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BRUCE SOORD – Ghosts in the park

BRUCE SOORD – Ghosts in the park

Se si parla di un cantante/chitarrista/compositore inglese a nome Bruce Soord non può non venir a mente il gruppo dei The Pineapple Thief. Questi ultimi portabandiera di quello che poi è stato definito rock progressive moderno, sono venuti a fondarsi da Bruce Soord sulle ceneri dei Vulgar Unicorn poco prima del sorgere degli anni 2000 a Yeovil nel Somerset (UK). L’esordio ABDUCTING THE UNICORN nel 1999 destò un generale interesse, pur se un maggior trasporto di pubblico lo creò tre anni dopo quel VARIATIONS OF A DREAM (anch’esso come il precedente uscito per la Cyclops) e che per via anche di una formazione rinnovata, suonava fresco e pieno di idee e destinato a essere apprezzato al di fuori del circuito progressive.

L’eterogeneità delle idee musicali del leader ha fatto sì che la voglia di espandere i propri confini musicali, lo hanno portato ad ampliare i propri territori sonori, sfociando in una variegata carriera solista, giungendo alla quarta pubblicazione compreso il recente GHOST IN THE PARK (su Kscope). A partire dall’omonima prima pubblicazione, Soord sfoga un’alternativa vena creativa dal carattere molto intimo e personale, discostandosi da quanto pubblicato con il proprio gruppo, ma sviluppandone quei aspetti narrativi e compositivi inconsueti.

Nell’ultimo lavoro Soord si dedica ancor di più di quanto fatto in passato, percorrendo un cammino musicale caratterizzato da una dimensione acustica in cui la struttura dei brani è sempre tutt’altro che semplice, ma che riesce nell’intento di far smarrire chi ascolta, tra melodie insolite e cantautorato elegante e di atmosfera. Un lotto di composizioni che rappresentano una veritiera istantanea di quanto coglie il musicista di ciò che gli gira intorno, attraverso sussurri vocali e una musicalità con cui l’artista talvolta, sembra accanirsi alla ricerca di architetture sonore emotivamente stranianti, mostrando spesso una eccessiva tendenza alla sperimentazione.

Nonostante una certa linearità nella direzione narrativa, le suggestioni che emergono da queste tracce non mancano di riverberi oscuri e di un senso di introspezione che origina una spirale ascendente di emozioni che pervade l’intero disco. Un mosaico fatto di esperienze di vita, alternatesi negli ultimi due anni nell’esistenza del leader dei TPT, in cui le reminiscenze della perdita del padre si fondono con il girovagare in tour e con il progredire dell’Alzheimer della propria madre, cristallizzando la quotidianità in canzoni contraddistinte da un lirismo confidenziale.

A fare da apripista è la brumosa “Pillars” che fluttua in aura sospesa carica della giusta tensione       emotiva in cui viene affrontato il tema della religione e la complementarità che riveste nella vita del cantante. Ne rappresenta il giusto seguito “You made a promise”, esempio di folk acustico dove a prevalere è il sentimento della speranza, messo ancor più in luce da un’interpretazione vocale forse fin troppo nostalgica.   Con l’evanescente “Meet me on the downs” una vera e propria dedica al papà che non c’è più, si entra sempre più in sintonia con l’intimità interiore del cantante, lasciando all’accoppiata “Day of wrath” e “Stared down” riassumere quei tratti stilistici che ne hanno contraddistinto sino ad oggi la discografia solista.  In “Kept me thinking”  in cui è presente il basso del fido Jon Sykes, Soord ci delizia di un contorno strumentale più vivace che perdura anche nella lunga title track che ci conduce per mano al commiato dal disco.

Parole e musiche mai lasciate al caso e sempre ben curate, nelle quali anche i meno inclini a certe sonorità, potrebbero trovare un appagante ristoro.

CLAUDIO CARPENTIERI

Tracklist:

1)     Concepcion [01:25]
2)     Pillars [03:10]
3)     Meet Me On The Downs [03:05]
4)     Kept Me Thinking [06:34]
5)     Day Of Wrath [04:21]
6)     Our Predicament [03:43]
7)     Stared Down [04:33]
8)     You Made A Promise [02:56]
9)     Ghosts In The Park [12:52]

Credits:
Label: Kscope

Pubblicazione: 15 maggio 2026

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VOTO

Band:
Bruce Soord

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