complimento che vi farebbe piacere ricevere da chi ascolterà il vostro album?

Quello che hai descritto è esattamente il nostro equilibrio: vogliamo far muovere i piedi, ma anche i pensieri. Probabilmente oggi il più bel complimento tecnico da ricevere come artisti è: “ho ascoltato l’album dall’inizio alla fine!”. Scherzi a parte, recentemente abbiamo ricevuto un complimento che ci ha davvero toccato: “Ogni volta che ascolto un vostro brano, entro in un mondo diverso”. Ci fa un piacere immenso perché è proprio quello che cerchiamo di fare. Ci piace spaziare tra i generi musicali, abbattendo i confini tra folk, rock e sonorità più sporche; ogni genere è per noi un colore diverso necessario a dipingere un’atmosfera specifica. Vogliamo che la nostra musica sia una porta spazio-temporale: un momento sei davanti al fuoco di una festa popolare e un attimo dopo sei in un’officina a sentire il calore della mola che affila il metallo. Sapere che l’ascoltatore accetta di viaggiare con noi attraverso questi continui cambi di scenario è la nostra vittoria più grande.

Quando e come nasce il progetto CarroBestiame?

Il CarroBestiame nasce tra le colline umbre in un momento imprecisato. Partendo da una chitarra e un violino, ci siamo uniti a poco a poco, un po’ come i musicanti di Brema, incontrandoci tra un concerto e l’altro. Nel 2023 prende vita il nostro progetto inedito e iniziamo a dare voce alle nostre storie: dopo un album e un EP, oggi torniamo con il nostro secondo disco, “Nel tempo in cui le cose erano fatte per durare”. È il capitolo più vero del nostro viaggio.

Nel comunicato stampa venite definiti meno punk dei Gogol Bordello, ma più moderni dei Dubliners, io ci metto anche un “Dropkick Murphys con meno distorsioni”, ci sono anche loro tra le vostre fonti di ispirazione?

Assolutamente sì, i Gogol Bordello ci hanno da sempre ispirato per la loro energia e per essere riusciti a portare la musica Gipsy-Folk ad un livello altissimo senza snaturarsi affatto. Per quanto riguarda i Dubliners ed i Dropkick, beh, abbiamo suonato le loro canzoni per anni e ormai fanno parte del nostro DNA. Tuttavia, se dobbiamo guardare al cuore della nostra scrittura, una delle ispirazioni più grandi resta Fabrizio De André. È da lui che abbiamo imparato l’amore per gli ultimi, per le storie ai margini e per quella capacità di rendere “eterna” una vicenda umana attraverso le parole.

Che rapporto avete con la vostra terra d’origine, l’Umbria?

Siamo molto legati alla nostra verde Umbria, che per noi è un po’ come la contea per gli Hobbit. Una terra magnifica dove ancora riusciamo a custodire quella sacra lentezza che scandiva i tempi antichi, e che da sempre influenza la nostra musica. Ma è un’Umbria che sa anche essere selvaggia e nelle nostre canzoni la cultura popolare si fonde con questa voglia moderna di ribellione.

Avete mai pensato a scrivere un brano in dialetto umbro?

In realtà, le radici del nostro progetto affondano proprio lì. Il CarroBestiame è nato con l’idea di musicare i racconti dei nostri nonni e la vita dei nostri borghi. Abbiamo diversi cassetti pieni di storie scritte nella nostra “lingua madre” e sicuramente non mancherà l’occasione di far uscire un brano o un intero progetto dedicato.

C’è un vostro concerto che ricordate particolarmente?

Diciamo per fare giustizia che ogni concerto ha un suo ricordo… se proprio ne dobbiamo citare uno la chiusura sul Main Stage del Montelago Celtic Festival 2024. Suonare fino all’alba, davanti 5 mila persone che non smettono di ballare è stata una bella botta di adrenalina. La portiamo tutti nel cuore.

Diciamo per fare giustizia che ogni concerto ha un suo ricordo… se proprio ne dobbiamo citare uno la chiusura sul Main Stage del Montelago Celtic Festival 2024. Suonare fino all’alba, davanti 5 mila persone che non smettono di ballare è stata una bella botta di adrenalina. La portiamo tutti nel cuore.

A proposito, avete già pianificato un tour?

Assolutamente sì, il nostro tour estivo partirà il 31 maggio dal Lumen di Firenze e attraverserà in lungo e in largo la penisola. Rimanete connessi ai nostri social perché tireremo fuori le date molto presto!

Grazie per il vostro tempo, vi lascio piena libertà per chiudere l’intervista come preferite.

Grazie mille Marco e grazie a Tuttorock per averci ascoltati oggi. Grazie a tutti voi che ci seguite da casa e sottopalco. Non vediamo l’ora di farvi togliere ancora le scarpe!

MARCO PRITONI

Band:

Giacomo Savi – voce, chitarra acustica

Federico Piermatti –chitarre, cori

Filippo Dominici – violino

Alessandro Salari – batteria

Samuele Settimi – basso, cori

 

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