Now Reading
C.S.I. “IN VIAGGIO” + LO STATO BRADO @ FESTIVAL LUPO – MONTE SOLE, MARZABOTTO 29-08- …

C.S.I. “IN VIAGGIO” + LO STATO BRADO @ FESTIVAL LUPO – MONTE SOLE, MARZABOTTO 29-08- …

Nel luogo simbolo della memoria, Lo Stato Brado e i CSI danno voce a una serata in cui musica, storia e partecipazione si incontrano.

Ci sono concerti che, ancora prima di iniziare, si intuisce che saranno diversi dagli altri. Quello dei C.S.I. a Monte Sole appartiene senza dubbio a questa categoria, non soltanto per il ritorno sul palco di una delle formazioni più importanti della musica alternativa italiana, ma soprattutto per il luogo scelto per dare inizio a questo nuovo viaggio.

Arrivare a Monte Sole significa entrare in un luogo nel quale paesaggio, storia e memoria sono impossibili da separare. La strada sale attraverso le colline dell’Appennino fino al Parco Storico, luogo profondamente segnato dagli eccidi nazifascisti del 1944 e oggi spazio dedicato alla memoria e all’incontro. In questo scenario si inserisce il Festival Lupo e, quasi completamente immersa nel paesaggio, la particolare struttura in legno che ospita il palco. Non è un semplice elemento scenografico: gli alberi, le montagne e la luce che filtra attraverso le travi diventano parte integrante di ciò che accade durante la serata.

Per i C.S.I., inoltre, Monte Sole ha un significato ancora più particolare. Proprio qui, nel 2001, la band tenne quello che per venticinque anni sarebbe rimasto il suo ultimo concerto. Tornare nello stesso luogo nel 2026 per dare vita a “In viaggio” assume quindi inevitabilmente un valore simbolico. Per chi, come me, è cresciuto ascoltando CCCP e C.S.I., trovarsi davanti a quel palco con una macchina fotografica in mano aggiunge anche una componente personale difficile da ignorare, ma è sufficiente osservare il pubblico che continua ad arrivare per capire che questa sensazione è condivisa da moltissime delle persone presenti.

Prima dell’atteso ritorno dei C.S.I. c’è però spazio per Lo Stato Brado, chiamato ad aprire una serata certamente non semplice per la quantità di aspettative che porta con sé. La band affronta il palco senza lasciarsi intimidire dalla situazione e propone un set diretto ed energico, mentre il prato davanti alla struttura continua progressivamente a riempirsi. È il momento nel quale la giornata comincia realmente a trasformarsi in concerto: il sole è ancora presente, la luce attraversa il palco e il pubblico prende lentamente possesso di ogni spazio disponibile.

Al termine dell’esibizione de Lo Stato Brado arriva il cambio palco e l’atmosfera inevitabilmente cambia. La luce comincia a scendere sulle montagne e davanti alla struttura si è ormai raccolta una folla enorme. Dopo venticinque anni di attesa, i C.S.I. tornano a Monte Sole.

Sul palco ci sono Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali. La loro disposizione quasi essenziale si inserisce perfettamente nella struttura che li circonda: Ferretti al centro, Ginevra Di Marco al suo fianco e gli altri musicisti distribuiti lungo un palco completamente aperto verso il paesaggio. Non c’è un fondale a separarli dal luogo, ma legno, alberi e montagne che rimangono visibili tra i musicisti e finiscono inevitabilmente per entrare anche nel racconto della serata.

È “In viaggio” ad aprire il concerto, un titolo che oggi sembra assumere un significato ancora più preciso. Seguono “Occidente”, “Del mondo”, “A tratti” e “Inquieto”, riportando immediatamente il pubblico dentro l’universo musicale dei C.S.I. La sensazione, però, non è quella di assistere semplicemente a un’operazione nostalgica. Davanti al palco convivono generazioni diverse: chi quelle canzoni le ha ascoltate quando sono uscite e chi le ha incontrate molti anni dopo. La risposta del pubblico dimostra quanto quel repertorio sia riuscito a sopravvivere al tempo trascorso.

Con “Cupe vampe” e “Linea Gotica” il rapporto tra musica e luogo diventa ancora più evidente. Ascoltare determinate parole a Monte Sole significa inevitabilmente attribuire loro un peso diverso. La memoria qui non è un elemento aggiunto artificialmente al concerto, ma qualcosa che appartiene già al territorio e alla sua storia, ed è forse proprio questa sovrapposizione a rendere alcuni momenti della serata particolarmente intensi.

Il concerto prosegue attraversando “Irata”, “Esco”, “Bolormaa”, “Blu”, “Forma e sostanza”, “Brace”, “Ongii” e “Unità di produzione”. Ferretti mantiene quella presenza scenica essenziale che lo ha sempre caratterizzato, mentre la voce di Ginevra Di Marco si alterna e si intreccia alla sua. Intorno a loro Zamboni, Maroccolo, Magnelli e Canali ricostruiscono un suono che, nonostante gli anni trascorsi, conserva intatta la propria identità.

Anche osservando il concerto attraverso il mirino della macchina fotografica, ciò che colpisce è proprio l’insieme. I singoli musicisti, naturalmente, ma anche il modo nel quale vengono continuamente incorniciati dalle geometrie della struttura in legno e dal paesaggio alle loro spalle. È difficile immaginare questo concerto nello stesso modo su un palco tradizionale: Monte Sole non fa semplicemente da sfondo ai C.S.I., ma entra costantemente nelle immagini e nella percezione di ciò che sta accadendo.

La parte finale del concerto passa anche attraverso “E ti vengo a cercare”, il brano di Franco Battiato reinterpretato dai C.S.I., e prosegue con “Danza”, “Depressione Caspica” e “Fuochi nella notte”. Poi arriva “Montesole”, e in quel momento il legame tra il repertorio della band e il luogo nel quale ci troviamo diventa inevitabilmente il centro di tutto. Suonare qui una canzone che porta il nome di questo luogo, venticinque anni dopo quel concerto del 2001, significa mettere in comunicazione due momenti lontani nel tempo e chiudere simbolicamente un cerchio rimasto aperto per anni.

Il finale è affidato a “Matrilineare”, “M’importa ‘nasega” e “Buon anno ragazzi”. Quando gli strumenti tacciono, basta allontanare per un momento lo sguardo dal palco per comprendere le dimensioni della serata: il prato davanti ai C.S.I. è completamente occupato da migliaia di persone arrivate fino a Monte Sole per assistere a questo ritorno.

Rimane così la sensazione di aver partecipato a qualcosa che va oltre la semplice reunion di una band. I C.S.I. hanno scelto di ripartire esattamente da uno dei luoghi più significativi della loro storia e lo hanno fatto davanti a un pubblico nel quale passato e presente, proprio come sul palco, hanno continuato a mescolarsi per tutta la sera.

Venticinque anni dopo, il viaggio è ricominciato da Monte Sole.

FEDERICO GIUSTI
Photoset by Federico Giusti

Un ringraziamento a TuttoRock Magazine per la possibilità di raccontare e fotografare questa giornata, al Festival Lupo, a OTR Live, agli organizzatori e a tutte le persone che hanno lavorato alla realizzazione dell’evento.

Un ringraziamento particolare ai C.S.I. – Consorzio Suonatori Indipendenti e a Lo Stato Brado per la musica e per la disponibilità.